A tutta B: la volata d’inverno, il riposo del Re, i giovani sotto l’albero, la partita dei debuttanti e B Ready per la 20^

LA VOLATA D’INVERNO – Il ritmo forsennato avuto dal Campionato di Serie B nelle sue ultime 3 giornate prima della fine del girone d’andata e la conseguente pausa invernale, articolatesi attorno alle festività, ha travolto anche la nostra rubrica che, ora, così, si trova a dover fare un grande riassunto di quanto successo. Campione d’Inverno è il Palermo, che chiude l’andata a 37 punti, anche grazie ai 7 raccolti nei 3 match festivi, confermandosi la migliore del momento anche in questa aspetto: al pareggio al Picco i siciliani hanno fatto seguire la vittoria netta con l’Ascoli e quella in trasferta col Cittadella. A ben 5 punti di distacco, a 32, la coppia formata dal Brescia, che, senza sconfitte pure lei, esce con 5 punti dal trittico, grazie ai pareggi di Ascoli e Benevento, intervallati dalla vittoria interna con la Cremonese, e dal Pescara che fa registrare una media altissima, raccogliendo ben 6 punti nelle 2 gare disputate dopo la pausa della 17^ giornata, grazie alle vittorie su Venezia e Salernitana, confermando di essersi ritrovata, soprattutto con la prova di forza mostrata in Campania. Chiude in risalita anche il Verona, che pare aver scacciato i tempi bui e che, con i 5 punti raccolti grazie ai pareggi di Livorno e Foggia, inframmezzati dalla vittoria col Cittadella, con un Pazzini scatenato, si colloca al 4° posto a 30 punti, assieme al Lecce che di paga il fatto di essersi dovuto fermare forzatamente alla 18^ e di punti ne raccoglie solo 4, visto che alla vittoria di Padova fa seguire il pareggio in rimonta al Picco nell’ultima giornata. Chiude benissimo l’anno anche il Benevento, l’altra regina del frangente assieme al Palermo, raccogliendo anch’esso 7 punti grazie alle vittorie con Crotone e Padova, seguite dal pareggio interno col Brescia all’ultima giornata. Aggancio alla zona play off raggiunto per lo Spezia che con i 5 punti raccolti grazie ai succitati pareggi con Palermo e Lecce, intervallati dalla netta vittoria di Crotone, aggancia nel gruppo a 26 un pessimo Cittadella, che di punti ne incamera appena 1, visto che al pareggio col Perugia fa seguire ben 2 sconfitte senza reti con Verona e Palermo, e il Perugia, che di punti ne fa 4, spaziando in tutta la sfera dei risultati, visto che al pareggio di Cittadella fa seguire la vittoria interna col Foggia e la sconfitta a Cremona nell’ultima giornata. A due passi dalla zona spareggi, a 24, la coppia formata dall’Ascoli e dalla Salernitana, che raccolgono entrambe 4 punti (pareggio col Brescia, sconfitta a Palermo e vittoria col Crotone per i bianconeri, vittoria col Foggia, pareggio a Cosenza e sconfitta col Pescara per i campani). Una sola vittoria per la Cremonese, quella all’ultima giornata col Perugia, seguita alle sconfitte con Carpi e Brescia, per 3 punti che la portano a 22, permettendo, comunque, di scavalcare un Venezia in caduta libera, che di punti ne raccoglie solo 1, grazie al pareggio di Carpi dell’ultima giornata che faceva seguito alle sconfitte con Cosenza e Pescara. Proprio il Cosenza ora insidia da vicino i veneti, appena 2 punti sotto e proprio sulla linea di galleggiamento prima della zona calda, grazie ad una buona gestione delle partite a disposizione, solo 2 visto il riposo dell’ultimo turno, con una vittoria, come detto, col Venezia e il pareggio con la Salernitana. Stesso numero di punti incamera il Carpi, prima delle squadre in zona play out a 17, ottenuti con la vittoria sulla Cremonese e il pareggio dell’ultima giornata a Venezia, intervallati dalla sconfitta nello scontro diretto col Livorno. Labronici che ora seguono di 2 lunghezze proprio gli uomini di Castori, al culmine di una piccola rimonta che li ha portati dall’ultimo posto alla zona play out, grazie anche ai 5 punti messi insieme in queste partite di fine anno, con i pareggi con Verona e Padova inframmezzati dalla vittoria, terza stagionale, come detto, sul Carpi. Le note dolenti arrivano dalle ultime 3 in classifica, che raccolgono la miseria di 2 punti nelle loro 9 partite giocate: 1 lo raccoglie il Foggia, terzultimo a 13 punti, con il pareggio col Verona all’ultima giornata, dopo le sconfitte con Salernitana e Perugia, mentre l’altro lo raccoglie il Padova, ultimo a 12, anche lui all’ultima giornata col Livorno, dopo aver lasciato posta piena a Lecce e Benevento. Dietro la lavagna il Crotone che completa il suo periodo orribile con un trittico di sconfitte, con Benevento, Spezia ed Ascoli, che lo portano al penultimo posto, a pari punti con il Foggia (penalizzato), lontano anni luce da quei sogni di grandezza che una retrocessa dalla A avrebbe coltivato ad inizio stagione.

