A tutta B: un Lecce indiavolato, un poker per la promozione, un nerazzurro nel destino, una giustizia fatta e B Ready per la 32^

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UN LECCE INDIAVOLATO – Un ritmo forsennato quello del campionato cadetto che, dopo la pausa per le Nazionali, si è gettato in un doppio turno giocato nel giro di 5 giorni. Ritmo che, però, non ha travolto il Lecce, anzi, lo ha letteralmente scatenato, permettendogli di racimolare addirittura 9 punti (e segnando ben 12 gol!): durante la pausa, infatti, i salentini ne hanno approfittato per recuperare il turno sospeso con l’Ascoli, travolgendo letteralmente i bianconeri con un sorprendente 7-0; poi si sono ripetuti domenica vincendo l’attesissimo scontro diretto casalingo contro il Pescara con un secco 2-0 ed hanno chiuso mercoledì con un 3-1 al Cosenza. La messe di punti accumulata ha permesso ai giallorossi di entrare prepotentemente in zona promozione diretta, agganciando addirittura (al netto di una partita in più non avendo ancora riposato) il Brescia in testa alla classifica, approfittando del fatto che le rondinelle hanno vinto sabato in casa contro il Foggia, ma non sono andate oltre un pirotecnico ed altalenante 2-2 nello scontro d’alta classifica di Verona. Declassato il Palermo, che scivola al terzo posto, avendo raccolto un solo punto nel doppio turno: al pareggio di Cosenza di sabato, infatti, i siciliani hanno fatto seguire la rocambolesca sconfitta nello scontro diretto di Pescara, altra partita da girandola di emozioni, con sorpassi e controsorpassi. Ora gli uomini di Stellone si trovano lontani addirittura 4 lunghezze dalla promozione diretta e devono pure guardarsi le spalle, perché appena due lunghezze sotto ci sono il Verona, che porta via due pareggi, quello di Cremona e il suddetto col Brescia, e proprio dal Pescara recentissimo e vittorioso avversario. Bene il Benevento, che, dopo il filotto di sconfitte che tanto aveva innervosito i tifosi e compromesso la posizione di classifica, trova 4 punti, grazie al pareggio di Ascoli e alla vittoria, netta, al Vigorito contro il Carpi. Ondivago, invece, il Perugia, che sabato ha travolto il Livorno grazie al solito scatenato Verre, mentre martedì ha lasciato posta piena a Crotone. Questo ha consentito di rifarsi sotto allo Spezia, un’altra squadra che ha, a suo modo, “incamerato” molti punti in questo periodo, nonostante nel week end abbia sostenuto il turno di riposo: ai 3 punti, infatti, portati via al Picco, grazie alla vittoria in rimonta sulla Salernitana, col “solito” gol in rovesciata di Mora (foto di copertina) e con la marcatura di Capradossi al rientro dopo quasi due mesi d’assenza, si va ad aggiungere la restituzione dei 6 che erano stati “congelati” per la questione dei ricorsi e che in alcune classifiche ufficiali non comparivano ancora. Così gli aquilotti sono balzati nuovamente in zona play off, anche grazie alla collaborazione del Cittadella che di punti, nel doppio turno, ne ha incamerati solo 2, avendo pareggiato, sempre per 1-1, sabato col Padova e martedì col Venezia. Poi la famosa voragine creatasi tra il 9° e il 10° posto non è stata ricolmata e, anzi, ora sono 6 le lunghezze di distacco. Salernitana e Cosenza, che erano le prime della fila, hanno incamerato un solo punto in questo frangente (i campani hanno pareggiato sabato col Venezia), per cui sono state raggiunte dalla Cremonese, che di punti ne ha accumulati 4, grazie al pareggio col Verona di venerdì sommato alla vittoria netta al Picchi di martedì, e addirittura superati dall’Ascoli che ha reagito alla batosta di Lecce col 2-2 interno col Benevento (facendosi, però, rimontare dal 2-0) e con la vittoria di Padova. Movimenti importanti anche in zona retrocessione: il Livorno, con la doppia sconfitta, è tornato in zona play out, superato dal Crotone, che aggancia la zona salvezza grazie, al contrario, alla doppia vittoria (Carpi sabato e Perugia martedì grazie ad uno scatenato Simy, autore di 3 gol su 4); l’altro posto play out è occupato dal Venezia, reduce da un’accoppiata di pareggi, che mantiene 3 punti sul Foggia, il quale scivola in zona retrocessione diretta dopo lo 0 sul tabellino, generato dalla sconfitta di Brescia seguita dal riposo forzato. Sempre più critica la situazione di Padova (che raccoglie un solo punto) e Carpi (doppia sconfitta).

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UN POKER PER LA PROMOZIONE – Il doppio turno serrato non ha lasciato, ovviamente, indifferente la classifica marcatori. A cominciare dal capocannoniere che ha fatto un passetto avanti, raggiungendo quota 24 con il gol del sorpasso al Foggia sabato. Fermo Mancuso a 15, a secco in entrambi i turni, la minaccia arriva dal terzo posto, dove, ad una sola lunghezza arriva il protagonista della vetrina di questa puntata. Quarto, a 14, scende Coda, che di gol ne realizza solo uno, quello del momentaneo 1-2 contro l’Ascoli, ora tallonato a 2 marcature di distanza dalla coppia formata da Simy, che di gol ne realizza addirittura 3, i due della vittoria a Carpi e quello del vantaggio sul Perugia, e da Verre, che apre e chiude le marcature col Livorno sabato. Fatte le doverosi menzioni d’onore a tutti i marcatori multipli del doppio turno, Croce della Cremonese (2 dei 3 al Livorno), Faraoni del Verona (i 2 del pareggio col Brescia), Viola del Benevento (con cui ha chiuso le marcature contro l’Ascoli e a Carpi), Capello del Padova (apertura della marcature a Cittadella e momentaneo pareggio con l’Ascoli), Djuric della Salernitana (pareggio col Venezia e momentaneo vantaggio al Picco) e Martella del Brescia (il pareggio col Foggia e il momentaneo 2-1 a Verona), oltre a Mora dello Spezia che, seppur non essendo un bomber di razza, ha realizzato il secondo gol su rovesciata stagionale, la puntata di questa settimana è dedicata, come annunciato, a chi ha raggiunto il terzo gradino del podio, contribuendo al filotto di vittorie della propria squadra, ovvero La Mantia del Lecce. Andrea La Mantia è un attaccante classe ’91, nato a Marino, in provincia di Roma, ma cresciuto nel settore giovanile del Frosinone, che detiene il suo cartellino fino al 2012, mandandolo diverse volte in prestito (Flaminia in D, Foligno e Fidelis Andria in Lega Pro), intervallate da 11 presenze in maglia gialloblu (e 1 gol), di cui 4 in B. Nel 2012 passa al Barletta, dove resta per due stagioni in Lega Pro (10 gol) prima di andare in prestito al San Marino (6 gol). Rimasto svincolato a luglio 2015, viene ingaggiato dal Cosenza con cui gioca un ottimo campionato di Lega Pro da 13 gol, quello che finora era il suo record personale di marcature. Da lì lo preleva la Pro Vercelli nel 2016 per il suo campionato di B, che chiude con 9 gol, prima di passare all’Entella in cui ha brillato nella scorsa stagione, quando le sue 12 reti non sono bastate, però, per la salvezza. Dall’inizio di questo campionato è a Lecce, dove sta brillando a suon di gol, già 15 fin qui, di cui ben 4 nel trittico di partite dei salentini in questo periodo: il terzo dei 7 rifilati all’Ascoli (di sponda di destro su tiro da fuori di Calderoni), quello dell’apertura delle marcature contro il Pescara (di destro sugli sviluppi di un angolo dalla sinistra) e i due decisivi al sorpasso contro il Cosenza (il primo di testa su cross dalla sinistra, il secondo di piatto sinistro dal limite dell’area piccola).

