A tutta B: il primo verdetto, le rondinelle che volano in A, l’esperienza per la promozione, un Rossi per i rosanero e B Ready per la 37^

maggiore

PRIMO VERDETTO – Ed alla fine il primo verdetto per il campionato cadetto è arrivato: il Brescia torna in Serie A dopo 8 stagioni, la maggior parte delle quali vissute pericolosamente, e lo fa in modo autorevole, grazie ad una vittoria ottenuta nel posticipo serale su un Ascoli i cui obiettivi erano ancora integri, grazie ad un gol d’esperienza, quello del 31enne Dessena. Con i 3 punti le rondinelle mettono 7 lunghezze tra loro e il 3° posto e, con soli 6 punti ancora a disposizione, conquistano la matematica promozione diretta, anche grazie all’aiuto che arriva nell’anticipo di mezzogiorno dallo Spezia che ferma il Palermo sul pareggio. Un 2-2 carico di emozioni altalenanti, soprattutto nel primo tempo, che tiene in corsa entrambe le squadre per i loro obiettivi: lo Spezia mantiene la posizione nella griglia play off, il Palermo conserva le speranze di promozione diretta, soprattutto grazie al “suicidio sportivo” del Lecce che cozza contro le (seppur flebili) speranze salvezza del Padova, lasciando la posta piena ai biancorossi e fallendo il secondo match point di giornata che sembrava cosa praticamente fatta. Ora i punti che separano giallorossi e rosanero sono solo 4, ma i pugliesi avranno a disposizione 3 soli punti, dovendo ancora disputare il turno di stop, la prossima giornata. L’incrocio tra la zona play off e quella salvezza si chiude a vantaggio della seconda e rivoluziona non poco le carte in tavola in entrambe le sezioni della classifica: il Crotone batte il Benevento grazie al solito Simy, scrivendo quasi la parola salvezza sul finale della propria travagliata stagione (5 punti dal quintultimo posto), chiudendo le ultime speranze dei campani di promozione diretta e rendendo ancora traballante la posizione che consentirebbe loro di saltare i preliminari; il Livorno fa il colpaccio al Bentegodi, portando via 3 punti vitali, che gli regalano il quintultimo posto a 3 sole lunghezze dalla salvezza diretta, mentre continua a tenere pericolante la situazione dei veneti, che mantengono solo 2 lunghezze sul nono posto, che significherebbe addio ai play off; la Cremonese, scatenandosi negli ultimi 8′ di gara, ribalta il risultato di Carpi e si regala l’ingresso nei play off, agganciando lo Spezia e scavalcando in un sol colpo Perugia e Cittadella che non vanno oltre lo 0-0 nel loro scontro diretto danneggiandosi a vicenda, mentre gli emiliani con questo risultato probabilmente danno l’addio alle ultime speranze di agganciare almeno i play out, ora lontani 5 punti. Di tutto questo sorride anche il Pescara, che, fermo obbligatoriamente ai box, con la sconfitta degli scaligeri mantiene il suo quinto posto. In chiave salvezza anche gli ultimi due risultati della giornata: il Foggia batte la Salernitana nel suo scontro diretto, inguaiando ancor di più i campani che proseguono il loro terribile finale di stagione arrivando ad appena 3 punti dalla zona pericolosa, mentre i rossoneri agganciano, a cavallo tra zona retrocessione diretta e play out, il Venezia che, invece, non va oltre l’1-1 in rimonta sul campo del Cosenza. Quest’ultimo risultato permette anche di dare un altro piccolo verdetto: il Cosenza a 43 punti, è la prima squadra che chiude anticipatamente la propria stagione perché, con 3 punti ancora a disposizione, avendo ancora da disputare il turno di riposo, non può più agganciare la zona play off, ma, allo stesso tempo, conservandone 8 su quella retrocessione, è già anche matematicamente salvo.

