A tutta B: il risveglio, due lampi nel buio, problemi per le aquile e B Ready per la 24^

galabinov

IL RISVEGLIO – E, finalmente, dopo 4 giornate del girone di ritorno, arrivò il risveglio dell’ex capolista Palermo: in vantaggio di ben 5 punti alla fine del girone d’andata, col titolo di Campione d’Inverno ben saldo nelle mani e una striscia positiva che si protraeva dall’arrivo di Stellone sulla panchina, sembrava che il campionato avesse trovato un suo padrone assoluto, pronto a macinare punti partita dopo partita; poi, però, il girone di ritorno era cominciato con quello che sembrava un passo falso, che, però, invece, anche per la concomitanza di una grave situazione al di fuori del campo (di cui si farà menzione dopo), si era rivelato solo il primo campanello di un allarme che si è protratto fino a sabato, quando i rosanero, che nel frattempo hanno perso la testa della classifica e sono scivolati al secondo posto, hanno ritrovato la vittoria. E il fatto che, pur in un ambiente ben lontano da quella che si possa definire tranquillità, questa sia giunta su un campo difficile come quello di Perugia, squadra in corsa per la ricerca di un posto nei play off, può essere considerato un bel segno di risveglio che, ora, è fondamentale confermare. I 3 punti hanno consentito al Palermo di conservare il secondo posto, visto che nessuna pietà è giunta dal lanciatissimo Brescia che ha travolto anche il Carpi al Rigamonti con la doppietta del solito protagonista della classifica marcatori, ma, almeno, hanno tenuto a distanza il Benevento, lontano 5 lunghezze al netto di una partita in meno, ma che poteva risultare insidioso dopo la vittoria nell’anticipo sul campo della Salernitana. Tra l’altro i giallorossi, con questa vittoria, hanno potuto fare un bel salto in avanti, raggiungendo il terzo posto, anche grazie al duplice rallentamento di Lecce e Pescara che si vedono scavalcare dopo il medesimo risultato, l’1-1, e sempre in rimonta, rimediato in trasferta, rispettivamente a Venezia e a Foggia. In chiave play off importantissima affermazione dello Spezia, che consolida la propria posizione con la vittoria in trasferta nello scontro diretto di Cittadella (una delle sue storiche bestie nere), grazie al gol del redivivo Galabinov (immagine di copertina), che porta i liguri al 6° posto, scavalcando anche il Verona, prossimo avversario diretto, uscito, anche lui, con un 1-1 in rimonta, però, stavolta, sul proprio campo, contro il Crotone, risultato che ha reso la panchina di Grosso estremamente pericolante. Questo risultato è importante anche in chiave salvezza, dove, detto dei pareggi di Crotone e Foggia e della sconfitta del Carpi, sommati a quello a reti bianche tra Cremonese e Padova, che, quindi resta sempre ultimo, l’unico a ridere è il Livorno, che domenica pomeriggio batte nettamente il Cosenza nello scontro diretto del Picchi, agganciando la zona play out e creando qualche grattacapo in più ai calabresi, che ora vedono la zona pericolosa a 4 punti.

