A tutta B: le rondinelle che prendono il volo, il vecchio leone per la leonessa, giovani profeti in patria, scontro di valutazioni e B Ready per la 17^

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LE RONDINELLE HANNO PRESO IL VOLO – La metafora sarà scontata (e anche un po’ trita), ma non c’è altro modo di spiegare con un immagine quello che sta accadendo nelle zone più alte della classifica cadetta. Infatti, mentre la capolista Palermo incappa nella giornata degli 1-1 (sabato, ben 3 in altrettante partite giocate in quella data) e, un po’ a sorpresa, non va oltre tale risultato nella gara interna col Livorno (che allunga la propria serie positiva dopo la vittoria della scorsa settimana), il Brescia si aggiudica il big match del turno, battendo, in rimonta, con un gol in pieno recupero, quando il pareggio (un 1-1, guarda un po’) sembrava ormai risultato acquisito, il Lecce. In questo modo le rondinelle balzano al secondo posto solitario, a 3 punti dalla vetta, scavalcando proprio i giallorossi e il Pescara, che nel posticipo di lunedì esce con le ossa rotte dal campo di un rinato Verona. Gli scaligeri, infatti, grazie a questa vittoria, seconda consecutiva, quando sembrava che la crisi li avesse ormai irrimediabilmente inghiottiti, si rilanciano in classifica, agganciando il Cittadella (che è un altro degli 1-1 di sabato, ottenuto sul campo dell’Ascoli), ad un solo punto dalla coppia abruzzese-salentina. A dividersi gli ultimi due posti della griglia play off, a pari punti, il Benevento e il Perugia, che escono con altri due pareggi, in una giornata in cui le X sono state in prevalenza (5-4) rispetto agli altri risultati, rispettivamente a Cosenza (0-0 nella partita saltata sabato per l’impraticabilità del campo dei calabresi dopo una pioggia torrenziale e recuperata domenica pomeriggio) e contro lo Spezia al Curi, con un 1-1 ricco di emozioni e con l’aquilotto La Manna sugli scudi. Ora la coppia a 22 mantiene una lunghezza di vantaggio sullo stesso Spezia e 2 sul terzetto formato da Ascoli, Venezia, che porta a casa l’ennesimo 1-1 di giornata, stavolta nella trasferta di Crotone, e Salernitana, che conferma il periodo di pessima forma tornando senza punti dalla trasferta di Carpi, che fa suo l’incontro per 3-2, e senza allenatore, visto che Colantuono dà le dimissioni. E, a proposito di storie di allenatori, ottimo l’interregno di Pavone sulla panchina del Foggia, in sostituzione di Grassadonia e in attesa dell’arrivo di Padalino, visto che i diavoletti travolgono allo Zaccheria la Cremonese con un perentorio 3-1, abbandonando il penultimo posto dopo aver scavalcato il Padova fermo ai box.

UN VECCHIO LEONE PER LA LEONESSA – Continua il botta e risposta in vetta alla classifica marcatori: Donnarumma allunga a 14 col gol del pareggio del Brescia nel big match contro il Lecce, Mancuso lo segue portandosi a 9 con l’inutile rete della bandiera del Pescara a Verona. Con Coda fermo a quota 7, è il gruppo a 6 gol ad infoltirsi, visto che a Nestorovski (che dovrà restare fermo al palo per un po’ e non potrà difendere la propria posizione per via di un infortunio) e Palombi si affiancano La Mantia, che segna l’illusorio vantaggio del Lecce a Brescia, e Vido anche lui realizzatore del momentaneo vantaggio del Perugia nel match con lo Spezia. In assenza di marcatori multipli, la vetrina della giornata è dedicata ad un calciatore d’esperienza, che di professione non fa neppure il bomber, visto che gioca in difesa, ma che con il suo gol ha scosso la classifica dalle fondamenta, permettendo alla propria squadra di portare a casa i 3 punti (quando ormai il pareggio sembrava scontato), con cui agganciare il secondo posto e mettere paura al Palermo capolista. Stiamo parlando, ovviamente di Gastaldello, bomber dell’ultimo minuto del Brescia. Daniele Gastaldello è un difensore classe ’83, nato a Camposampiero, in provincia di Padova, e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Montebelluna, Padova, Juve (con cui vince un Viareggio) e Chievo. Con queste ultime 3 approda anche nel giro della prima squadra, facendo le sue prime esperienze tra i professionisti, ma solo con la maglia del Padova, con cui, in 2 stagioni tra il 2000 e il 2002, mette insieme 21 presenze. Con i clivensi resta solo per 6 mesi prima di passare in prestito al Crotone, con cui, in una stagione e mezzo, mette insieme 46 presenze e segna i suoi primi 4 gol. Quindi 2 stagioni a Siena (1 gol), prima di approdare, nel 2007, alla Samp, che costituirà la principale esperienza professionale del giocatore, restando in blucerchiato per 7 stagioni e mezzo da 260 presenze e 14 gol e rivestendone anche i gradi di Capitano. Lascia Genova a febbraio 2015 per accettare la sfida del Bologna, desideroso di tornare in A. Centra l’obiettivo e si ferma altre 2 stagioni (1 gol), fino all’estate 2017 quando approda alla corte di Cellino a Brescia, dove diviene Capitano dopo l’addio a Caracciolo. Per lui 2 gol nella passata stagione mentre in questa è alla prima realizzazione, ma con un peso specifico enorme, in termini di risultato e di classifica: al 92′ di quella che sembrava una partita destinata all’1-1, mette, indisturbato, il piattone sul secondo palo sulla palla proveniente dall’angolo sinistro, insaccando, sotto la traversa, il gol del definitivo 2-1.

