A tutta B: pari e patta, il Jallow di Salerno, il ribaltone e B Ready per la 25^

PARI E PATTA – E alla fine regnò lo status quo: dopo il big match al vertice della classifica del campionato cadetto, infatti, nulla è cambiato visto che le due squadre che stanno guidando la fila non sono andate oltre il pareggio. Il Palermo, che nel frattempo ha messo una prima pezza ai propri problemi societari con i soldi per pagare gli stipendi che ha scongiurato l’assegnazione di 4 punti di penalizzazione, pensava di riuscire nel controsorpasso alle rondinelle, grazie al gol con cui, a 10′ dalla fine, Nestorovski aveva sbloccato il risultato. Ma gli uomini di Corini sono duri a morire e, come già successo più di una volta, sul filo di lana hanno trovato il pareggio con Tremolada che ha consentito loro di restare aggrappati al primo posto e respingere indietro un Palermo che, comunque, esce rinfrancato dalla partita, convinto di aver messo alle spalle il periodo più nero della crisi. Chi approfitta davvero della situazione è il Benevento che non poteva sperare in risultato migliore, visto che, con la vittoria nel secondo scontro diretto di giornata, contro un Cittadella ormai fuori dalla zona play off, ha mangiato 2 punti ad entrambe le squadre, portandosi a sole 3 lunghezze dalla zona promozione diretta. Lo seguono sia il Lecce, che vince l’incontro interno con il Livorno con un’incredibile rimonta, visto che a fine primo tempo i labronici erano in vantaggio addirittura di 2 reti (e che, invece, hanno chiuso l’incontro con una sconfitta e 2 uomini espulsi), e il Pescara, che nel posticipo del lunedì, batte a domicilio il Crotone, condannandolo a restare al terzultimo posto. Un bel sorriso anche per il Verona, che, domenica sera, si aggiudica il terzo scontro diretto d’alta classifica, battendo a domicilio lo Spezia: gli scaligeri fanno gruppo attorno a Grosso, si ritrovano e giocano una buona partita, sfruttando con grande cinismo le occasioni avute, così da salvare la panchina al proprio tecnico; gli aquilotti si prendono una serata di pausa dopo 9 risultati utili consecutivi, non tengono lo splendido vantaggio e non sfruttano alcune occasioni d’oro per portare in porto almeno il pareggio, dimostrando di non aver ancora perso l’idiosincrasia per le partite che potrebbero far svoltare la stagione. Della sconfitta degli aquilotti ne approfittano sia il Perugia, che sconfigge a domicilio il Carpi, che la Salernitana, che dà un calcio all’ultimo periodo poco lucido con una sontuosa affermazione sul campo di un Ascoli sempre più in crisi, anche grazie al ritorno al gol in serie cadetta di un certo Calaiò (foto di copertina), che lascia il segno alla seconda presenza in maglia granata. In chiave salvezza, bella affermazione del Cosenza, che strapazza la Cremonese, così da mettere 6 punti tra sé e la zona pericolosa ed agganciare proprio i grigiorossi a 27 punti, mentre l’ultimo scontro diretto, quello tra Padova e Foggia, non va oltre il pareggio, per 1-1, poco utile ad entrambe le squadre che restano nelle rispettive zone rosse.