LE RONDINELLE VOLANO IN A – E così, come detto, il primo verdetto è arrivato e riguarda uno degli obiettivi principali della stagione, ovvero uno dei due posti che assegnano la promozione diretta in Serie A. Ad aggiudicarselo, un po’ a sorpresa rispetto ai pronostici di inizio anno, ma senza il minimo dubbio all’analisi dell’intera stagione, il Brescia di Eugenio Corini che, così, ritorna in massima serie dopo 8 stagioni consecutive (anche grazie ad un ripescaggio) in B, visto che l’ultima, fugace, apparizione della Leonessa in A appartiene alla stagione 10/11. In realtà c’è tanta Serie A nella storia delle rondinelle, ben 22 campionati, a partire dal lontano 1911 quando le due società Club Forti e Liberi Brescia, fondata nel 1907 e già affiliata alla FIGC, e Club Sportivo Brixia, nata nel 1908, si fondono nella Società Ginnastica La Victoria Brescia, che, a sua volta, il 17 luglio, si fonde con l’Unione Sportiva Bresciana e la Gymnasium Brescia per formare il Foot Ball Club Brescia che parte dalla 3^ Categoria Lombarda, ma già nel 12/13 viene ammesso d’ufficio alla Prima Categoria, ovvero il massimo torneo del tempo e in questo ambito resta anche dopo il 29/30, quando nasce ufficialmente la Serie A. Nel 31/32 la prima retrocessione in B, ma già la stagione successiva c’è la prima promozione in A. Dopo una nuova retrocessione nel 1963 e il cambio di nome in Associazione Calcio Brescia, nel 1938 arriva la prima retrocessione in C, seguita l’anno successivo dalla prima promozione in B. Dopo un ritorno in A negli anni intorno alla Seconda Guerra Mondiale, nel ’47 c’è una nuova retrocessione in B che anticipa un lungo periodo tra i cadetti che si protrarrà fino al 1965. La seconda metà degli anni ’60 sarà un alternarsi di passaggi tra A e B, prima della totalità degli anni ’70, interamente vissuti in serie cadetta. I primi anni ’80 sono i peggiori della storia del club, con una doppia retrocessione ed la permanenza in C più lunga dalla sua nascita. Poi nel 1986 c’è una nuova puntata fino in massima serie, prima di un nuovo lungo periodo in B che arriva fino ai primi anni ’90. Questo decennio è caratterizzato da un nuovo saliscendi fino ai primi anni 2000, quando, al ritorno in A, corrisponde la più lunga permanenza consecutiva in massima serie, per ben 5 stagioni di fila. L’ultima promozione in A risale alla stagione 09/10, seguita, come detto, dall’ultima retrocessione in B, poi i lunghi anni tra i cadetti con la punta più bassa toccata nella stagione 14/15 in cui le rondinelle retrocedono in Lega Pro, salvo essere ripescate durante il periodo estivo. Una storia, insomma, del tutto invidiabile quella dei lombardi che, nelle proprie fila, hanno visto giocare autentici campioni come Altobelli, Beccalossi, Hagi, Guardiola, Pirlo e, soprattutto, un certo Roberto Baggio in una delle fasi più belle della sua carriera, nonostante sia stata l’ultima. Dopo l’ultima travagliata stagione, chiusa al 15° posto, con un totale di 4 diverse conduzioni tecniche (Boscaglia 2 volte, Marino e Pulga… Cellino docet…), le rondinelle partivano in questa con le aspirazioni di fare un buon campionato, magari giocandosela per un posto nella griglia play off. Il fatto di aver acquistato il vicecapocannoniere dello scorso torneo, ciliegina in un reparto offensivo di prim’ordine, con Torregrossa e il predestinato Tonali, ne denunciava le ambizioni, ma, nonostante questo, nessun esperto la poneva nelle griglie principali per la promozione diretta. Forse anche per la presenza in panchina di un assoluto esordiente come Suazo. A questa cosa ha ovviato lo stesso Cellino, cacciando l’ex giocatore di Cagliari e Inter dopo appena 3 giornate in cui aveva raccolto appena 2 punti dimostrando un gioco piuttosto approssimativo e chiamando, invece, un tecnico esperto come Corini, che ha letteralmente rivoluzionato il gioco e l’approccio alla partita. A tutto il resto c’ha pensato l’attacco stratosferico, come testimoniato dal capocannoniere di questo torneo che è, per distacco, proprio Donnarumma, che ha ovviato, a suon di gol (miglior attacco assoluto) anche a qualche pecca di gioco non sempre all’altezza. Fatto sta che il Brescia ha cominciato a macinare punti, raggiungendo, ben presto, le prime posizioni della classifica, da cui non si è più mossa, approcciando talvolta anche delle fughe. La promozione anticipata è stato il più ovvio coronamento di una stagione da incorniciare.