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UN NERAZZURRO NEL DESTINO – Anche nel doppio turno non poteva mancare il gol giovane. Panico del Cittadella e Castrovilli della Cremonese hanno segnato nell’ultimo turno, ma di loro abbiamo già parlato in queste pagine, ma anche Pirrello del Palermo (22 anni) e Capradossi dello Spezia (23) hanno dato contributi fondamentali alla vittoria della propria squadra, seppur di poco fuori dal target della nostra rubrica. Per cui l’unico Under 21 da celebrare resta un giocatore che è andato in rete sabato, contribuendo anch’egli alla conquista dei 3 punti, ovvero Carraro del Perugia. Marco Carraro è un centrocampista nato a Dolo in provincia di Venezia il 9 gennaio 1998 e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Padova prima e Inter poi, con cui conquista anche un Campionato Primavera. I nerazzurri lo mandano in prestito a Pescara nella stagione 17/18, in cui  mette insieme 22 presenze in Serie cadetta. Tornato alla base, durante l’ultimo mercato estivo, viene ceduto all’Atalanta, ma i milanesi si tengono il diritto di ricompra fissato a 5 milioni. I nerazzurri orobici, dal canto loro, mandano il ragazzo in prestito all’inizio di questa stagione al Foggia, dove scende in campo 14 volte, di cui 11 da titolare, e a gennaio, invece, lo trasferiscono, ancora in prestito, al Perugia, dove, per ora, ha giocato 6 partite, sempre da titolare. Martedì è arrivato il primo gol da professionista, importante, e forse è anche grazie a quello che a Milano si pensa di riportarlo a casa: al 49′ della partita di sabato contro il Livorno, sul risultato di 1-0 per il primo gol di Verre, svetta più in alto di tutti su un corner dalla destra per insaccare di testa il momentaneo 2-0.

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GIUSTIZIA E’ FATTA – Questa serie B non riesce a star fuori dalle aule della giustizia sportiva, con tutti i limiti che, ancora una volta si sono dimostrati. Ad inizio campionato la caotica gestione dei ripescaggi annunciati/mancati/riammessi/rinnegati che ha portato alla disputa di un campionato a 19 squadre, ma sotto una spada appesa per mesi legata ai ricorsi presentati, con lo spauracchio di una rivoluzione delle carte a campionato in corso. Poi ci s’è messa la “grana Okereke”: tutto è partito con l’inchiesta portata avanti dalla procura di La Spezia circa la gestione di giovani calciatori nigeriani provenienti dalla Scuola Calcio di Abuja, struttura sotto il controllo di Patron Volpi, con capi di imputazione per immigrazione clandestina e tratta di minorenni. Un’inchiesta, è bene chiarirlo, ancora in corso e che lungi è dall’avere una sentenza. E che non si sa quanto peso avrà dal punto di vista sportivo sullo Spezia Calcio a cui, per ora, sono stati solo azzerati i piani dirigenziali. Nonostante ciò, a questo appiglio hanno provato ad attaccarsi in due società, il Livorno e il Benevento (e, in un secondo momento, il Carpi, che però la sua partita con lo Spezia la aveva persa più di un girone fa…) che, battute in modo più o meno netto sul campo dagli aquilotti, hanno visto bene di presentare ricorso per la posizione di Okereke, che da quella Scuola Calcio proviene. Esistendo, secondo loro, problemi evidenti nel tesseramento corretto del giovane, schierato in entrambe le partite (ed in gol contro il Benevento), chiedevano il 3-0 a tavolino. Okereke, che, è bene ricordare anche questo, sono 4 stagioni che risulta tesserato dalla FIGC, cosa che gli consente di scendere regolarmente sui campi di calcio italiani. Sorvolando su un atteggiamento che poco ha a che fare con i valori dello sport giocato, con l’accettazione della sconfitta (quando questa non avviene con inganni palesi), trasformando quello che dovrebbe essere un