IL RIPOSO DEL RE – Fa quasi impressione dire che, in un trittico di partite, il bomber supremo del campionato è rimasto completamente a secco. E, invece, è così, perché Donnarumma, il capocannoniere indiscusso del torneo, noto per la sua regolarità, ha avuto le polveri bagnate per tutte e 3 le partite festive, restando fermo a 14 e “prestando il fianco” all’attacco di Mancuso che, autore di una tripletta nei 4 gol segnati dal Pescara a Salerno alla 19^, balza a quota 12, insidiando da vicino il primo posto. Il terzo gradino se lo dividono in 2 a quota 8 gol: Coda, che segna un rigore nella vittoria del Benevento col Crotone alla 17^, e un redivivo Pazzini (foto di copertina) che di gol “festivi” ne fa addirittura 4, tripletta nella vittoria sul Cittadella alla 18^ e uno nel pareggio col Foggia all’ultima giornata, facendo un bel balzo in avanti dopo qualche mese un po’ sottotono. Fatte le dovute menzioni d’onore, oltre ai due suddetti marcatori multipli, anche a Piccolo, che di reti ne segna 3 (2 nella sconfitta di Brescia e uno nella vittoria sul Perugia), a Giannetti che realizza una doppietta alla 18^ nella vittoria sul Carpi, oltre a quelli che di reti ne hanno segnato in più di una partita, come Scavone, che ha segnato un gol nella vittoria del Lecce sul Padova alla 17^ e il pareggio del Picco all’ultima, e Vitale, che ha realizzato il gol vittoria della Salernitana sul Foggia alla 17^ e uno inutile nella sconfitta interna col Pescara. Di questi ultimi fa parte anche colui che occupa la vetrina di questa puntata, che con i suoi due gol di punti alla sua squadra ne ha portati, da solo, 4, importanti per mantenere la testa della classifica, ovvero Falletti del Palermo. Cesar Alejandro Falletti Dos Santos è un centrocampista offensivo uruguaiano, classe ’92, nato ad Artigas e cresciuto calcisticamente nel suo paese d’origine nel Cerro, società calcistica del settore di Montevideo, con cui fa tutta la trafila delle giovanili, approdando alla prima squadra nel 2011, per diventarne titolare la stagione successiva. Dopo 39 presenze e 5 gol nel campionato uruguaiano è la Ternana a portarlo in Italia nel 2013, pochi giorni dopo aver ottenuto proprio la cittadinanza italiana. In rossoverde resta per 4 stagioni, tutte in B, in cui si fa conoscere, segnalandosi come attaccante brevilineo, veloce con grande visione di gioco e discreta versatilità nel ricoprire i ruoli offensivi, che spesso si trova a togliere le castagne dal fuoco alla squadra umbra anche quando si trova a navigare in acque agitate: nessuna rete la prima stagione, 1 la seconda, ben 10 la terza, e 7 la quarta, contribuendo sempre in modo rilevante alla salvezza delle fere, che, infatti, la scorsa stagione, senza di lui che si è trasferito al Bologna, retrocedono. Con i rossoblù conosce la A, che, però, non rappresenta ancora la sua dimensione, tanto che mette insieme solo 13 presenze e, comunque, 1 gol, prima di trasferirsi, all’inizio di questo campionato, in prestito al Palermo, riscendendo di categoria. Sono 3 i gol finora in maglia rosanero, di cui 2, come detto, nelle ultime 3 giornate, che hanno portato un bottino di 4 punti: alla 17^ apre le marcature al Picco, al 25′, con un diagonale di destro appena entrato in area per l’1-0 che verrà pareggiato poco dopo da Capradossi; nell’ultima giornata, nella trasferta di Cittadella consente il bottino pieno al 51′ con un diagonale di destro dal limite dopo aver ricevuto palla da Trajkovski al termine di un’azione personale.