L’ESPERIENZA AL SERVIZIO DELLA PROMOZIONE – Pochissimi sussulti nella classifica marcatori nel terzultimo turno, e tutti nelle posizioni di rincalzo, visto che tutto il podio, Donnarumma primo a 25, Coda secondo a 19 e Mancuso terzo a 18, restano a secco, e meglio non fa il quarto, La Mantia, che rimane fermo a 16. Così i primi movimenti si hanno al quinto posto, dove si crea un gruppetto a 13, visto che Nestorovski viene raggiunto da Mancosu, autore dell’inutile rigore del Lecce a Padova, e Simy, che segna il gol vittoria del Crotone sul Benevento. Fatta la doverosa menzione d’onore per lo spezzino Maggiore (foto di copertina), unico marcatore multiplo di giornata, che pareggia da solo la partita della squadra della sua città a Palermo, portando alta anche la bandiera degli Under21, ma di cui ci siamo già occupati in questa rubrica, la vetrina spetta di diritto a colui che ha realizzato il gol che ha sancito il primo verdetto di questo torneo, ovvero Dessena del Brescia. Sì perché, per mettere il marchio sul massimo obiettivo stagionale, le rondinelle hanno deciso di affidarsi all’esperienza di uno dei veterani dal campionato italiano, con una carriera spesa prevalentemente in Serie A, una piccola ciliegina per conferire autorevolezza al tutto. Daniele Dessena, infatti, è un centrocampista classe ’87, nato a Parma e cresciuto calcisticamente nelle giovanili della squadra ducale, fino ad approdare alla prima squadra nel 2004 ed esordire subito in Serie A. Con la squadra della sua città natale gioca 4 stagioni in massima serie, chiudendo con 83 presenze e 5 gol, fino al 2008, quando passa alla Samp in comproprietà. Una stagione in blucerchiato condita con 2 gol, quindi il primo passaggio, in prestito, a Cagliari, meta gradita visto che la Sardegna è la regione d’origine dei suoi parenti. La stagione si chiude positivamente con 3 gol segnati, quindi c’è il ritorno a Genova, dove Di Carlo decide di puntare su di lui. Resta ancora una stagione e mezzo, la prima in massima serie, chiusa con la retrocessione, l’altra metà, dopo che la Samp ha acquistato l’intero cartellino, in B. Poi a gennaio torna in prestito a Cagliari, con diritto di riscatto, cosa che viene messa a punto a fine stagione, così che possa cominciare la parte più importante della carriera del giocatore: 6 stagioni intere (di cui una in B) e 2 mezze, tra gennaio 2012 e gennaio 2019, 7 anni in cui Dessena diventa un simbolo della squadra rossoblù, diventandone anche Capitano. Poi, come detto, a gennaio di quest’anno, dopo 195 presenze e 10 gol segnati accetta di trasferirsi al Brescia. Appena 9 presenze per lui, finora, con la maglia con la V bianca ed un gol, ma il più decisivo di tutti: al 36′ della partita interna con l’Ascoli, col risultato ancora sullo 0-0, riceve palla dalla destra da Bisoli, mette giù il traversone e con un destro batte il portiere avversario per l’1-0 che significherà Serie A.

IL SIGNOR ROSSI PER IL ROSANERO – Il Palermo è diverso tempo che non se la passa bene: i problemi economici sono tanti e non sono stati certo risolti da un passaggio societario che si è dimostrato più ingarbugliato e complesso di quanto preventivato, al punto che forse ora i problemi sono peggiori di quanto si era partiti e qualcuno ventila anche la possibilità di una retrocessione in C. In mezzo a tutto questo la squadra ha cercato di continuare a fare il proprio dovere, riuscendoci solo in parte e complicando una situazione che, ad inizio annata, sembrava una cosa scontata, ovvero la promozione diretta in A. Il lungo periodo di risultati altalenanti non ha giovato alla classifica e ora lo spettro dei play off è dietro l’angolo. Nonostante l’attenuante del giogo rappresentato dalle condizioni extracalcistiche, questo trend deludente è stato alla base dell’allontanamento di Stellone (che già sostituiva Tutino) dalla panchina rosanero. Al suo posto, per cercare di dare la scrollata finale, è stato chiamato uno dei decani del calcio italiano, un tecnico di grandissima esperienza, anche, e soprattutto, nella serie superiore, che a Palermo ha pure già allenato, ovvero Delio Rossi, che ha firmato il suo contratto alla fine della 34^ giornata, dopo il deludente pareggio di Padova. Ex giocatore classe ’60, con una carriera disputata soprattutto nelle serie inferiori, in particolare con la maglia del Foggia, con cui, comunque, ha raggiunto il picco della Serie B, ha appeso le scarpette al chiodo nel ’90, è subito è passato dall’altra parte della barricata, dimostrando fin da subito le proprie capacità: dopo l’inizio in Promozione col Torremaggiore e l’esperienza con le giovanili del Foggia, alla prima tra i professionisti porta la Salernitana dalla C1 alla B e sfiora pure il doppio salto, cosa che, comunque, gli riuscirà 3 stagioni dopo, quando, dopo la parentesi con Foggia e Pescara, entrambe in B, tornato in Campania, porterà i granata in A. In massima serie siederà