A tutta B: tutto ancora possibile, il gol del gladiatore, il giovane per la salvezza e B Ready per la 35^

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TUTTO E’ POSSIBILE – Ci avviciniamo alla volata finale e tutto sembra ancora possibile. Brescia e Lecce vanno come treni, con le rondinelle che travolgono la Salernitana e i salentini che vincono un bello scontro diretto d’alta classifica in casa del Perugia, ma il Palermo, che, seppur sulla carta avesse l’impegno più facile, sorprendentemente impatta in casa contro l’ultimo e quasi spacciato Padova, resta comunque a 3 punti dal secondo posto, ancora in corsa per la promozione diretta, anche se dovrà farlo con un nuovo allenatore in panchina dopo l’esonero di Stellone. Al suo inseguimento il Benevento, che porta a casa un sontuoso 3-0 dal Bentegodi, dove, nello scontro diretto, travolge, con uno scatenato Coda, un Verona nuovamente in uno di quei periodi di crisi che hanno costellato un po’ tutto il suo campionato, impedendogli il vero salto verso l’alto. Dietro di loro, poi, una bella gara a chi poteva far di meno in una giornata in cui si sarebbe potuto assistere a sorpassi e controsorpassi: detto del Verona, che, con la sconfitta resta fermo a 48 al sesto posto, getta al vento la possibilità di prendere il largo, e di seguire il Benevento, il Pescara, che non va oltre lo 0-0 sul campo di un Carpi al lumicino delle speranze di permanenza; non fa certo meglio, però, lo Spezia, che annulla le possibilità di sorpasso sugli scaligeri, non portando a casa nessun punto dalla trasferta di Cosenza, ma solo, ancora una volta, tanta rabbia per decisioni arbitrali discutibili che hanno condizionato l’andamento della partita, prima fra tutte l’espulsione di Mora al 14′ per un tocco di mano nell’occasione del rigore poi sbagliato da Tutino; e riferito anche della sconfitta interna del Perugia, stesso destino ha colto il Cittadella, seppur la sua sconfitta al Tombolato con la Cremonese sia stata più netta. Così non solo la seconda parte della classifica play off è rimasta completamente immobile, ma, ora, ad appena 3 punti dall’ottavo posto, si son fatti sotto in 3: il Cosenza e la Cremonese, appunto, oltre all’Ascoli, che, invece, regola il Venezia con un rigore di Ardemagni molto contestato (foto di copertina). Nelle retrovie, limita i danni il Crotone, che, fermo forzatamente ai box, poteva vedersi scavalcare proprio dagli arancioneroverdi e restare immischiato nella zona play out: la sconfitta dei veneti, invece, consente ai calabresi di mantenere il 14° posto con un punto sulla zona pericolosa. Gettano al vento le possibilità di cambiare la propria classifica in positivo anche Foggia e Livorno, che, con il pareggio, restano a pari punti, a cavallo tra play out e retrocessione diretta, a 3 lunghezze dalla salvezza. A mordersi più forte le mani i pugliesi, che erano in vantaggio addirittura di 2 gol, mentre i labronici possono ringraziare l’exploit di Gori per aver almeno riportato le cose in parità. Infine, i due pareggi portati a casa dalle ultime della classe, seppur pieni di merito, in quanto conseguiti contro squadre d’alta classifica, sovvertendo anche pronostici scontati, non migliorano la situazione delle due squadre, ancora a 5 lunghezze dalla zona play out e a 8 dalla salvezza diretta.

IL GOL DEL GLADIATORE – La classifica marcatori di quest’ultima giornata ha avuto un solo protagonista, perché, se è vero che il capocannoniere Donnarumma, con il rigore del 3-0 alla Salernitana, ha portato il suo bottino a 25, dietro di lui il sempre secondo Mancuso, a secco, s’è visto raggiungere a quota 18 da uno scatenato Coda che ha praticamente battuto da solo il Verona, con una sontuosa tripletta che l’ha reso il vero marcatore principe di un turno in cui, il solo altro sussulto in alta classifica è arrivato da La Mantia, che, con il gol del vantaggio del Lecce a Perugia, ha consolidato il suo quarto posto, salendo a 16 reti. Detto, meritatamente, di Coda, cui già s’è dedicato una pagina in questa rubrica, e tenendo conto che l’altro solo realizzatore multiplo di giornata è un giovanissimo, di cui, quindi, ci occuperemo dopo, la vetrina del marcatore di questa settimana spetta di diritto ad uno dei senatori del torneo, un giocatore esperto cui è giusto celebrare il ritorno al gol, che ha pure sancito uno dei risultati più sorprendenti della giornata, seppur poco utile alla sua squadra, ovvero Pulzetti del Padova, autore del gol del pareggio al Barbera. Nico Pulzetti è un centrocampista classe ’84, nato a Rimini, ma cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Cesena, con cui esordisce tra i professionisti nel 2003, in C1, mettendo insieme 3 presenze.  Nella stagione successiva, giocata in C2, nel Castelnuovo Garfagnana, ha modo di mettere in mostra le sue caratteristiche di combattente di centrocampo, quel grande senso di appartenenza, professionalità e impegno che sono state sempre il marchio di fabbrica di tutte le squadre in cui ha giocato, rendendolo quasi ovunque un beniamino dei tifosi. Nonostante le tante richieste, a spuntarla è il Verona, che lo porta in B, dove gioca per due stagioni, segnando anche i suoi primi 3 gol tra i professionisti. Quindi, nel 2007, arriva il Livorno, che lo porta a giocare in A (in due stagioni su 3 giocate con i labronici), chiudendo con altre 5 reti all’attivo. Poi ancora tanta Serie A: 6 mesi al Bari e 6 al Chievo (in prestito dal Livorno, 1 gol coi veneti); 2 stagioni a Bologna, quindi il ritorno a Cesena (una poco soddisfacente stagione da 9 presenze e 1 gol), con in mezzo una prima puntata di ritorno in B, a Siena, dove disputa un’ottima stagione in cui segna 7 reti, il suo miglior bottino personale. Ritornato in rossoblu dagli ultimi due prestiti, a gennaio 2016, dopo 6 mesi in cui non vede il campo, chiude la sua esperienza con la massima serie, accettando l’offerta dello Spezia, che lo riporta in B. Una stagione e mezzo sul Golfo in cui diventare beniamino della tifoseria aquilotta grazie al suo impegno e abnegazione, conditi con 4 gol, quasi tutti fondamentali, prima di decidere di andare a far valere la sua esperienza in C, a Padova, che, infatti, contribuisce, con 4 reti, a riportare in B, vincendo anche la Supercoppa. Tornato, quindi, in questa stagione in serie cadetta con i veneti, ha guidato il centrocampo biancorosso in 25 occasioni e ieri sera è arrivato il primo gol stagionale, simbolicamente importante quanto, forse, inutile: al 15′, esattamente 1′ dopo il vantaggio del Palermo con Trajkovski, ribadisce in rete la risposta corta del portiere sul tiro di Bonazzoli, per il definitivo 1-1.

GIOVANI PER LA SALVEZZA – Come detto, l’altro marcatore multiplo di giornata è un giovanissimo, che ci permette di ravvivare, stavolta in maniera ancor più sontuosa, questo nostro tradizionale appuntamento della rubrica. Una doppietta controversa: fondamentale per permettere alla sua squadra di agguantare un insperato pareggio, dopo essere stata in svantaggio di due reti, ma per un risultato che potrebbe essere poco utile ai fini della salvezza. Stiamo parlando, ovviamente di Gori del Livorno. Gabriele Gori è una punta centrale nato a Firenze il 13 febbraio 1999 e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della squadra viola, con cui si laurea anche capocannoniere del Campionato Primavera, nel 15/16, con 24 gol. Da questa stagione è entrato nel giro dei prestiti, per ora sempre in B, prima 6 mesi proprio a Foggia, in cui ha messo insieme 9 presenze per un totale di poco più di 300′ giocati, e poi, da gennaio, a Livorno, con cui tiene una media altissima, visto che finora, con 3 partite giocate, ha messo a segno altrettanti gol, il primo al Perugia, alla 30^ giornata, poi l’exploit del lunedì di Pasquetta da inesorabile ex: al 68′, con i padroni di casa già in vantaggio per 2-0, gira al volo di sinistro uno spiovente su punizione di Diamanti dalla sinistra; al 76′ fissa il definitivo pareggio ancora finalizzando, stavolta di testa, un assist di Diamanti, stavolta dalla destra.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 35^ GIORNATA – Passato il turno pasquale del campionato cadetto, si procede spediti verso la volata finale, visto che il prossimo che si andrà a disputare, il 35°, 16° del girone di ritorno, sarà il quartultimo della stagione. Turno il cui format sarà condizionato dal fatto che il successivo si giocherà interamente il primo maggio, quindi infrasettimanale: un anticipo venerdì alle 21, 5 partite sabato, di cui 4 alle 15 e una alle 18, e 3 incontri alla domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21. Quest’ultimo sarà proprio il big match di giornata, visto che, a chiudere i giochi del turno, al Via del Mare, andrà in scena lo scontro diretto per eccellenza, quello tra seconda, il Lecce, e prima, il Brescia, con in palio il primo posto e, forse, una mezza fetta di Serie A (2-1 al Rigamonti). Spettatore interessato il Palermo che darà il benvenuto sabato pomeriggio al nuovo tecnico Rossi in casa di un Livorno con un disperato bisogno di punti per la salvezza (1-1 al Barbera). Intanto, nell’anticipo di venerdì, il Benevento quarto aprirà le danze in casa contro un ambizioso Cosenza, galvanizzato dalla vittoria casalinga e dalla zona play off ad appena 3 punti (0-0 al San Vito-Marulla). Ben due gli scontri diretti, in programma sabato, nella corsa per i play off: al pomeriggio, all’Adriatico, il Pescara, quinto, attende il Verona, sesto, che lo segue di due lunghezze (3-1 al Bentegodi); alla sera lo Spezia, settimo, ospita al Picco il Perugia, attualmente nono,  primo escluso dagli spareggi, che è in ritardo, però, di un solo punto (1-1 al Curi). Il Cittadella, attualmente ottavo, invece, sarà in campo domenica pomeriggio, in quello che è, a tutti gli effetti, un altro scontro diretto, visto che aspetterà al Tombolato l’Ascoli, staccato di appena 3 punti (1-1 al Del Duca). L’altra squadra con vista play off, la Cremonese, invece, domenica, incrocerà la sua strada con la salvezza, visto che dovrà vedersela, allo Zini, con un Foggia alla caccia di punti importanti per la permanenza (3-1 allo Zaccheria). E di salvezza si parlerà anche nelle ultime due gare in programma, visto che sabato alle 15 la Salernitana proverà a chiudere la stagione in tranquillità incamerando punti con il Carpi ultimo, alle ultime possibilità di poter continuare a sperare (3-2 al Cabassi), mentre al Penzo sarà di scena lo scontro direttissimo tra il Venezia, quintultimo e il Crotone, sestultimo, separati da appena un punto (1-1 allo Scida). A riposo il Padova.

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