GIOVANI PROFETI IN PATRIA – Dopo 2 giornate di assenza torna il gol giovane, gradita tradizione della serie cadetta. A segnare il suo primo gol tra i professionisti, contribuendo ai 3 punti della propria squadra, dopo aver aperto le marcature e sbloccato la partita, è Danzi del Verona. Andrea Danzi è un centrocampista nato a San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona, il 25 febbraio 1999 e cresciuto proprio nel settore giovanile scaligero, fino al 2017 quando firma il suo contratto da professionista ed approda in prima squadra. Nel corso della scorsa stagione mette insieme le sue prime 5 presenze in Serie A, per un totale di 392′. Già nell’ambito delle Nazionali Giovanili, il Verona decide di puntare su di lui anche per questa stagione in B e non lo manda in prestito, anche se lo fa giocare molto poco, visto che quella di lunedì era la sua seconda partita stagionale, anche se giocate entrambe da titolare (alla prima 80′ giocati contro il Benevento). Fiducia ripagata con il gol: al 14′, col risultato ancora sullo 0-0, apre la strada alla vittoria della sua squadra con un sinistro diagonale rasoterra preciso dal versante sinistro del limite dell’area, che, come una palla sul biliardo, si va ad imbucare all’angolo opposto per il gol del vantaggio scaligero.

VALUTAZIONI GIUSTE VS VALUTAZIONI ERRATE – C’è una squadra che più di tutte sta al centro dei riflettori in queste settimane, come è facilmente evincibile anche da questo numero della nostra rubrica, ed è ovviamente il Brescia. Le rondinelle stanno disputando un campionato straordinario tanto che, ora come ora, sarebbero promosse direttamente, ma, senza accontentarsi, potrebbero puntare addirittura alla vetta. Questa situazione permette di fare una riflessione sulla dicotomia esistente tra valutazioni giuste e valutazioni sbagliate che possono essere fatte nel mondo del calcio e che, in questo caso, hanno come oggetto la stessa squadra, proprio quella lombarda. Le valutazioni giuste sono quelle fatte dalla dirigenza al momento di allestire la squadra per questo campionato: una compagine fatta di buoni giocatori, non necessariamente eccelsi o i migliori che si potessero trovare in quel ruolo, ma disciplinati e motivati, da far ruotare attorno a due perle, una fatta in casa, Tonali, una pescata nel recente mercato, Donnarumma. Insomma, per intenderci, il Brescia ai nastri di partenza non era sicuramente una squadra paragonabile alla rosa di quelle che dovevano essere le protagoniste indiscusse del torneo, dal sempre favorito Palermo alle illustri decadute alle ambiziose risalite. Eppure a ben vedere era stato impostato già un lavoro lungimirante che avrebbe potuto portare i suoi frutti: una squadra ordinata, anche se non espressione di un calcio paradisiaco, ma con un potenziale offensivo straordinario. Aver sottratto il vice-capocannoniere dello scorso torneo, ancora motivatissimo ed efficace, alla concorrenza ed avergli affiancato giocatori come Torregrossa e Morosini, serviti da un genio in fieri come Tonali è stata la trovata giusta che sta dando i suoi frutti, perché assicurarsi uno/due gol a partita è già un bel vantaggio da cui partire, anche senza esprimere un gioco eccelso. Per fare un paragone calzante basta guardare una squadra come lo Spezia, che esprime un gioco bello e piacevole e spesso gioca meglio dell’avversario anche quando perde. Ma ha un attacco piuttosto asfittico e questo incide sul risultato finale e sulla classifica pesa tremendamente. E dire che il problema dell’attacco gli aquilotti se lo portano dietro dalla scorsa stagione (vedi voce valutazioni giuste). Le valutazioni sbagliate sono quelle fatte, come sempre un po’ affrettatamente, da chi valuta il mondo del calcio dall’esterno. E questo nonostante Andreazzoli avesse già insegnato qualcosa lo scorso campionato (più di uno storse il naso quando fu mandato via Vivarini solo per questioni estetiche in una squadra comunque in lotta per le prime posizioni e dovette ricredersi trovandosi davanti un capolavoro tattico che distrusse la seconda parte del torneo). Insomma, la cacciata di Suazo (forse un po’ frettolosamente fatto salire sul carro nonostante la poca esperienza) in un momento in cui il Brescia faceva comunque risultati, ma non convinceva dal punto di vista tattico, sembrò l’ennesimo capriccio di un noto mangia-allenatori come Cellino. E, invece, la valutazione giusta la fece la dirigenza bresciana, chiamando Corini e regalando una nuova, strepitosa, vita alle rondinelle, e quella sbagliata restò a noi, che, ora, ammiriamo una squadra che potrà fare da mattatore a questo torneo, senza poter dire “Io l’avevo detto!”…