DUE LAMPI NEL BUIO – Il leader della classifica cannonieri non accenna più a fermarsi: Donnarumma entra di prepotenza anche nello score della vittoria netta contro il Carpi, mettendo a segno il primo, su rigore, e il terzo gol delle rondinelle contro gli emiliani, portando il proprio score a 21, lanciatissimo verso il proprio record personale di marcature (23, ormai vicinissimo), ma anche verso cifre importanti per la categoria, tenendo conto di quante partite mancano ancora alla fine del torneo. Il secondo in classifica, Mancuso, riesce solo in parte ad ammortizzare il danno, realizzando il gol del pareggio del Pescara a Foggia, portandosi a 13, 8 lunghezze, un abisso, dal battistrada. Tutto invariato nelle due posizioni di rincalzo, visto che Coda a 10 e Torregrossa a 9 restano a secco, mentre il primo cambio si ha a quota 8 dove Pazzini si vede raggiungere da Palombi, autore del gol del pareggio del Lecce a Venezia. Vetrina della giornata spetta, però, di diritto ad un giocatore che non solo è stato l’altro solo marcatore multiplo di giornata, ma è stato anche una vera e propria boccata d’ossigeno per la sua squadra in un periodo buio e difficile per questioni soprattutto lontane dal campo di calcio, regalandole 3 punti fondamentali per ritrovarsi e interrompere una striscia molto negativa. Parliamo ovviamente di Puscas del Palermo, un giocatore che, seppur giovane, abbiamo imparato a conoscere bene negli anni passati, essendo già stato protagonista del campionato cadetto con diverse maglie e, ovviamente, anche di questa rubrica. George Puscas è un attaccante rumeno classe ’96, nato a Marghita, in Transilvania, e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Liberty Oradea e, dopo una parentesi di una stagione nel Bihor Oradea, che gioca in seconda divisione rumena (2 gol), Inter, dove si mette in mostra come uno dei migliori prospetti della sua categoria, così da guadagnarsi non solo le convocazioni per le Nazionali giovanili rumene, ma anche le attenzioni di Mancini che lo porta in prima squadra e lo fa scendere in campo 4 volte in campionato ed una in Europa League nella stagione 14/15. Dalla successiva comincia il giro dei prestiti che prosegue ancor oggi, visto che i nerazzurri continuano ad essere padroni del cartellino, tutti in Serie B, ed è così che impariamo a conoscerlo bene: una stagione a Bari (4 gol in stagione, più uno dei play off), una e mezzo al Benevento, con la prima in cui è protagonista della storica promozione in A, con 4 gol in stagione e 3, fondamentali, nei play off, e nella mezza successiva segna il suo primo gol in massima serie; mezza stagione al Novara, la sua migliore dal punto di vista realizzativo con 9 gol. Dall’inizio di questo campionato è al Palermo, dove gioca con grande continuità e fin qui ha già segnato 5 reti, di cui 2 sabato pomeriggio: al 2′ apre le marcature con un colpo di testa su punizione dalla sinistra di Trajkovski; al 2′ del secondo tempo, ancora di testa, stavolta su cross dalla destra di Rispoli, realizza il 2-0, importantissimo alla luce del gol di Melchiorri all’89’ che dimezzerà lo svantaggio perugino.

