A tutta B: il rush finale, la precisione svizzera, gli altri due verdetti e B Ready per la 38^

giannetti

RUSH FINALE – Siamo alla soglia dell’ultima giornata e le emozioni non sono ancora finite: i risultati dell’ultimo turno giocato hanno contribuito sì a stabilire qualche altro verdetto, ma anche a creare una situazione così fitta e ingarbugliata, che è  ancora possibile tutto e il contrario di tutto. Ad esempio il Lecce ha probabilmente passato il turno di riposo a maledire di non aver chiuso il discorso promozione a Padova e, anzi, di esserne uscito con 0 punti, visto che la vittoria del Palermo ad Ascoli, a 4′ dalla fine, pone i siciliani (al netto delle decisioni della giustizia sportiva riguardo al brutta posizione della società…) ad un solo punto dai giallorossi, lasciando quindi, ancora completamente aperto lo scenario delle possibilità. Di sicuro c’è che chi perderà il “duello” a distanza sarà di sicuro terzo, con tutti i vantaggi che questo significa in chiave play off, visto che il Benevento, dopo il pirotecnico 3-3 col Padova, con gli ultimi 2 gol, uno per parte, segnati nello spazio di 2′, in pieno recupero, si ritrova a 5 lunghezze dal podio. Lo stesso Benevento, però, è già sicuro di saltare i preliminari, arrivando sicuramente quarto, visto l’altrettanto emozionante 2-2 del Pescara a Venezia, con i padroni di casa che hanno agguantato il pari al 6° minuto di recupero, su rigore, che rende impossibile agli abruzzesi, ora a 5 punti, agganciare i giallorossi. Dal quinto al decimo posto, invece, tutto è possibile: 6 squadre raccolte in 5 punti (di cui, però, 5 in appena 3) con solo 4 posti ancora a disposizione, quelli dei preliminari, in cui il posizionamento influirà su vantaggi e svantaggi delle squadre coinvolte. Ad un solo punto dal Pescara (ma ad appena 2 dal nono posto), infatti, arriva lo Spezia, grazie alla netta vittoria del Picco sul Crotone, mentre un altro punto sotto si colloca il Cittadella, che, con un grande moto d’orgoglio, si ritrova dopo il periodo opaco proprio nel momento più significativo, il derby veneto con il Verona, con un travolgente ed inequivocabile 3-0 che ha il risultato non solo di dimostrare che gli scaligeri in questo finale di stagione sembrano non averne più, ma anche di spingere gli uomini di Aglietti, il sostituto di Grosso, momentaneamente al di fuori della zona play off, seppur a pari punti con una Cremonese che conferma il suo ottimo periodo uscendo con un utile 0-0 dallo scontro casalingo con la freschissima promossa (e vincitrice del campionato) Brescia. Chi esce peggio di tutti è il Perugia: la sconfitta di Foggia stoppa il suo rientro in zona play off e lo pone, ora, a due punti dall’8° posto, con le possibilità di entrare in griglia da giocarsi tutte con la vittoria nello scontro diretto con la Cremonese. In chiave salvezza, invece, sono arrivati altri due verdetti definitivi: il pareggio del Padova e la sconfitta del Carpi nello scontro diretto di Livorno, condannano definitivamente le due squadre alla retrocessione diretta, rendendo incolmabili i, rispettivamente, 7 e 8 punti dalla zona play out. In corsa resta ancora il Venezia, nonostante il terzultimo posto, visti i 2 punti che lo separano dal vittorioso Foggia e i 3 dalla salvezza diretta. Quelli più in forma, soprattutto dal punto di vista psicologico sembrano quelli del Livorno, anche grazie alla vittoria nello scontro diretto, con un gol di Giannetti (foto di copertina) che ha permesso loro di agganciare una Salernitana sempre più allo sbando, dopo la sconfitta interna contro un Cosenza che, praticamente, aveva già finito la sua stagione (cosa che è costata la panchina a Gregucci). Un certo margine di rischio anche per il Crotone, che, dopo la sconfitta, resta con 2 punti sulla zona play out. Ora tutto è rimandato agli ultimi 90 minuti, in cui si decideranno i destini di 14 squadre, con ancora una promozione diretta da assegnare ed una retrocessione diretta da evitare.