GIOVANI SOTTO L’ALBERO – In queste festività natalizie l’albero della Serie B si è fatto trovare pieno di belle sorprese, sotto forma di giovani andati in gol: ben 7 gli Under 21 andati in rete in questo trittico di partite (o, meglio, tra la 18^ e la 19^, visto che nella prima giornata non si sono registrate reti giovani). In 2 li conosciamo perché sono stati già protagonisti su queste pagine, ovvero Pierini dello Spezia, autore di una doppietta al Crotone alla 18^, e Clemenza che porta in vantaggio il Padova nel pareggio di Livorno. Assieme a loro altri giovani talenti.  Il primo, per “meriti realizzativi” è Christian Kouan centrale di centrocampo ivoriano del Perugia, nato ad Abidjan il 20 dicembre 1999, ma trasferitosi giovanissimo con i genitori prima in Francia e poi a Roma, dove comincia a giocare nella società dilettantistica della Vigor Perconti. Da lì lo pesca a gennaio 2018 il Perugia per la sua Primavera e per sostituire Han tornato a Cagliari, intuizione geniale, visto che, il giovane, alla prima presenza in prima squadra, da titolare, contro l’Entella, segna il primo gol tra i professionisti, bissato la partita successiva contro il Pescara. Confermato questa stagione da Nesta, sta trovando un discreto spazio (10 fin qui le presenze), ed ha ripagato la fiducia alla 18^, mettendo a segno addirittura una doppietta nella vittoria degli umbri sul Foggia: al 13′, sullo 0-0, riceve palla al limite da Verre sul filo del fuorigioco e realizza l’1-0 con un diagonale di destro; al 27′ raddoppia con un diagonale, stavolta di sinistro, dal limite, in contropiede, su assist di Kingsley. Poi, sempre alla 18^, ben due giovani attaccanti slovacchi. il primo è stato Nikolas Spalek, attaccante del Brescia, nato a Sal’a il 12 febbraio 1997 e cresciuto calcisticamente nel Nitra, con cui approda in massima serie nel 2013, mettendo insieme 12 presenze. Quindi 6 mesi allo Spartak Trnava, diviso tra la prima squadra che gioca in massima serie, con cui segna 1 gol in Europa League,  e la seconda che gioca in Seconda serie, prima di passare a gennaio 2015, allo Zilina, in cui, per 2 stagioni e mezzo, continua a dividersi tra la seconda squadra (4 gol in 11 presenze in Seconda serie) e la prima, con cui realizza 14 gol in massima serie. Dal 2017 gioca solo in prima squadra, realizzando altri 4 gol, prima di trasferirsi, a gennaio 2018, in Italia, al Brescia, dove realizza 2 gol nei 6 mesi restanti della passata stagione. Segnalatosi per un ottimo rendimento, viene confermato anche in questa stagione, dove figura tra i titolari e alla 18^ giornata è arrivato anche il primo gol stagionale, che ripaga la fiducia confermata anche dopo la brutta storia dell’incidente in cui è stato coinvolto, come descritto, qualche settimana fa con il compagno Mateju: al 22′ della partita contro la Cremonese, sblocca il risultato con un diagonale di destro dall’interno dell’area su sponda di testa di Torregrossa. L’altro è stato Lubomir Tupta, attaccante del Verona, nato a Presov il 27 marzo 1998 e cresciuto nei settori giovanili di Slovan Sabinov, Tatran Presov, Catania, dal 2014, e Verona, dal 2015. Entra nel giro della prima squadra scaligera da subito, ma esordisce in maglia gialloblu solo la scorsa stagione, quando mette insieme 2 presenze in massima serie. Confermato anche in questa stagione, ha fin qui giocato 7 partite e, contro il Cittadella, è arrivato il primo gol tra i professionisti: al 90′ col risultato già fissato sul 3-0 dalla tripletta di Pazzini, chiude i conti con un tuffo di testa su sponda di Almici. Sempre dei veneti anche uno dei giovani in rete la 19^ giornata, ovvero Lee Seung-woo attaccante sudcoreano nato  a Suwon il 6 gennaio 1998, quindi quasi 21enne, cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Incheon United, in patria, e, dal 2011, Barcellona, che lo nota in un torneo sudafricano, lo porta nella sua cantera, ma non può tesserarlo fino al 2016 per la violazione dell’articolo 19 della FIFA. Nell’esperienza spagnola mette insieme solo 1 presenza nel Barcellona B prima di passare, ad agosto 2017, al Verona. Gioca 14 partite in massima serie nella scorsa sragione, segnando anche il suo primo gol, nella sconfitta col Milan. Già convocato nelle nazionali giovanili del suo paese, è tra i convocati