A tutta B: la fuga ripartita, il giustiziere del Lecce, i diversi tipi di pacciame e B Ready per la 33^

RIPARTE LA FUGA – Le celebrazioni della scorsa settimana non hanno portato bene al Lecce, che, dopo aver agganciato la capolista Brescia grazie al filotto di vittorie rimediato nel giro di pochi giorni, ora si trova nuovamente ad inseguire dopo la netta sconfitta di Cremona, in 10 per la sciagurata espulsione del suo portiere, arrivata due giorni dopo il medesimo risultato con cui il Brescia aveva liquidato la pratica Venezia. Così, ora, le rondinelle tornano in fuga solitaria con 3 punti sulla seconda, il Lecce appunto, il quale deve tornare a prestare attenzione alle proprie spalle, dove il Palermo, grazie all’importantissima vittoria nello scontro diretto con il Verona, si è riportato ad una sola lunghezza. Benissimo anche il Benevento che pare essersi ritrovato dopo il periodo buio di qualche giornata fa, come dimostra la vittoria autoritaria nel suo scontro diretto sul difficile campo del Curi, in casa di un Perugia dato in buona forma dagli ultimi risultati e che ora, invece, torna a rischio, ad un passo dall’uscita dai play off. I campani, invece, col loro risultato tornano quarti scavalcando proprio l’avversario diretto di giornata e il Pescara che, invece, cade sul campo dell’Ascoli nella “partita dei rigori” (3 su altrettanti gol segnati). La travolgente vittoria sul Livorno consente, invece, al Cittadella di balzare  nuovamente in piena zona spareggi, anche grazie allo Spezia che, seppur non del tutto per demeriti propri, tra mille polemiche, cade in casa del Foggia. Questi ultimi due risultati hanno anche implicazioni sulla lotta per la salvezza: i diavoletti fanno un balzo in avanti e agganciano proprio i labronici e il Venezia a 30 punti, così che ora sono in 3 a giocarsi i due posti play out, cercando di evitare il posto che manda in C direttamente, per di più con una vista sulla salvezza, posta appena 3 punti avanti, e rappresentata dal Crotone, che, invece, tra mille polemiche, perde il suo scontro diretto, e derby regionale, con il Cosenza, così da tornare ad inguaiarsi. Infine avvicendamento anche in coda alla classifica, visto che la vittoria in rimonta del Carpi vale il sorpasso in classifica al penultimo posto, anche se i 5 punti dalla zona play out e gli 8 dalla salvezza, a 6 giornate dalla fine, non hanno comunque un bel suono.

IL GIUSTIZIERE DEL LECCE – Gli inseguitori ci mettono una giornata a rispondere all’allungo del capocannoniere: con Donnarumma a secco, fermo a quota 24, stavolta sono Mancuso, secondo, e Coda, terzo, a fare un passetto avanti, salendo, rispettivamente, a 18 col gol del momentaneo vantaggio del Pescara ad Ascoli, e 15, con la rete del momentaneo 3-2 del Benevento a Perugia, con cui l’attaccante giallorosso raggiunge il paricolore, ma del Lecce, La Mantia, con le polveri bagnate, invece, dopo l’exploit delle ultime partite raccontato nell’ultima puntata. Fatte le debite menzioni d’onore per Moncini, che realizza 2 dei 4 gol del Cittadella al Livorno, e Viola (foto di copertina), che mette a segno altrettanti rigori nella partita del Benevento a Perugia, la copertina di questo turno spetta di diritto all’altro marcatore multiplo, che con i suoi due gol ha portato da solo a compimento uno dei risultati più clamorosi ed importanti della giornata, ovvero Strizzolo della Cremonese. Luca Strizzolo è un attaccante classe ’92, nato ad Udine, ma cresciuto nel settore giovanile di Pordenone prima, con cui gioca anche in Serie D nella stagione 2009/10, realizzando 4 gol, e Novara, in prestito, poi. Nel 2011 passa al Pisa, con cui gioca una stagione e mezza in Lega Pro, in cui realizza anche il suo primo gol tra i professionisti, prima di andare in prestito per 6 mesi al Treviso (1 gol) e una stagione al Real Vicenza (6 gol), sempre in Lega Pro. Quindi una stagione non prolifica alla Lucchese ed una nuovamente al Pordenone, intanto salito in Lega Pro, prima dell’approdo al Cittadella, nel 2016, colpito dalle 9 reti messe a segno dal giovane con la maglia neroverde. In Veneto esordisce in B e, soprattutto, comincia a farsi conoscere nel calcio che conta, divenendo un apprezzato giocatore di categoria nelle due stagioni e mezzo che passa in maglia granata, condite con 15 reti. A gennaio di quest’anno l’approdo in maglia grigiorossa, per provare a cambiare una stagione al di sotto delle aspettative per i lombardi. Per lui 10 le presenze finora, con la realizzazione dei primi due gol giusto domenica, che vanno a sommarsi ai 4 già segnati col Cittadella: al 67′ dell’importante partita contro il Lecce, con gli avversari ridotti in 10 per l’espulsione del portiere, apre le marcature ribadendo il pallone in rete sulla respinta del portiere sul tiro da fuori area di Castrovilli; 11′ dopo chiude i conti con un piatto sinistro sull’assist rasoterra dalla destra di Piccolo.