TUTTO IL JALLOW DI SALERNO – Pochissimi cambi in classifica marcatori: fermi i due là davanti, Donnarumma a 21 e Mancuso a 13, è solo il terzo gradino del podio a subire un sussulto, visto che Coda realizza il gol vittoria del Benevento contro il Cittadella e porta le sue marcature a 11. Immobile anche Torregrossa a 9, l’altro cambio si rileva nel gruppo a 8, dove Pazzini e Palombi si vedono agganciati dal compagno di squadra di quest’ultimo, La Mantia, autore di una doppietta, il primo e il terzo gol, nella rimonta del Lecce contro il Livorno. La vetrina di questa settimana, però, spetta, per questioni anagrafiche, ad un giovanissimo giocatore che è stato l’altro marcatore multiplo di giornata, che con i suoi gol ha contribuito in modo notevole alla vittoria del riscatto della sua squadra, avvicinandola nuovamente alla zona play off, ovvero Jallow della Salernitana. Lamin Jallow è un giocatore che i frequentatori di questa rubrica conoscono bene, visto che la passata stagione fu uno dei protagonisti del campionato, prima, ancora 21enne, come obiettivo del focus sui giovani e, poi, nel prosieguo, come uno dei migliori marcatori stagionali. Nato a Banjul, in Gambia, il 18 dicembre 1995, comincia a muovere i primi passi in patria nel Bakau United e nel Real de Banjul, prima che il Chievo lo prelevi, nel 2014, per il proprio settore giovanile. L’esordio tra i professionisti lo fa la stagione successiva, quando va in prestito al Cittadella, in Lega Pro. Qui trova una buona fiducia e, con 4 gol finali, contribuisce alla promozione dei veneti. Tornato a Chievo, resta per l’inizio di stagione in Serie A, dove esordisce e mette insieme 2 presenze, prima di passare in prestito al Trapani e chiudere la sua prima stagione di B con 3 gol. La scorsa stagione è ancora in prestito in serie cadetta, stavolta al Cesena dove, nonostante i tanti guai societari dei romagnoli, disputa la sua miglior stagione, chiudendo con 11 gol totali che lo mettono in luce come uno dei migliori giovani del torneo. Comincia ancora in prestito questa stagione, alla Salernitana, che, però, a gennaio lo riscatta, facendolo suo, quando Jallow aveva segnato un gol, quello alla 6^ al Verona, per cui era già stato nominato in questa rubrica. Da sabato sono 3: al 39′ della partita di Ascoli, col risultato già sul 2-1 per gli ospiti per i gol di Ninkovic, Calaiò e Casasola, porta il risultato sul 3-1 essendo il più rapido a ribadire in rete la respinta del portiere sul suo stesso tiro dal centro dell’area; in pieno recupero, al 96′, dopo che Beretta ha accorciato le distanze, chiude i conti finalizzando un’azione personale in contropiede.

IL RIBALTONE – Un gesto atletico è sempre bello da vedere e un gran bel gol resta un gran bel gol. A volte, però, può assumere anche qualche valenza significativa. E’ quello, per esempio, che è successo domenica sera, al Picco, al 4′ della partita tra lo Spezia e il Verona, quando Mora ha portato in vantaggio i padroni di casa. Un gol bellissimo, il più bello della giornata, sicuramente il più bello segnato dal giocatore in carriera, forse uno dei più belli della stagione in corso, tirandoci dentro anche la sorella maggiore. Un gol straordinario, in cui, però, si può leggere anche qualcosa in più. Luca Mora è un giocatore ben conosciuto del panorama calcistico nazionale. Nato a Parma, classe ’88, è cresciuto calcisticamente nelle file del Castellarano, squadra dilettantistica in cui gioca sino al 2009, quando passa al Crociati Noceto, in Seconda Divisione Lega Pro, dove in 2 stagioni realizza 4 gol. Quindi una stagione alla Pro Patria e 3 all’Alessandria prima di approdare alla squadra che gli cambia la carriera, la Spal. Con i ferraresi compie una straordinaria cavalcata che in due stagioni li porta dalla Lega Pro al ritorno in A. Lui, centrocampista di sostanza e quantità, ma, soprattutto, di grande grinta e attaccamento ai colori, che non disdegna la marcatura personale (7 i gol nella stagione della promozione), si segnala come leader della mediana biancazzurra, tanto che, all’inizio della scorsa stagione in massima serie, con la partenza di Giani per lo Spezia, diventa nuovo Capitano. La sua esperienza in A dura poco: a gennaio 2018, infatti, lo Spezia, che ha bisogno di una guida sicura a centrocampo in un momento di forma della squadra che sembra molto positivo e che potrebbe portare a risultati superiori alle aspettative di inizio stagione, lo individua come sua prima scelta e lui decide di accettare la sfida e di raggiungere il suo ex Capitano. Ma le cose non vanno come preventivato: Mora si dimostra fin da subito un pesce fuor d’acqua, le sue prestazioni sono molto deficitarie, non si armonizza con il gruppo e con il gioco della squadra e si ritrova a sbagliare anche le cose più semplici. Ben più di un tifoso (soprattutto chi lo conosce poco) dubita delle sue reali qualità e pensa si tratti del classico pacco di gennaio. Il calo di tutta la squadra che porterà ad un anonimo finale di stagione non contribuisce a migliorare la considerazione nei suoi confronti e l’ironia sugli spalti ad ogni partita è una costante quasi fissa. Giunti a fine stagione sono in molti i tifosi che vedrebbero bene una sua partenza e più di un naso si storce quando, invece, Marino dimostra di avere fiducia in lui. Il tecnico aquilotto è, però, uno che conosce bene il calcio e i calciatori e sa cosa Mora gli può dare davvero, per cui punta su di lui. L’inizio del torneo sembra dare ragione ai detrattori, visto che il giocatore pare avere ancora problemi di collocazione e di continuità. Poi, all’improvviso, la svolta: nella partita recuperata con il Benevento, che gli aquilotti vincono per 3-1 è letteralmente uno dei migliori in campo, diventando uomo ovunque sia in fase di chiusura che di impostazione, creando un grande affiatamento con Augello, un altro portato da Andrissi la scorsa stagione tra l’indifferenza generale e rivelatosi un autentico cursore di fascia ottimo sia nella fase difensiva che in quella offensiva. Da allora Mora non si è più fermato, inanellando una serie di prestazioni di altissimo livello, segnalandosi sempre tra i migliori, ma, soprattutto, tra i più attivi. Diventa, insomma, anche allo Spezia, un autentico leader del centrocampo e, presto, anche grazie alla sua grinta, un vero idolo dei tifosi che vedono in lui incarnati i valori dati dal vestire la maglia della propria squadra. Insomma un autentico ribaltone nel cuore dei tifosi che ha trovato il suo culmine e, quindi il suo simbolo, in quella, appunto, rovesciata al 4′ della sfida col Verona: sugli sviluppi di un’azione partita da un angolo battuto sulla sinistra, dopo un cross in area, il portiere respinge corto di pugno; la palla arriva al limite proprio nella zona di Mora che, spalle alla porta, lascia rimbalzare il pallone e poi si lancia in una bicicletta con una coordinazione perfetta; il pallone si impenna con una parabola che finisce il suo percorso all’angolino basso destro della porta per il vantaggio aquilotto ed un’esultanza fuori dal comune del numeroso pubblico spezzino. Un riscatto per lui e per tutti quelli che avevano creduto in lui e chiedevano solo di aspettare. Ora l’ammirazione per Mora è univoca e incondizionata, anche se quella prodezza alla fine non è servita a portare i 3 punti,