della Nazionale maggiore che va ai Mondiali in Russia, dove gioca 2 delle 3 partite. Confermato dagli scaligeri, ha già giocato 10 partite anche in questo campionato e, all’ultima giornata, è arrivato il primo gol anche il B: al 44′ della partita di Foggia, con il risultato sull’1-1 per i gol di Pazzini e Mazzeo, segna il nuovo vantaggio con una sforbiciata volante sulla respinta sbagliata del portiere avversario. Infine onore anche a Gaetano Castrovilli che già era stato nominato in questa rubrica per il gol messo a segno alla prima giornata, ma che stavolta si merita la vetrina avendo messo a segno addirittura una doppietta. Nato a Minervino Murge, in provincia di Barletta-Andria-Trani, il 17 febbraio 1997, cresce nei settori giovanili di ASD Minervino, Bari (con cui raggiunge anche la prima squadra, mettendo insieme una presenza nella stagione 14/15 e 10 nei primi 6 mesi della 16/17) e Fiorentina, dove viene mandato in prestito dai pugliesi a due riprese, diventando uno dei perni della squadra Primavera che perderà la Finale scudetto contro l’Inter. Divenuto di proprietà dei viola, all’inizio della scorsa stagione viene mandato in prestito alla Cremonese, dove milita tuttora, essendo diventato uno dei titolari della squadra grigiorossa: 27 presenze ed un gol la scorsa stagione, 17 e 3 reti in questa. Il giovane Castrovilli ha unito gli opposti, visto che al gol alla prima giornata ha fatto seguire la doppietta nell’ultima: al 36′ della partita col Perugia, sul risultato di 2-0 per i gol di Terranova e Piccolo, chiude la partita con un colpo di testa su assist dalla destra dello stesso Piccolo e, poi la mette in cassaforte al 59′ con un’azione personale partita dalla fascia sinistra che si conclude con un tiro a girare di destro sul palo più lontano che si insacca dopo essere stato appena toccato da un Gabriel non lucidissimo.

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LA PARTITA DEI DEBUTTANTI – Nel corso della 17^ giornata si è avuta una strana ricorrenza, seppur già avvenuta quest’anno, ovvero la sfida tra due nuovi allenatori che debuttavano proprio in quella partita. Salernitana e Foggia, infatti, avevano dato, nelle settimane precedenti, il benservito ai propri allenatori, Colantuono e Grassadonia, entrambe giubilati per i risultati poco soddisfacenti delle rispettive squadre, che significavano un’anonima metà classifica per i campani ed una preoccupante coda, invece, per i diavoletti, più che altro come conseguenza degli 8 punti di penalizzazione con cui avevano cominciato il campionato. Sulla panchina dei padroni di casa debuttava Gregucci, su quella degli ospiti Padalino, due vecchie conoscenze del calcio giocato anni ’80-’90. Angelo Gregucci, infatti, è stato un apprezzato difensore, classe ’64, che ha sviluppato la sua carriera tra i primi anni ’80 e la fine dei ’90, soprattutto con la Maglia della Lazio, con cui ha giocato 7 stagioni ai massimi livelli, prima di chiudere la carriera, dopo una fugace esperienza al Torino, nella Reggiana, con cui appende le scarpette, dopo 4 stagioni, nel ’99. Proprio nella squadra emiliana comincia una carriera che lo vede impegnato in disparati ruoli tecnici, da primo allenatore, a vice, a collaboratore tecnico. Ad esempio le prime esperienze nella Reggiana sono da vice, poi, dopo una poca memorabile parentesi come tecnico della Viterbese (5 partite), va a fare il Collaboratore tecnico di Mancini alla Fiorentina. Il legame con l’ex giocatore della Samp è forte, tanto che le due strade torneranno ad incontrarsi a più riprese. Ad esempio dopo le altalenanti esperienze da primo allenatore di Legnano, Venezia, Salernitana, Lecce, Vicenza, Sassuolo e Reggina, tra esoneri e salvezze conquistate, seguirà il Mancio nell’esperienza al Manchester City del 2012/13, ancora come collaboratore tecnico, ruolo rivestito fino all’esonero dell’allenatore marchigiano. Poi, dopo le esperienze alla Salernitana (con conquista della Coppa Italia Lega Pro), Casertana (esonero), Leyton Orient (come collaboratore tecnico di Liverani) e Alessandria (una delle sue migliori esperienze, portando i grigi, squadra di Lega Pro, a disputare la semifinale di Coppa Italia col Milan e sfiorando la promozione in B dopo aver a lungo dominato il campionato), torna con