IL PACCIAME DI SPALLETTI…- Strano e, per qualche giorno, brutto incrocio tra le due massime categorie del nostro campionato, a causa delle parole pronunciate nel corso di un’intervista dall’allenatore di una delle squadre principali della Serie A. Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, infatti, intervistato ai microfoni di Sky dopo la vittoria con il Genoa, ha intavolato una discussione con Marocchi in cui il tecnico rimproverava all’ex giocatore di Juve e Bologna di aver dimenticato cosa fosse la vita di spogliatoio ma, soprattutto, di essere stato una sorta di privilegiato per aver sempre calcato palcoscenici importanti, a differenza sua che aveva calcato solo i campi delle categorie inferiori, come quello dello Spezia. Alla precisazione fattagli di essere stato, comunque, un idolo per il Picco, il tecnico rispondeva che “pur sempre di pacciame del calcio si trattava”. La cosa non è passata inosservata ai tifosi aquilotti che si sono sentiti traditi da uno dei loro idoli e si sono subito scatenati sui social. Innanzi tutto due doverose precisazioni per fare chiarezza. Intanto una di tipo prettamente linguistico: con pacciame si intende il sottobosco, lo strato di foglie secche che si accumula sotto gli alberi, ma nell’estensione del significato può indicare anche la spazzatura, la “rumenta” per dirla alla spezzina. L’altra è che Luciano Spalletti è stato effettivamente un giocatore, centrocampista, dello Spezia, tra il 1986 e il 1990. Un calcio “antico”, un calcio diverso, quello in cui, davvero, in Serie C si poteva giocare su campi di patate al limite della praticabilità. Uno Spezia diverso, quello che viveva la sua storia decennale nei campi tra la terza e la quarta categoria, con tanti problemi economici, al punto che la curva Piscina, in ferrotubi, al tempo covo del tifo aquilotto (quella che attualmente è destinata agli ospiti, essendosi trasferito il tifo organizzato nella Ferrovia), se la costruirono gli stessi tifosi, con l’aiuto di qualche calciatore di buona volontà. Al punto che i giocatori giocavano, talvolta, senza stipendio, ma, nonostante questo davano tutto in campo, tanto da rischiare, per alcune stagioni di seguito, l’approdo alla sospirata Serie B. Lo Spezia di quelle magliette sporche, di quel legame tutto particolare ma estremamente forte con i tifosi, al punto che i nomi dei suoi protagonisti vengono mandati quasi a memoria dagli aquilotti, era quello, appunto, di Spalletti, un’autentica autorità sul Golfo. Una figura forte che è rimasta legata alla città non solo dal punto di vista familiare (la moglie è di Spezia e i figli sono nati lì), ma anche da quello affettivo, tanto da vedere spesso il tecnico sui seggiolini del Picco nelle occasioni più importanti della squadra aquilotta. Ecco perché quelle parole, secondo l’interpretazione più superficiale che ne è stata data, hanno colpito come un pugnale i tifosi liguri che si sono sentiti traditi dal loro grande condottiero. Immediate, però, a questo punto, sono arrivate le precisazioni di Spalletti, che, avvertito del malumore serpeggiante, ha voluto subito fare una dichiarazione chiarificatrice: lui con “pacciame” intendeva indicare la sua carriera e il suo livello tecnico, paragonato a quello di chi aveva calcato palcoscenici così importanti, perché comunque, mai, avrebbe potuto insultare la parte migliore di tutta la sua carriera, quella, appunto, allo Spezia, che tanto gli aveva dato in termini sportivi e, come detto, affettivi. Insomma un grosso equivoco e pace fatta.