sulle panchine di Lecce, Atalanta, soprattutto Lazio (qualificazione alla Champions e la vittoria di una Coppa Italia), lo stesso Palermo (qualificazione in Europa League e raggiungimento della Finale di Coppa Italia, persa contro l’Inter), Fiorentina, Samp e l’ultima esperienza, deludente, col Bologna, con l’esonero dopo 10 giornate nonostante la promozione della stagione precedente. Ma Rossi è un tecnico che conosce bene anche la serie B dove, oltre alle esperienze citate, ha allenato anche sulle panchine di Genoa e Lecce, fino al Bologna, l’ultima che ha guidato in serie cadetta, nella stagione 14/15, chiamato a maggio a sostituire Lopez, per chiudere la stagione, come detto, con la promozione in Serie A. Dopo la parentesi bulgara al Levski Sofia (una stagione, la scorsa, chiusa al terzo posto e col raggiungimento della finale di coppa di Bulgaria ed un’altra, l’attuale, partita in modo un po’ deludente e chiusa con l’esonero a luglio dopo 7 partite) è arrivata la chiamata del Palermo per cercare di dare una scossa all’ambiente e, magari, risolvere il discorso promozione durante la stagione regolare. Partenza col freno a mano tirato, con due pareggi, entrambi per 2-2, in casa del Livorno, col pareggio ad 1′ dal 90′, e quello del Primo maggio, interno, con lo Spezia, che ha tenuto i siciliani al terzo posto, ma non ha ancora chiuso le speranze di promozione.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 37^ GIORNATA – Il ritmo serrato di questo frangente di stagione prosegue spedito e, con ancora negli occhi le prodezze tecniche del turno infrasettimanale, si pensa già alla 37^ giornata, 18^ del girone di ritorno, penultima del campionato cadetto, che si svolgerà con un format quasi consueto, salvo la mancanza dell’anticipo del venerdì per ovvi motivi: 5 partite sabato, di cui 4 alle 15 e una alle 18; 3 partite domenica, delle quali 2 alle 15 e una alle 21 e un posticipo lunedì alle 21. Sei punti a disposizione, di cui 3 al termine del turno, quindi con la possibilità di vedere sanciti nuovi verdetti dopo la promozione del Brescia. Il riposo forzato del Lecce potrebbe costituire uno svantaggio per i giallorossi, anche se, conservando, comunque, 4 punti sulla terza, il Palermo, la promozione potrebbe comunque paradossalmente arrivare ugualmente se i siciliani, sabato pomeriggio, non riuscissero a vincere in casa di un Ascoli con le ultimissime cartucce a disposizione per agganciare la zona play off (3-0 al Barbera). Appassionante, come immaginabile, la lotta per i posti play off, che vivrà di scontri diretti e incroci con la salvezza: il Benevento, quarto a 3 punti dal Palermo e con 5 sul Pescara, proverà a dimenticare il passo falso del primo maggio, aspettando, domenica pomeriggio, in casa, un Padova che potrebbe salutare la Serie B (1-0 per gli ospiti all’Euganeo); il Pescara quinto, con 2 punti sul Verona, ritorna dal riposo nella trasferta di sabato pomeriggio in casa del Venezia, quartultimo a pari punti col Foggia terzultimo e a 4 lunghezze dalla salvezza (1-0 all’Adriatico); il Verona, sesto con un punto su Spezia e Cremonese, sarà impegnato sabato sera nello scontro diretto del Tombolato, ennesimo derby veneto, in casa di un Cittadella per ora fuori dai play off per un punto, ma a due lunghezze dal suo avversario di giornata (4-0 al Bentegodi); lo Spezia, settimo a pari punti con la Cremonese e con un punto su Cittadella e Perugia, aspetterà sabato pomeriggio al Picco un Crotone alla ricerca degli ultimi punti per la matematica salvezza, visti i 5 di vantaggio sul quintultimo posto (3-0 per gli ospiti allo Scida); il Perugia, fuori dalla zona spareggi per un solo punto, nel posticipo di lunedì sera farà visita ad un Foggia al momento terzultimo (seppur a pari punti col quartultimo) e con la salvezza lontana 4 punti (3-0 al Curi). L’unica con un impegno al momento indecifrabile è la Cremonese che cercherà di mantenere il posto play off appena acquisito nel match casalingo di sabato pomeriggio contro un Brescia appagato dalla promozione, con la sola velleità di vincere il campionato e di cui, quindi, si dovrà valutare la reale resistenza (3-2 al Rigamonti). Le ultime due partite del programma, entrambe domenicali, invece, avranno implicazioni importanti per la salvezza: al pomeriggio scontro diretto al Picchi tra il Livorno, quintultimo, che vede la salvezza ad appena 3 punti, ma è tallonato ad un punto da quartultima e terzultima e che, quindi, con un passo falso potrebbe piombare nuovamente in zona retrocessione diretta, e il Carpi che si giocherà le ultime speranze di lottare per la salvezza fino alla fine (e oltre) (4-1 per i labronici al Cabassi); in serata la Salernitana, ad appena 3 punti dalla zona pericolosa, proverà a tenere la posizione nel mach dell’Arechi contro un Cosenza senza più nessuna aspirazione di classifica (0-0 al San Vito-Marulla).

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