A tutta B: anche le capoliste piangono, derby Di Gaudio per il Verona, baciato dalla sfortuna e B Ready per la 28^

ANCHE LE CAPOLISTE PIANGONO – Che il ritmo indiavolato non potesse essere tenuto a lungo era intuibile e qualche scricchiolio si era visto col Palermo, con la squadra salvata all’ultimo secondo disponibile. Alla fine la fuga solitaria del Brescia ha trovato la sua battuta d’arresto, visto che le rondinelle, dopo tante giornate, hanno rivisto la sconfitta. Nell’impresa sono riusciti i ragazzi di Venturato, un Cittadella che, con questo risultato, ottenuto, per di più, al Rigamonti, si rilancia anche in chiave play off, ora distanti appena un punto. I lombardi accusano il colpo, seppur giunto in uno scontro diretto contro una valida avversaria d’alta classifica, ma, soprattutto se dimostrerà di essere solo un fisiologico calo in un percorso forsennato, lo ammortizzano con tutta tranquillità, visti i 2 punti di vantaggio che conservano su un Palermo che coglie l’occasione al volo, vincendo il suo di scontro diretto, una delle partite più attese della giornata, quello con il Lecce, che lo proietta in alto e respinge indietro, invece, i salentini, ora sesti, scavalcati anche dal Verona che fa suo il derby veneto con il Venezia. Altra squadra che sfrutta al meglio possibile il turno è il Pescara, che si aggiudica il terzo scontro diretto di giornata, quello che ridimensiona un po’ le ambizioni dello Spezia (ora scivolato all’ottavo posto, tallonato ad appena una lunghezza dal Cittadella), portandosi al terzo posto, ad un solo punto dalla promozione diretta, scavalcando anche il Benevento che, invece, nel posticipo di lunedì viene travolto da un tonico Livorno il quale, con questo risultato, per la prima volta in questo campionato, esce dalla zona retrocessione, seppur a pari punti con le due squadre che occupano i posti play out. Benissimo anche il Perugia che, nel quarto scontro diretto di giornata, porta a casa i tre punti  che gli consentono di scavalcare lo Spezia, ai danni di una Salernitana che, invece, così, fallisce il suo piano di riavvicinamento alla zona spareggi, lontana ancora 3 punti. Stessa sorte subisce il Cosenza che, dopo la clamorosa rimonta delle ultime settimane che l’aveva portata a ridosso delle zone che contano, nell’anticipo di venerdì ha subito una brutta battuta d’arresto sul campo del Foggia, il quale, invece, a sua volta, ha messo qualche puntello alla sua posizione, portando a 3 i punti sulla zona retrocessione diretta, agganciando un frastornato Venezia che, ora, per la prima volta, dopo la sconfitta di Verona, è in piena zona play out, in un gruppo a 3 con il Livorno, e vedendo la Cremonese (ferma forzatamente ai box) 13^ appena un punto sopra. Sempre in chiave salvezza, si chiudono con due pareggi le sfide che vedevano in campo il Carpi, che si trova a dover recuperare nel match casalingo con l’Ascoli e resta penultimo, e Padova e Crotone che escono dallo scontro diretto con uno 0-0 che non serve a nessuno dei due.