PROBLEMI PER LE AQUILE – Accomunate dal simbolo, accomunate da pensieri che col campo di gioco hanno poco a che fare, ma che su di esso potrebbero avere ripercussioni: Palermo e Spezia in questi ultimi tempi sono state al centro delle cronache sportive per vicissitudini burocratiche di diversa gravità. Chi sta messo peggio sono sicuramente i siciliani, cui il passaggio di proprietà che aveva sancito la fine dell’era Zamparini non ha portato bene per nulla, tanto che adesso i rosanero sono a rischio sanzioni se entro il 18 non troveranno i soldi almeno per saldare gli stipendi. I 4 punti di penalizzazione rappresenterebbero solo la punta di un iceberg che sta travolgendo la nave palermitana, lasciata completamente in balia di sé stessa dopo che la cordata inglese che aveva rilevato le quote dal vecchio patron Zamparini si è defilata, con tanto di richiesta di buona uscita, ed ora la società è nuovamente sul mercato. Un ginepraio con tante parole (l’a.d. del Palermo che accusa gli inglesi di non aver portato i capitali promessi; gli inglesi che dicono di non aver mai dovuto raccogliere finanziamenti in quanto società di consulenza che doveva solo compiere una due diligence, peraltro mai portata a termine per interferenza dello stesso a.d.; Zamparini che mette in mora la nuova società), molte carte bollate e pochissimi fatti. L’a.d. Facile (cognome che non si sposa bene con la realtà dei fatti palermitani..) assicura che i soldi per gli stipendi ci saranno, ma la tranquillità sembra ben lungi dal venire e a pagarne è la serenità della stessa squadra, come peraltro dimostrato dai risultati di questo inizio di girone di ritorno. Aria di grosso turbamento, però, si respira anche a La Spezia, anche se, in questo caso, le ripercussioni sulla squadra dovrebbero essere solo marginali. A termine di un’indagine della Questura è stata portato alla luce un sistema di tesseramenti in piena violazione delle regole sull’immigrazione, in quanto avvenuti a carico di minorenni nigeriani portati in Italia dalla scuola calcio di Abuja e tesserati per società dilettantistiche. Con questo sistema i giovani promettenti potevano permanere nel nostro paese in barba alle leggi e poi venivano venduti, ricavandone importanti plusvalenze. Questa operazione ha portato all’interdizione dell’a.d Micheli e del Presidente Chisoli, assieme a 15 persone che rischiano dai 5 ai 15 anni. Per lo Spezia dovrebbe tradursi solo in sanzioni pecuniarie, ma tanto basta a togliere un po’ di tranquillità all’ambiente in un periodo di ottima forma della squadra aquilotta.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 24^ GIORNATA – Turno letteralmente stellare quello che ci aspetta questo fine settimana, visto che la 24^ giornata, 5^ del girone di ritorno, sarà un autentico florilegio di scontri diretti per l’alta classifica, che potrebbero rivoluzionare le carte in tavola. Il format è sempre lo stesso: un anticipo al venerdì alle 21, 4 partite sabato, di cui 3 alle 15 e una alle 18, 3 match domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21, ed un posticipo lunedì alle 21. Si parte subito col botto, col match dei match, visto che l’anticipo di venerdì vedrà lo scontro al vertice tra le prime due della classe, Brescia Palermo, da giocarsi al Barbera, partita che si annuncia spettacolare e densa di significati, tra tentativi di fuga e voglia di rivalsa, e che all’andata vide imporsi le rondinelle per 2-1. Ma anche sabato non si scherza, visto che alle 15 il Benevento attende il Cittadella, scontro diretto tra i due estremi della zona play off, con i campani da una parte desiderosi di consolidare il terzo posto e avvicinarsi a chi davanti compirà un passo falso e i veneti alla ricerca di punti per non scivolare fuori dalla zona spareggi (1-0 per gli ospiti al Tombolato). E non ci si ferma neppure domenica, visto che alle 21 è in programma la sfida del Picco tra lo Spezia e il Verona, scontro direttissimo tra due squadre separate da appena un punto, con gli aquilotti che vogliono proseguire l’ottimo periodo di forma, continuando la propria scalata alla zona play off e i veneti che vogliono restituire il sorpasso subito questa settimana, in un match che potrebbe essere l’ultima spiaggia per Grosso (2-1 al Bentegodi). Il resto della zona spareggi si incrocia con la lotta per la salvezza: il Lecce domenica pomeriggio aspetta in casa un Livorno lanciatissimo dopo la vittoria dell’ultimo turno (secco 3-0 per gli ospiti al Picchi); nel posticipo di lunedì il Pescara va a far visita al Crotone che vuole uscire nuovamente dalla zona retrocessione diretta (2-1 all’Adriatico); il Perugia cerca di rientrare in gioco nella trasferta di Carpi di sabato pomeriggio (vittoria in trasferta degli emiliani al Curi) mentre il desiderio di riavvicinamento della Cremonese si scontra domenica pomeriggio con la voglia di tranquillità del Cosenza, in casa di questi ultimi (2-0 allo Zini). La Salernitana, invece, proverà a farsi nuovamente sotto dopo il passo falso dell’ultima giornata andando a far visita al rientrante Ascoli (1-1 all’andata). Uno scontro diretto andrà in scena anche per la lotta salvezza, visto che il Padova ultimo attende all’Euganeo il Foggia quartultimo, con le squadre separate proprio da 3 punti (2-1 in Puglia). A riposo forzato il Venezia.

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