Uno dei Super Bowl più brutti della storia consegna New England alla leggenda . Patriots-Rams finisce 13-3 e Brady dimostra che anche il Più Grande può stare a guardare

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ANCORA TU?… – …ma non dovevamo vederci più? cantava il buon Lucio Battisti. E, infatti, lo scorso anno, di questi tempi, eravamo qui a dire che, secondo i super esperti americani del settore, quelli che, teoricamente, sanno tutto e sbagliano poche volte, per i Patriots quel Super Bowl rappresentava il canto del cigno di una generazione e che un ciclo storico stava finendo. Così dicevano loro e noi ci eravamo fidati. Poi, invece, alla fine di una stagione di certo non facile pe i rappresentanti del New England, ci siamo ritrovati esattamente dove ci eravamo lasciati, con Tom Brady e compagni a disputare la Grande Finale del campionato NFL. Una stagione difficile, si diceva, in cui i bostoniani hanno avuto serissime difficoltà di tenuta, al punto che qualcuno, dopo la sconfitta di Miami, aveva già cantato il de profundis. E che, invece, da lì ha saputo trovare una svolta con un finale in crescendo alla miglior maniera della franchigia allenata da Belichick, ovvero con le vittorie, protratte non solo fino al finale della stagione, tanto da saltare la Wild Card, ma anche nella Post Season, affossando i Chargers in casa e conquistando la Conference in trasferta contro i favoriti Chiefs. Di fronte i Rams, da 3 stagioni trasferitosi a Los Angeles, al primo Super Bowl dopo il cambio di casa,  giunti con un percorso simile agli avversari: anche loro dispensati della disputa della Wild Card, vittoriosi in casa sui Cowboys ai Play off e conquistatori della Conference in trasferta, in casa della favorita New Orleans. Accreditati di un attacco stellare sembravano poter essere un avversario che avrebbe potuto dare del filo da torcere ai Patriots, soprattutto avrebbero dovuto assicurare spettacolo a tutti gli appassionati di questo sport.

LO SPETTACOLO, PRIMO ASSENTE – E, invece, così non è stato, al punto che, probabilmente, si è assistito ad uno dei più brutti Super Bowl di questi ultimi anni, se non della storia. Già il punteggio la dice lunga, il più basso in assoluto delle edizioni fin qui disputate. Ci si aspettava scintille dagli attacchi e, invece, ad averla vinta sono state le difese. Le premesse sembravano esserci, con Brady che si fa intercettare alla prima azione d’attacco e Gostkowski che sbaglia la trasformazione di un field goal all’azione d’attacco successiva di New England. E, invece, il primo quarto si trasforma in un susseguirsi di punt figli dell’imprecisione degli attacchi e della solidità delle difese. Qualcosa sembra muoversi nel secondo, che si apre con la trasformazione di un Field Goal da parte dei Patriots, ma poi il copione del match riprende il suo andamento lento e tra punt e turnover si arriva alla fine del primo tempo con uno striminzito 3-0. Neppure il superatteso show dell’intervallo scalda gli animi, al punto che quello offerto dai Maroon 5 viene considerato, pure quello, il peggiore di sempre. Chi si aspetta che il riposo negli spogliatoi porti una nuova aria alla sfida viene subito deluso, visto che il terzo quarto è un altro florilegio di punt e solo al terzo tentativo i Rams riescono, quantomeno, a pareggiare i conti con la trasformazione di un field goal. Le emozioni, col contagocce, arrivano solo nell’ultimo quarto: a 7′ dalla fine del tempo arriva il primo e unico touchdown dell’incontro, che, e questa è un’altra notizia, non vede Brady protagonista, visto che è frutto della finalizzazione di un gioco di corsa da parte di Michel. La risposta dei Rams praticamente non arriva, visto che nel momento topico, quello della finalizzazione del gioco successivo, giunge l’intercetto di Gilmore sul passaggio sulla destra di Goff per Cooks. E questo rappresenta il punto di svolta della gara: sull’azione successiva i Patriots trasformano un altro field goal, mettendo due touchdown tra i Rams e la vittoria ad appena 1′ e 12″ dalla fine. Se già l’impresa pare disperata, i giocatori di Los Angeles ci mettono su il carico sbagliando il field gol che a 8″ dalla fine avrebbe potuto portarli ad un touchdown di distanza e alla debole speranza di sfruttare al meglio la ripartenza. La palla che sfila lontanissima dal palo regala la vittoria a Tom Brady e compagni.

THE BEST OF ALL TIME – Peccato che arrivi alla fine di un così brutto spettacolo, perché quello che esce da questo match entra direttamente nella storia: i Patriots raggiungono gli Steelers a 6 Super Bowl vinti, all’apice di questa speciale classifica, lasciandosi alle spalle Cowboys e 49ers, e se si tiene conto che la loro epopea è cominciata solo nel 2002 la cosa appare già di per sé straordinaria. Straordinaria perché quest’era del Football Americano che cominciò, ironia della sorte, proprio contro i Rams, ancora targati Saint Louis, che dura da 17 anni, ha avuto soprattutto 2 protagonisti, Belichick alla guida e Tom Brady in regia, sempre loro, sempre presenti nei tabellini accanto al turbinio degli altri nomi che si sono alternati. E che, in questi 17 anni, ha visto gli uomini del New England comparire nello score della Finale in 11 occasioni, a testimonianza che, nonostante la NFL abbia una struttura atta a consentire un ricambio generazionale tale da assicurare cicli che consentano a tutti di avere una possibilità, nel New England si è lavorato talmente bene che questo ricambio ha sempre portato frutti positivi e il ciclo non lo hanno chiuso praticamente mai. E poco importa che nella ciliegina sulla torta non abbia messo la sua firma il buon Tom Brady, eroe solo a margine e che, per una volta, lascia il titolo di MVP al suo compagno Edelman, un autentico fratello per lui e un’iradiddio in campo. Lui si limita ad entrare nella leggenda, diventando uno dei più grandi giocatori dello Sport americano ancor più di quanto già lo fosse. E, a domanda sibillina, lascia intendere che lui, ci sarà anche l’anno prossimo e poco gli importa che lo spazio sulle dita per gli anelli stia finendo. A questo punto di cosa ne pensano gli esperti del settore americani poco ce ne importa…

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