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 17^ GIORNATA – Di corsa si procede verso la chiusura del girone d’andata, di vera corsa, visto che le 3 giornate mancanti saranno giocate nello spazio di una settimana, attorno alle festività natalizie, coinvolgendole come ormai da tradizione da qualche anno. Si parte in questo fine settimana, con un format condizionato dalle feste e dall’imminente turno infrasettimanale: una partita venerdì alle 21; 2 gare sabato alle 15 e le restanti 6 domenica, di cui 4 alle 15, una alle 17.30 e una alle 21. Si parte subito con la caccia alla vetta, visto che l’anticipo di venerdì vede proprio in campo il Brescia, impegnato nell’impegnativa trasferta di Ascoli. Se i lombardi dovessero vincere, metterebbero una bella pressione sulle spalle del Palermo che si troverebbe appaiato a loro prima di cominciare il proprio non semplice match di domenica pomeriggio alle 17.30 al Picco, contro un tonico Spezia alla caccia dei play off, distanti un solo punto. Con il Pescara fermo forzatamente, sarà il Lecce a cercare di approfittare degli eventuali passi falsi delle due battistrada per riprendersi il secondo posto ed avvicinarsi alla vetta, sfruttando al meglio il turno casalingo con il rientrante Padova. Sabato pomeriggio sapremo se prosegue il buon periodo del Verona, che va a far visita ad un Livorno in serie positiva e desideroso di abbandonare l’ultimo posto, mentre per il Cittadella si dovrà aspettare domenica pomeriggio, quando accoglierà in casa il Perugia in un interessante scontro diretto play off, con gli umbri che faranno di tutto per difendere la propria posizione e migliorarla, magari, andando ad agganciare proprio i rivali veneti. Stessa cosa proverà a fare il Benevento che testerà i progressi del Crotone nel match casalingo di domenica sera. Incrocio play off-salvezza sul campo del Venezia, dove i padroni di casa dopo il rallentamento dell’ultima giornata, provano a sferrare un nuovo attacco alla zona play off lontana appena 2 punti contro un Cosenza fin troppo vicino alla zona calda. Esordio di tecnici domenica pomeriggio a Salerno, dove si affronteranno il sostituto di Colantuono sulla panchina della Salernitana e Padalino, alla prima partita con il Foggia. Interessante in chiave salvezza anche l’ultimo match mancante, quello di sabato pomeriggio tra la Cremonese e il Carpi, con gli emiliani che, galvanizzati dalla vittoria dell’ultima giornata, proveranno a proseguire la fuga dalla zona pericolosa e i grigiorossi che cercheranno di dare un arresto alla propria lenta caduta.

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