DERBY DI GAUDIO PER IL VERONA – In una giornata in cui le marcature non sono state tantissime (16, con ben 7 squadre che sono rimaste a secco), i grandi bomber di questo campionato si sono presi quasi tutti una pausa, con poche rarissime eccezioni. Addirittura il leader della graduatoria si è preso un turno di pausa, come tutta la sua squadra, visto che il Brescia è stata una delle 7 a secco, e infatti Donnarumma è rimasto fermo a 22 gol, consentendo al suo primo inseguitore, Mancuso, di limare ancora un po’ il gap, dato che, con il gol d’apertura nel match del Pescara con lo Spezia, s’è portato a 17 marcature, distanziando Coda, sul terzo gradino, un altro dei latitanti di giornata, fermo a 13. Con anche La Mantia immobile a 10, l’unico altro cambio nelle zone alte della graduatoria si è registrato a quota 9, dove Pazzini e Torregrossa si sono visti agganciare da Verre (foto di copertina), colui che ha aperto le marcature del Perugia contro la Salernitana. In assenza anche di marcatori multipli, la vetrina della giornata spetta a colui che con il suo gol ha risolto il derby veneto, consentendo alla sua squadra di fare ancora un passo in avanti nella griglia play off, ovvero Di Gaudio del Verona. Antonio di Gaudio non corrisponde esattamente all’identikit del bomber infallibile, ma è, ormai, un esperto centrocampista, ben avvezzo ai campi della serie cadetta, con puntate anche nella sorella maggiore. Classe ’89, è nato a Palermo e cresciuto calcisticamente nel Ribolla, la scuola calcio di Schillaci e, poi, nel settore giovanile della società rosanero. Il resto della sua carriera, però, si è sviluppata tutta al nord: lasciato il Palermo giovanile, comincia a giocare nella Virtus Castelfranco, squadra dilettantistica della provincia di Modena, con cui chiude 3 stagioni da 95 presenze e 21 gol. Da lì, nel 2010, lo preleva il Carpi, di cui diventa un’autentica bandiera: gioca 7 stagioni in biancorosso partecipando a tutta l’epopea che porta gli emiliani dalla Seconda Divisione Lega Pro fino alla storica promozione in A e la successiva retrocessione, 203 presenze in campionato e 23 gol (3 in A), con il picco nella stagione 14/15, quella della promozione in A, di 8 gol, suo attuale record. Nell’estate 2017 lascia il Carpi, ma non l’Emilia, visto che si trasferisce al neopromosso Parma, con cui ha disputato tutta la passata stagione aggiungendo un’altra promozione alla sua carriera, condita con 5 gol. Ha cominciato questa stagione in massima serie con i ducali, ma, dopo appena 12 presenze e nessun gol segnato, a gennaio è passato al Verona, dove fin qui ha disputato 7 partite, segnando domenica il suo primo gol, con cui ha risolto il sentitissimo derby veneto tra Verona e Venezia, uno dei più caldi d’Italia, 86° delle serie cominciata nel 1910 e disputato praticamente in tutte le serie (con un computo, fino a domenica, di 32 vittorie per il Verona, 28 per il Venezia e 25 pareggi, o, entrando più nello specifico della B, 22 vittorie a 20 e 16 pareggio nei 58 precedenti): al 18′ si fionda su una palla sporca al limite dell’area, anticipando i difensori e scagliando in porta il tiro che regala i 3 punti alla propria squadra, utili a migliorare lo score nella rivalità regionale, e, soprattutto, a rilanciare gli scaligeri nelle posizioni che contano nella griglia play off.

 