mea culpa per le proprie mancanze in una puerile richiesta di qualcosa palesemente immeritato, atteggiamento che ha stizzito anche più di un tifoso delle suddette squadre, la parte farsesca della cosa è che la stessa FIGC, invece di non smentire sé stessa, che da 4 stagioni da l’ok al calciatore per giocare, ha preferito rimandare al decisione alla Procure Federale, premunendosi solo di chiedere tempi celeri nella sentenza. Col rischio di creare lungaggini e buchi nella classifica, con poca chiarezza ad un passo dai play off. Poi, invece, fortunatamente, sabato scorso è giunto il proclama della Procura Federale che ha rigettato la tesi del Livorno che sosteneva un pregresso tesseramento di Okereke in Nigeria, non risultato agli atti, a differenza di quello per la Lavagnese, società da cui lo Spezia ha prelevato il giocatore, e che ha fatto crollare ogni castello accusatorio, decretando la restituzione definitiva dei 6 punti alla società ligure e l’interruzione della fila di ricorsi che si sarebbero potuti palesare da qui alla fine del torneo. Giustizia è fatta, ora pensiamo solo al calcio giocato.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 32^ GIORNATA – Il campionato di B non si ferma e non si fa condizionare dal doppio turno appena disputato, così già stasera tutto è pronto per ripartire con la 32^ giornata, 13^ del girone di ritorno, un turno che tornerà a svolgersi con il consueto format: un anticipo venerdì alle 21, 4 partite sabato, delle quali 3 alle 15 e una alle 18, 3 match domenica, di cui 2 alle 15 e uno alle 21 e un posticipo lunedì alle 21. In rigoroso ordine di classifica si parte stasera con la capolista Brescia, che attende in casa un Venezia bisognoso di punti per modificare una classifica che si sta facendo sempre più complicata, mentre l’altra battistrada Lecce risponderà domenica pomeriggio con la trasferta in casa della Cremonese. Eventuali passi falsi delle prime due potranno diventare l’occasione per il Palermo per ridurre il significativo gap che lo divide dalla zona promozione diretta. A complicare la cosa, però, arriva il fatto che i siciliani siano impegnati in una delle partite più interessanti e attese del turno, ovvero lo scontro direttissimo con il Verona, da giocarsi nel posticipo di lunedì, che, se da una parte potrebbe consentire il riavvicinamento e di prendere un buon margine sulle inseguitrici, dall’altra potrebbe vedere un nuovo sorpasso e la discesa fino al 5° posto se, contemporaneamente, anche il Pescara, impegnato domenica pomeriggio, facesse sua la trasferta di Ascoli. Scontro diretto anche sabato sera, stavolta per i posti play off, al Curi, tra il Benevento, sesto, che proverà a proseguire il trend positivo ritrovato, e il Perugia settimo, distanziato di sole tre lunghezze. La lotta per i posti play off si completerà sabato pomeriggio e si incrocerà in modo pesante con la lotta per la salvezza: lo Spezia, ottavo, andrà a far visita al rientrante Foggia, terzultimo, mentre il Cittadella, nono ad un punto di distanza, attenderà in casa il Livorno appena ridisceso in zona play out. Con la Salernitana a riposo forzato, anche gli ultimi due incontri in programma avranno implicazioni nella lotta salvezza: il Crotone, appena riemerso dal pantano, proverà a mantenere i 3 punti di vantaggio nello scontro diretto in trasferta contro un Cosenza scivolato in classifica dopo le ultime partite e posto ora appena 2 punti sopra, ma con nessuna intenzione di ritornare a lottare per le posizioni più difficili della classifica; altro scontro direttissimo, infine, tra ultima, il Carpi, e penultima, il Padova, da giocarsi sabato pomeriggio al Cabassi, per coltivare ancora le residue speranze di salvezza.

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