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 25^ GIORNATA – La corsa ai primi posti prosegue con la 25^ giornata, 6^ del girone di ritorno, turno condizionato dalla prossima disputa di un turno infrasettimanale. Quasi tutte le partite, quindi, concentrate al sabato e nessun posticipo del lunedì: un anticipo venerdì alle 21, 7 partite sabato, di cui 6 alle 15 e una alle 18, e un posticipo domenica alle 21. Battaglia al vertice che offre un piccolo vantaggio al Brescia, visto che il Palermo sarà a riposo forzato, così che le rondinelle, impegnate in casa contro il Crotone, potrebbero anche impostare una piccola fuga (2-2 allo Scida). Ad approfittare dell’assenza dei rosanero proverà anche il Benevento, che, però, sabato sera, sarà impegnato nella non semplice trasferta in casa di un Foggia che deve ridurre assolutamente il gap che la separa dalla salvezza (4 punti), e che all’andata punì pesantemente i campani con un 3-1 a domicilio. Due interessanti scontri diretti per le 3 inseguitrici: nell’anticipo di stasera il Verona aspetta la Salernitana, squadra che vede i play off lontani appena un punto (1-0 all’Arechi); il Lecce, invece, va a far visita ad un Cittadella non nel suo periodo migliore di forma, ma che vuole subito rientrare in zona play off dopo il recente scivolamento (1-1 al Via del Mare), mentre il Pescara incocerà la sua strada con la lotta per la salvezza ospitando il Padova ultimo, che, però, all’andata lo fermò sul 2-2. Incrocio con la bassa classifica anche per lo Spezia, che sarà impegnato in trasferta in uno degli stadi che gli hanno dato meno soddisfazioni nella storia, il Cabassi, contro una squadra, il Carpi, bestia nera anche al Picco (anche se all’andata fu 2-1), allenata da un tecnico, Castori, che ha dato filo da torcere con qualsiasi squadra abbia affrontato gli aquilotti, mentre il Perugia attenderà in casa un rinvigorito Cosenza, che dalle preoccupazioni della bassa classifica è tornato a vedere da vicino la zona spareggi (1-1 al San Vito-Marulla). Infine, lotta alla permanenza anche nelle ultime due partite in programma: sabato pomeriggio l’Ascoli cerca di bloccare la caduta libera che dura dall’inizio del girone di ritorno e che l’ha portata a soli 4 punti dai play out nella trasferta in casa di una Cremonese che vuol tornare ad avvicinarsi alla zona che conta, distante 5 lunghezze (0-0 al Del Duca), mentre nel posticipo di domenica sera un Livorno senza lo squalificato Diamanti proverà a ripartire dopo il brusco (e polemico) stop aspettando al Picchi il rientrante Venezia (1-1 al Penzo).

 

 

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