…E IL PACCIAME DELLA SERIE B – Poi, però, purtroppo, lo Spezia si è trovato coinvolto in un altro tipo di “pacciame”. Da sempre la B è la fucina da cui verranno forgiati i protagonisti della A di domani, quindi è una categoria che riveste una importanza fondamentale. E’, però, una categoria complicata, quella della provincia, dove non sempre è facile sopravvivere, dove oggi c’è una squadra che domani, forse, la si ritroverà tra i dilettanti. Insomma una categoria in cui promozioni, salvezze e retrocessioni sono spesso alla base stessa dell’esistenza di una società, cui, quindi, un punto potrebbe avere una differenza vitale. Nonostante tutto questo, mentre la Serie A è diventata ipertecnologica, con l’ausilio del VAR e la Gol Line Technology, la B resta ancora in balia delle decisioni delle terne arbitrali mandate sul campo. Terne, è giusto dirlo, che da diversi anni mostrano una mediocrità preoccupante, visto che da lì, tra l’altro nascerà il ricambio per la classe arbitrale della Serie A e, quindi, internazionale. Un aspetto, questo, che rappresenta, appunto, del “pacciame” se, poi, ci si trova di fronte a periodi come questi in cui gli errori arbitrali decisivi si contano a mazzi. Addirittura nell’ultima giornata non bastava una mano per conteggiare tutti gli episodi che, più o meno a ragione, sono stati contestati sui campi della B, alcuni clamorosi che hanno inciso sul risultato finale. Il più clamoroso di tutti, sicuramente, sul campo del Foggia, ha visto coinvolto, come si diceva, lo Spezia. Indipendentemente dai  meriti sul campo, che hanno visto una leggera prevalenza dei diavoletti, nei minuti attorno al gol vittoria di Iemmello, sono avvenuti due episodi che avrebbero cambiato totalmente, o in parte, il risultato finale: nell’azione precedente al gol gli aquilotti sono andati in vantaggio grazie ad Okereke che, ricevuta palla davanti al portiere, ha dovuto solo appoggiarla in porta, gol, però, annullato, per un fuorigioco dell’attaccante nigeriano, rivelatosi però inesistente, in quanto lui posizionato dietro la linea della palla, cosa facilmente rilevabile da parte di un guardalinee ben posizionato; nell’azione esattamente successiva al gol, nel forcing degli aquilotti per recuperare il pareggio, una palla diretta verso lo specchio della porta è stata stoppata dal braccio completamente staccato dal corpo (ben evidente anche a velocità normale) di un difensore rossonero. Così la partita si è chiusa sull’1-0, con i pugliesi che hanno fatto un salto verso la salvezza e i liguri che sono scivolati fuori dai play off. Un risultato giusto potrebbero dire i più, per quanto visto sul campo. Certamente, verrebbe da rispondere, se il calcio fosse uno sport che si vince ai punti e non per i palloni buttati dentro: nessuno ha chiesto di assegnare 3 punti ai bianconeri per aver chiuso Spezia-Venezia con 27 tiri a 2 verso la porta; i veneti hanno fatto un gol per primi e gli aquilotti si sono trovati addirittura a dover fare i salti mortali per pareggiare. A Foggia gli episodi hanno deciso il risultato, è innegabile, e, sicuramente, un VAR, che ora è sempre più indispensabile, avrebbe cambiato (al netto di interpretazioni “fantasiose” come si sono viste ultimamente in serie A…) il risultato in campo, o, comunque, avrebbe indirizzato la partita verso binari diversi. E così sarebbe stato per tante partite di questo fine settimana calcistico, così che la corsa verso i vari obiettivi manterrebbe una maggiore obiettività e la sopravvivenza di certe società non sarebbe legata alle sviste, talvolta clamorose, di qualche professionista “non in forma”.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 33^ GIORNATA – Si entra nel vivo dell’ultima parte della stagione, quella più decisiva, con il rush finale che porterà ai verdetti stagionali. In questo week end si gioca la 33^ giornata, 14^ del girone di ritorno, sestultima del campionato regolare. Format consueto: un anticipo venerdì alle 21; quattro partite sabato, di cui 3 alle 15 e una alle 18; 3 match domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21 e un posticipo lunedì alle 21. Lotta al vertice spalmata su quasi tutta la durata della giornata: il Brescia capolista sarà l’ultima a scendere in campo, conoscendo già i risultati degli avversari diretti, nel posticipo di lunedì in casa di un Livorno bisognoso di punti per la salvezza dopo i risultati dell’ultimo periodo che l’hanno riportato in piena zona retrocessione diretta (2-o al Rigamonti); anche il Lecce secondo se la vedrà con chi lotta per la salvezza, visto che sabato pomeriggio attenderà al Via del Mare il Carpi penultimo (vittoria dei salentini per 1-0 al Cabassi); il Palermo terzo avrà l’impegno sulla carta più proibitivo, nello scontro diretto del posticipo domenicale in trasferta sul campo di un raggiante Benevento, quarto e distanziato di soli 3 punti proprio dai siciliani (0-0 al Barbera). Con il Verona a riposo forzato, la lotta per i play off vivrà di incontri molto interessanti: su tutti lo scontro direttissimo dell’Adriatico, con cui si aprirà la giornata nell’anticipo di venerdì, tra il Pescara sesto e il Perugia ottavo, distanziati di 4 punti e con gli abruzzesi che puntano a scavalcare gli scaligeri ed approfittare di passi falsi del Benevento e gli umbri che devono difendere la permanenza nella griglia spareggi (2-1 al Curi); il Cittadella difende la sua posizione nell’impegnativa trasferta di sabato pomeriggio in casa della Salernitana (3-1 al Tombolato); lo Spezia prova a rientrare nella griglia, sfogando la rabbia accumulata, nell’incontro del Picco di  domenica pomeriggio contro l’Ascoli, squadra che prova a giocarsi le ultime possibilità di rientrare in corsa per gli spareggi (3-1 al Del Duca). In chiave salvezza gli ultimi due incontri in programma, che coinvolgeranno le squadre a quota 38: il Crotone prova a dimenticare le polemiche del derby e a mantenere i 3 punti di vantaggio sulla zona pericolosa nel match casalingo di sabato pomeriggio contro la Cremonese (1-0 allo Zini); il Padova, infine, si gioca le ultime, disperate, carte di permanenza in B attendendo, domenica pomeriggio, il Cosenza (2-1 al San Vito-Marulla).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *