A tutta B: la corsa riprende, gol per una nuova speranza, sorrisi nerazzurri, il gerby della follia e B Ready per la 29^

LA CORSA RIPRENDE – Gli ultimi risultati avevano messo in evidenza un po’ di stanchezza nella capolista, che, soprattutto dopo la sconfitta nell’ultimo turno, si era vista avvicinare pericolosamente dagli inseguitori, tanto che un passo falso anche nel turno giocato nell’ultimo fine settimana avrebbe potuto rappresentare la detronizzazione. E l’inizio della partita con il Cosenza ha fatto montare più di un sospetto che si potesse davvero trattare di un periodo di crisi profonda delle rondinelle, con i padroni di casa che al 27′ erano in vantaggio di 2 gol. Poi, improvvisamente, la leonessa si è ritrovata e nel secondo tempo non solo ha trovato il pareggio, ma si è perfino permessa il lusso di portare a casa i 3 punti grazie al gol di Bisoli al 94′. Così, non solo il Brescia ha mantenuto la testa della classifica, ma, addirittura ha incrementato il proprio vantaggio, portandolo a 4 lunghezze, visto che il Palermo secondo non è andato oltre il pareggio in casa del nuovo Venezia di Cosmi nel posticipo del lunedì. E ancor peggio è riuscito a fare il Pescara, letteralmente travolto dal redivivo Cittadella. Con questo risultato, bissando la vittoria di Brescia, i veneti dimostrano di essersi lasciati alle spalle il periodo di crisi che li aveva portati ad uscire dalla zona play off, dentro cui rientrano a grandi falcate, mentre gli abruzzesi scivolano in classifica, scavalcati dal Verona, che con la vittoria nello scontro diretto d’anticipo in casa del Perugia, si porta terzo ad una sola lunghezza dai rosanero, e raggiunti dal Lecce che fa suo un sentitissimo e bollentissimo derby pugliese grazie al gol di La Mantia. Turno da dimenticare, invece, per il Benevento, che perde a Cremona scivolando al sesto posto, e per lo Spezia, che cede in casa al Padova, dimostrando di attraversare un periodo di crisi, palesato dalle 4 sconfitte nelle ultime 5 partite, che ne ha gravemente compromesso la posizione di classifica e il morale, con il passaggio dal sogno delle posizioni importanti della griglia play off all’incubo dell’uscita dalla zona spareggi. Il colpaccio del Padova, invece, consente ai veneti di abbandonare l’ultimo posto, lasciandolo al Carpi fermo forzatamente ai box, e fa il paio perfetto con l’altrettanto sorprendente risultato, identico nelle proporzioni, di Salerno, dove i padroni di casa hanno ricevuto l’ennesimo stop nella propria corsa ai play off dal Crotone, che, con questo risultato aggancia la zona play out, lasciando la zona retrocessione diretta al Foggia. E, sempre in chiave salvezza, brodino del Livorno che esce col pareggio, in rimonta, da Ascoli, che lo lascia fuori dalla zona retrocessione seppur a pari punti col Venezia, ma con appena una lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione diretta.