BACIATO DALLA SFORTUNA – Ci sono giocatori sfortunati. O, almeno, giocatori che nella loro carriera si trovano a dover vivere dei periodi sfortunati. Uno di questi è senza dubbio, Giuseppe Mastinu, giocatore offensivo dello Spezia. Classe ’91, è nato a Sassari e cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Arzachena, con cui gioca 5 stagioni in serie D fino al 2013. Ancora D nelle stagioni successive: una al Budoni, altra squadra dilettantistica sarda e 2 all’Olbia. Piedi molto buoni, grande visione di gioco, duttilità su tutto il settore offensivo sono le sue caratteristiche principali che lo mettono in vetrina tanto che viene notato dallo Spezia, squadra di B, che lo porta nel Golfo all’inizio della scorsa stagione. Lo scetticismo inziale per un giocatore proveniente dai dilettanti e le facili battute per un cognome particolare presto spariscono per lasciare lo spazio agli applausi di una tifoseria che presto ne intuisce le capacità e le potenzialità e ne apprezza l’impegno e la costanza pur in un annata povera di soddisfazioni per i colori bianconeri. Tante buone prestazioni e 2 gol fino ad un grave infortunio che ne interrompe anticipatamente la stagione, ma non gli impedisce di vincere il titolo di Aquilotto Reale, premio assegnato dai tifosi attraverso il sito ufficiale della società, a testimonianza della grande stima che ha per lui la città ligure. Stima che si protrae anche all’inizio di questa stagione che lo vede partire ancora in lista infortunati, tanto che il suo nome serpeggia spesso in curva, sia nei momenti buoni che in quelli meno, e l’attesa per il suo ritorno si fa sempre più alta. Dopo praticamente un anno d’assenza le attese sembrano essere vicine ad essere esaudite nelle ultime partite che lo vedono schierato in panchina, fino alla partita con il Pescara e al minuto 81′, quando, sul 2-0 per i padroni di casa, Marino decide di schierarlo per provare a dare un’ultima strigliata all’attacco aquilotto. La partita di Mastinu dura appena 8′, tutti giocati con grande impegno e abnegazione, classici di un giocatore che ha voglia di spaccare il mondo al suo ritorno: una prima avvisaglia su un calcio d’angolo conquistato qualche minuto prima, quando, per saltare un avversario, sembra atterrare male e zoppica per qualche minuto. Poi, al 90′, in pieno controllo di palla, mentre si sta guardando attorno per vedere a chi dettare il passaggio, improvvisamente si accascia al suolo da solo, tenendosi il ginocchio. Pare chiaro fin da subito a tutti che le notizie non saranno buone: i sanitari entrano in campo e lo portano via in barella mentre lui si tiene le mani sul volto, e le espressioni dei compagni sono quelle di chi ha capito che perderà di nuovo un compagno sfortunato fino a fine stagione. Un anno per tornare a giocare 8′ prima di ricevere una sentenza inappellabile: rottura del crociato ed un’altra stagione finita dopo averla appena cominciata. La speranza è che sia solo un periodo sfortunato nella bella carriera di un giocatore che abbia pagato tutti insieme i dazi alla sorte, per cui, anche dalle pagine di questa rubrica partono per lui i migliori auguri per un ritorno sul campo il più rapido possibile.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 28^ GIORNATA – Archiviata la cavalcata delle ultime 3 giornate, racchiuse tutte nello spazio di una settimana, il campionato di B riprende il suo ritmo regolare e, per il 28° turno, 9° del girone di ritorno, il format è quello classico: un anticipo venerdì alle 21, 4 partite sabato, di cui 3 alle 15 e una alle 18, 3 match domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21 e un posticipo lunedì alle 21. Lotta per i primissimi posti che si spalma su quasi tutto il week end: il Brescia capolista è in campo sabato pomeriggio, cercando di dimenticare il passo falso dell’ultimo turno nella trasferta di Cosenza, in casa di un’altra delusa che, però, resta una delle squadre più in forma del recente periodo, che vuol riprendere la sua cavalcata verso i play off (1-0 al Rigamonti); il Palermo secondo prova l’attacco alla vetta nel posticipo di lunedì in casa di un deluso Venezia, che vuole abbandonare il prima possibile la zona retrocessione in cui è scivolato dopo la sconfitta nel derby (1-1 al Barbera); il Pescara, terzo, va alla caccia della zona promozione diretta, posta appena un punto sopra, nello scontro diretto di sabato pomeriggio in casa di un Cittadella al settimo cielo dopo la vittoria in casa della capolista e che vuole recuperare la propria posizione nella griglia play off, anche per lui distante un solo punto (veneti corsari, per 1-0, all’Adriatico all’andata); il Benevento, invece, scivolato quarto, ma ancora a 2 punti dalla promozione diretta, è in scena domenica pomeriggio contro la rientrante Cremonese (2-1 al Vigorito). Il sabato pomeriggio, detto delle due suddette sfide, sarà comunque dedicato alla lotta per i play off, visto che anche le altre due gare avranno ripercussioni su questa zona, ma anche, inevitabilmente, sulla lotta per la salvezza: alle 15 il Lecce, deluso dall’ultimo turno e dal conseguente scivolamento in classifica, proverà a recuperare posizioni aspettando al Via del Mare il Foggia in un attesissimo derby (senza il pubblico ospite…) che, al di là del campanilismo, per i diavoletti potrebbe significare anche aggancio alla salvezza (2-2 allo Zaccheria); alle 18 lo Spezia, deluso dall’ultima sconfitta (e, più in generale dalle 3 nelle ultime 4 patite che ne hanno compromesso non poco la posizione nella griglia play off), cercherà di recuperare terreno e tenere gli inseguitori a distanza nel match contro il Padova ultimo (0-0 all’Euganeo). Di salvezza si parlerà anche domenica, con l’incontro delle 15 tra l’Ascoli ed un lanciatissimo Livorno, che vuol proseguire la sua scalata alla tranquillità dopo la vittoria nell’ultimo turno (1-0 al Picchi), mentre alle 21 scenderà in campo il Crotone, terzultimo e con i play out distanti 3 punti, in casa di una Salernitana che vede alla stessa distanza la zona play off (1-1 allo Scida). Si comincia venerdì con il botto, con un interessantissimo scontro diretto per la promozione tra il Perugia, padrone di casa, e il Verona, rispettivamente 7^ e 5^ in classifica, divise da 4 punti ed entrambe vittoriose nell’ultimo turno (2-1 al Bentegodi). A riposo forzato il Carpi che spera di non veder peggiorata la propria già deficitaria classifica.

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