Mancini all’Inter nel 2016 nel ruolo di Vice, seguendolo poi allo Zenit e nello staff tecnico della Nazionale. Da lì arriva a Salerno per la terza volta in carriera per risollevare le sorti della squadra e puntare ai play off. Pasquale Padalino, invece, è stato un difensore classe ’72, nato a Foggia e che con i diavoletti si è messo in mostra al grande calcio, come parte di quella macchina perfetta che era la squadra di Zeman a fine anni ’80. Gioca fino ai primi anni 2000, vestendo le maglie di Bologna (in due riprese), Lecce, Fiorentina (l’altra grande esperienza della sua carriera, con cui resta 5 stagioni vincendo Coppa Italia e Supercoppa Italiana), Inter (solo nominalmente, visto che si infortuna ad inizio stagione e non scende mai in campo) e Como, con cui chiude la carriera nel 2004. Dal 2006 ha intrapreso la carriera di allenatore, partendo anche lui con 2 esperienze da vice, prima al Verona e poi al Pisa, sempre di Ventura. Il primo incarico da primo allenatore è alla Nocerina, chiuso con le dimissioni, quindi arriva per la prima volta il suo Foggia, nel 2012, appena iscrittosi in D dopo il fallimento, che porta, in due stagioni, fino alla Lega Pro unica. A seguire una poco memorabile esperienza al Grosseto, una buona al Matera, portato ad un passo dai play off, ed una contradditoria al Lecce (fallisce la promozione diretta, ma viene esonerato a 2 giornate dalla fine quando la squadra è seconda, per una pesante contestazione del pubblico). Inattivo dal 2007 viene richiamato ancora dalla squadra della sua città per risalire una classifica fin qui fallimentare. La sfida degli esordi e quella dei ritorni la vince il padrone di casa, Gregucci, che batte il collega per 1-0 grazie al gol di Vitale. Poi, per entrambe un percorso quasi sovrapponibile, visto che nelle successive due partite portano a casa un solo punto: Gregucci pareggia a Cosenza e perde in casa, male, col Pescara; Padalino perde anche la successiva a Perugia, ma pareggia l’ultima col Verona.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 20^ GIORNATA – E ora tutto si ferma, la Serie B va in pausa per qualche settimana, periodo durante cui andrà in scena il mercato di riparazione che rivoluzionerà qualche squadra, cambierà qualche equilibrio e farà partire quasi un nuovo torneo. Si ripartirà nel “week end” da venerdì 18 a lunedì 21 gennaio, con il consueto format di un anticipo il venerdì alle 21, 4 gare sabato, di cui 3 alle 15 e una alle 18, 3 domenica delle quali 2 alle 15 e una alle 21 e un posticipo lunedì alle 21. Ad aprire le danze sarà proprio la capolista Palermo che attende in casa la Salernitana nell’anticipo di venerdì (0-0 all’andata). Le due prime inseguitrici le vedremo in campo nelle partite serali dei due giorni successivi: il Brescia sabato alle 18 sul campo di un Perugia a caccia di punti per restare ancorato ai play off (1-1 al Rigamonti); il Pescara domenica alle 21 attenderà la Cremonese (1-1 anche allo Zini). Di eventuali passi falsi proveranno ad approfittare Verona e Lecce: i salentini saranno impegnati sabato pomeriggio nell’appassionante scontro diretto con il Benevento, posto appena 1 punto sotto (pirotecnico 3-3 all’andata); gli scaligeri domenica pomeriggio andranno a Padova per il primo dei tanti derby regionali (1-1 al Bentegodi). Sempre con vista sui play off, il Cittadella, sabato pomeriggio proverà a dimenticare il pessimo finale dell’andata in trasferta in casa di chi è riuscito a fare pure peggio, un Crotone a caccia disperata di un’inversione netta di rotta per uscire dal pantano della zona retrocessione, magari partendo proprio dalla vendetta di un’andata che si chiuse sul 3-0 per i veneti. mentre lo Spezia è atteso dal posticipo casalingo di lunedì in cui tasterà lo stato del Venezia, non brillantissimo sul finale dell’andata, ma che alla prima giornata ebbe la meglio sugli aquilotti (1-0). Anche l’Ascoli proverà a rientrare in corsa per la zona spareggi nella trasferta di domenica in casa del Cosenza (1-1 all’andata), mentre scontro diretto salvezza quello di domenica a Carpi tra i padroni di casa e il Foggia, con gli emiliani che proveranno a rivalersi sui rossoneri dopo il pesante 4-2 dell’andata in Puglia. A riposo il Livorno.

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