GOL PER UNA NUOVA SPERANZA – Interessanti movimenti nella parte alta della classifica marcatori dopo la disputa della 28^ giornata. Intanto il capocannoniere, dopo aver visto ridurre gradualmente il proprio margine di vantaggio nelle settimane precedenti, torna ad allargare il gap grazie al rigore del momentaneo 2-2 a Cosenza che porta le sue marcature a 23 e a 6 i gol di vantaggio su Mancuso secondo che, a secco in giornata, resta a 17. Fermo anche Coda a 13 sul terzo gradino, è La Mantia ad avvicinarsi al podio, visto che, grazie al gol vittoria nel derby pugliese, sale a 11. Dietro di lui segue a ruota Verre, che con l’inutile gol contro il Verona sale a 10, mentre il gruppo a 9 resta numericamente invariato dato che, dopo la partenza del giocatore perugino, a Pazzini e Torregrossa arriva a far compagnia Diamanti, grazie al rigore del pareggio ad Ascoli. Fatta la doverosa menzione d’onore per Moncini , che realizza due dei 4 gol con cui il Cittadella travolge il Pescara, e il giovane Bonazzoli (foto di copertina), che vince da solo la partita del Picco del Padova, giocatori a cui è già stato dato spazio in questa rubrica, la vetrina di questa settimana tocca di diritto al terzo marcatore multiplo di giornata, che con i suoi gol ha consegnato 3 punti fondamentali alla sua squadra nella lotta per la salvezza, obiettivo ben distante da quelli che erano i proclami di inizio stagione, ovvero Simy del Crotone. Simenon Tochukwu Nwankwo, meglio noto come Simy, è un attaccante nigeriano classe ’92, nato ad Onitsha e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Guo FC, squadra del suo paese, e della Portimonense, squadra attualmente del massimo campionato portoghese. Con i bianconeri lusitani nel 2011 esordisce in Segunda Liga e lì resta per due stagioni da 17 gol, quindi passa al Gil Vicente, che milita in Primeira Liga, con cui disputa 2 campionati in massima serie (nessun gol la prima stagione, 9 la seconda) e uno in Segunda, dove vince il titolo di capocannoniere con 20 gol. Da lì lo preleva il Crotone nell’estate 2016, quando è neopromosso in A. Una prima stagione in sordina, con appena 3 reti realizzate ed un inizio di seconda sulla stessa falsariga. Poi, da aprile 2018, l’esplosione che lo porta all’onore delle cronache, anche grazie al bellissimo gol in rovesciata con cui costringe al pareggio la capolista Juventus. Chiude la stagione con 7 gol, che non servono a salvare i calabresi, ma gli valgono la convocazione per la nazionale nigeriana ai Mondiali di Russia e la riconferma in rossoblù anche per questa stagione di B. Sragione un po’ grigia per lui, come quella di tutto il Crotone che, partito con i favori del pronostico per la promozione, si trova a dover lottare per la salvezza tra mille difficoltà e un campionato che pare non decollare mai. Lui ha, comunque, fin qui contribuito alla causa con 8 gol, gli ultimi due dei quali domenica, importantissimi per portare a casa una vittoria sul campo difficile di una squadra in lotta per i play off e incamerare 3 punti fondamentali per cercare di uscire dalle sabbie mobili della retrocessione diretta: all’11’ della partita di Salerno apre le marcature con un preciso piattone di destro dal limite dell’area che si insacca alle spalle di un impreparato Micai; al 55′, in contropiede, conquista il pallone perso da un errore difensivo di Miglionini, entra in area e salta il portiere per insaccare il definitivo 2-0.

UN SORRISO PER I NERAZZURRI – In un periodo non particolarmente soddisfacente per i colori nerazzurri dell’Inter, un piccolo sorriso (in prospettiva) è arrivato da un campo della B. Infatti il gol giovane di questa settimana riguarda proprio un prospetto della squadra milanese in prestito in serie cadetta, ovvero Emmers della Cremonese, autore del gol vittoria della sua squadra, in una partita non facile, che ha portato 3 punti importantissimi per il campionato dei grigiorossi. Xian Emmers è un centrale di centrocampo nato a Lugano il 20 luglio 1999, ma di nazionalità belga. Cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di KFC Hammont 99 e Genk, in patria, è stato portato in Italia nel 2015 dall’Inter per la propria Primavera, con cui il ragazzo ha vinto 2 Campionati e una Supercoppa. Da agosto di quest’anno è in prestito alla Cremonese, prima esperienza tra i professionisti, dove ha messo insieme 18 presenze finora, realizzando il primo gol proprio domenica, sul filo di lana di una partita che sembrava destinata allo 0-0: al 94′ della partita dello Zini contro il Benevento, con la sua squadra ridotta in 10, è pronto a ribadire in rete la ribattuta di Montipò sul tiro ravvicinato di Castagnetti per il definitivo 1-0.

IL FIUME E’ SFOCIATO IN LAGUNA – Dopo qualche mese di calma apparente, si torna parlare di panchine saltate e nuovi allenatori. Per di più si va sul recidivo, visto che si parla di una squadra che ha già compiuto un cambio in corso di stagione, ovvero il Venezia. Strana stagione quella dei lagunari: ai nastri di partenza con Vecchi, reduce dai fasti ottenuti con la Primavera nerazzurra, dopo la vittoria nella prima giornata, il Venezia ha mostrato immediatamente una fragilità tattica che ne ha complicato da subito il campionato, tanto che dopo 6 giornate la società ha optato per il cambio in panchina chiamando Zenga; ottimo l’approccio dell’Uomo Ragno che ha risollevato la squadra, facendola risalire in classifica fino al limite della zona promozione e con un gioco espresso tra i migliori del torneo; questo fino all’inizio del girone di ritorno, quando i lagunari hanno cominciato una lunga fase involutiva, fatta di risultati deludenti e gioco deficitario, con una lenta discesa in classifica. La sconfitta nel derby veneto col Verona e l’approdo alla zona play out sono costati la panchina all’ex portiere a favore di un illustre ritorno. La partita con il Palermo, infatti, era la prima di Serse Cosmi alla guida degli arancioneroverdi. Il curriculum di Cosmi lo conosciamo bene: ex giocatore delle serie inferiori classe ’58, che partito nei primi anni ’90 nelle serie inferiori con Pontevecchio e Arezzo, è assurto alle cronache sportive all’inizio degli anni 2000 grazie alla chiamata di Gaucci alla guida della squadra della sua città natale, ovvero il Perugia, con cui ottiene risultati strabilianti (una qualificazione in UEFA) a colpi di bel gioco. Poi tanta serie A nella sua carriera, ma anche diverse esperienze in B, a partire da quella col Genoa nel 2004/05 che si chiuse con la promozione revocata per la storia della valigetta di Preziosi. Dopo una parentesi a Brescia tra il 2007 e il 2008, il tecnico perugino è diventato un esperto frequentatore della serie cadetta in questi ultimi anni, visto che dal 2014 la sua carriera si svolge sui campi della B: una mezza stagione a Pescara; la soddisfacente esperienza di Trapani, iniziata a marzo 2015, culminata con la promozione in A sfiorata nella stagione successiva e chiusa, nel rispetto reciproco, a malincuore, a novembre 2016 dopo un inizio disastroso di campionato; il ritorno con l’Ascoli a dicembre 2017 per condurlo alla salvezza al termine della scorsa stagione. Senza squadra all’inizio di questo campionato, si era riciclato apprezzato opinionista alla Domenica Sportiva, fino alla chiamata del Venezia. La sua grinta e il suo temperamento, nonché la sua esperienza, sono stati individuati come i caratteri utili a risollevare la società arancioneroverde e, così, l’uomo del fiume, questo il suo soprannome, è arrivato in Laguna. Buona la prima con un soddisfacente pareggio in casa contro il Palermo, squadra in piena lotta per la promozione, costretto a inseguire per quasi un tempo, salvato da Puscas a 6′ dalla fine.

IL DERBY DELLA FOLLIA – Che i derby siano partite accese e fuori dal comune è cosa risaputa. Che siano viste dai tifosi con un occhio di riguardo è comprensibile. Che diventino motivo di rabbia e violenza è meno accettabile. Né quando è la rivalità campanilistica a portare allo scontro tra opposte fazioni, né quando la delusione dei tifosi della squadra sconfitta si trasforma in rivalsa su società e giocatori. A quest’ultima regola, purtroppo, non s’è sottratto l’attesissimo derby di Puglia tra Lecce e Foggia. Quella tra i giallorossi e i rossoneri è una rivalità forte, che si porta avanti fin dal 1928, anno del primo confronto tra le due compagini (1-1 a Foggia e vittoria per 1-0 del Lecce in casa) nel Campionato Meridionale. Da allora 59 confronti tra le due squadre, in tutte le categorie e in Coppa Italia, con un ruolino totale che parla di 28 vittorie per salentini, 20 per i diavoletti e 11 pareggi. Anche 2 sfide in massima serie, campionato 93/94, con un impietoso risultato a favore del Foggia, che vince entrambe le partite, segnando 7 gol e non lasciandone nessuno agli avversari. Nello specifico delle sfide della B, 13, ancora in vantaggio il Lecce, con 6 vittorie, 4 affermazioni per il Foggia e 3 pareggi. L’ultimo Lecce-Foggia in B si era giocato nella stagione 96/97, finita 2-1 per i padroni di casa, mentre l’ultimo confronto in assoluto era stato quello di 2 stagioni fa in Lega Pro, finito 0-0. All’andata, allo Zaccheria, fu 2-2. Quindi la sfida era attesa con un certo fermento in città, anche per le condizioni con cui si giungeva alla partita: il Lecce impegnato in una lotta d’alta classifica, ad un passo dalla zona promozione diretta, il Foggia a lottare, praticamente dall’inizio campionato (anche a causa di una penalizzazione ad inizio stagione di 8 punti, poi ridotti a 6) per la salvezza. Nessuna possibilità di scontri tra le tifoserie, visto il divieto di trasferta imposto ai tifosi rossoneri. Il primo tempo è stato un monologo giallorosso, anche se di conclusioni realmente pericolose non se ne sono messe a referto. Nel secondo a spezzare l’equilibrio è arrivato il colpo di testa di La Mantia al 59′ che ha premiato il maggior sforzo dei padroni di casa e tagliato le gambe ai rossoneri che, praticamente, non hanno mai impensierito il portiere avversario e, pian piano, vuoi anche per infortuni e un’espulsione, sono spariti dall’incontro. Fin qui il risultato sportivo. Poi, purtroppo, è arrivato il post partita che è iniziato con l’esonero di Padalino e il richiamo di Grassadonia, per proseguire con una notte di follia a Foggia, in cui la macchina di Iemmello (colui che era definito “il re di Foggia”) è stata incendiata, è stata lanciata una bomba carta all’interno dell’azienda dei patron della società e un terzo petardo è stato esploso nel giardino della casa di Busellato. Sicuramente Foggia e il Foggia non meritano tutto questo.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 29^ GIORNATA – Tutto pronto per la disputa del 29° turno, 10° del girone di ritorno, da disputarsi con un format un po’ differente dal consueto: un anticipo stasera alle 21, 5 partite sabato, di cui 4 alle 15 e una alle 18, e 3 match domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21. Con la capolista Brescia in pausa forzata, saranno le inseguitrici, raccolte nel giro di una manciata di punti a darsi battaglia: il Palermo secondo scenderà in campo nel pomeriggio di domenica per la gara interna col rientrante Carpi (3-0 per gli ospiti al Cabassi); il Verona terzo, ad un punto dai siciliani, affronta sabato sera, al Bentegodi, l’Ascoli vittorioso all’andata al Del Duca per 1-0; il Lecce, staccato di una sola lunghezza dagli scaligeri, nel posticipo di domenica sera va a far visita ad un euforico Crotone (1-0 al Via del Mare); il Pescara, appaiato ai salentini, apre le danze stasera nell’anticipo contro un Cosenza che vuol riprendere la corsa dopo la brutta battuta d’arresto contro la capolista (1-1 al San Vito-Marulla); il Benevento, scivolato sesto ad un punto dalla coppia suddetta, vuol dimenticare la battuta d’arresto dell’ultimo turno, sabato pomeriggio, in casa, nello scontro diretto contro un’altra delusa, quello Spezia che ha bisogno di dimenticare la brutta sconfitta casalinga e, in generale, tutto l’ultimo periodo, molto povero di punti, per tornare in quota play off (3-1 al Picco). La lotta per i play off prosegue, poi, sabato pomeriggio con altre due partite che vanno, però, a incidere anche sulla salvezza: il Cittadella tiene a battesimo il ritorno di Grassadonia nella trasferta in casa di un Foggia che ha bisogno di una vittoria per la classifica e per l’ambiente, surriscaldatosi fin troppo (1-1 al Tombolato); il Perugia difende il suo ultimo posto play off nella trasferta in casa di un Padova di ottimo umore e desideroso di fermare un’altra squadra in lotta per la classifica che conta per portare punti salvezza nel suo carniere (3-2 al Curi). Si parla di salvezza anche nelle ultime due partite del programma: il Livorno, sabato pomeriggio, aspetta in casa una Salernitana delusa e a caccia di punti per poter continuare a sperare nei play off; il Venezia prova a sfruttare l’esordio casalingo di Cosmi, contro una raggiante Cremonese, per provare ad uscire subito dalla zona pericolosa.

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