PRECISIONE SVIZZERA – Pochissimi movimenti nella parte alta della classifica marcatori, seppur concentrati in due posizioni di rilievo. Con Donnarumma ancora a secco, fermo a 25, sono stati i suoi due più stretti inseguitori a muoversi accorciando le distanze. Anche se sarà difficile schiodare il bomber delle rondinelle dal suo trono con una sola partita da giocare, salvo incredibili exploit, Coda ha almeno dato un’altra limata al gap che lo divideva dal primo posto, segnando una doppietta nei 3 gol con cui il Benevento ha impattato col Padova, portandosi a quota 21. Dietro di lui, dopo qualche tempo, è tornato a muoversi anche Mancuso, autore del momentaneo 2-1 del Pescara a Venezia che l’ha portato a 19 marcature. Fatta la giusta menzione d’onore a Domizzi, l’altro marcatore multiplo di giornata, che ha tenuto vive le speranze del Venezia segnando, su rigore, entrambi i gol (uno al 96′) del pareggio dei veneti contro il Pescara, la vetrina di questa settimana va ad un altro calciatore che con il suo gol ha contribuito a mantenere vive le possibilità di promozione della propria squadra, donando pepe alla disputa dell’ultima giornata, ovvero Haas, che a pochi minuti dalla fine ha regalato la vittoria al Palermo ad Ascoli. Nicolas Haas è un centrocampista classe ’96, nato a Sursee, nel Canton Lucerna, e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Sursee e Lucerna, con cui debutta tra i professionisti nel massimo campionato svizzero nella stagione 14/15. Qui resta per 3 stagioni in cui segna 2 gol, quindi trasloca in Italia, acquistato dall’Atalanta all’inizio della scorsa stagione. In nerazzurro resta per un campionato da 9 presenze, quindi arriva, durante il mercato estivo, il passaggio in prestito al Palermo. Grande la fiducia in lui dei vari allenatori rosanero, che lo schierano in 31 occasioni in questo campionato cadetto. Sabato è arrivato il suo primo gol in Italia, e momento migliore non poteva trovare: all’86’, sul risultato di 1-1, riceve palla al limite da Jajalo, mentre in area e batte il portiere in uscita con un preciso destro per il definitivo 2-1 che vale 3 punti d’oro.

ALTRI VERDETTI – Come c’era da immaginare, con la penultima giornata sono arrivati altri due verdetti, tra quelli meno ambiti. Due sentenze, purtroppo, attese, vista l’estrema difficoltà, in questa fase, che le cose potessero prendere un’altra piega: Padova e Carpi, due squadre accomunate dai colori biancorossi, sono le prime due compagini a retrocedere direttamente in Serie C. Troppo, per entrambe, ormai, il gap che le divide almeno dai play out, 7 punti per i veneti, 8 per gli emiliani, con soli 3 punti ancora a disposizione. Così si interrompono le esperienze, di diversa durata, di due squadre dalla storia ben differente. Il Padova, nato nel 1910 come Associazione Calcio Padova, ha una storia sportiva che ha conosciuto anche tanta Serie A (ben 16 campionati), ma anche tanta B. Ad esempio fu ammesso di diritto alla prima Serie A a girone unico nel 1929, ma già a fine stagione retrocedeva in B. Nel 1932 la prima promozione in A. Nel 1935 la prima retrocessione in C, seguita, nel 1937, dalla prima promozione in B. La serie cadetta è stata la principale serie frequentata negli anni ’30 e ’40, fino al ritorno in A nel 1948, che è diventata la principale categoria frequentata in tutti gli anni ’50, con il picco raggiunto col terzo posto del 1958. Quindi la B negli anni ’60, e i periodi bui della C negli anni ’70, poi un alternarsi tra seconda e terza serie negli ’80 e la stabilità della B nei ’90 fino al 1994, a quando risale l’ultima promozione in A. Due stagioni vissute pericolosamente, prima di retrocedere e cominciare una spirale discendente che lo porta fino alla C2 nel 1999. Tanta C nella prima decade del 2000 fino al ritorno tra i cadetti nel 2009 che lo vede, dopo una salvezza ai play out, andare a giocarsi la promozione ai play off nel 2011. Fino al triste epilogo, con la retrocessione, seguita dal fallimento, nel 2014 e la rinascita come Società Sportiva Dilettantistica Biancoscudati Padova. Quindi la lenta risalita (col passaggio di denominazione a Calcio Padova spa nel 2015) fino alla trionfale promozione in B della scorsa stagione, vincendo campionato e Supercoppa di Serie C. Tanti i nomi conosciuti che hanno militato con la maglia biancoscudata, come quelli di Di Livio, Albertini, Benarrivo, l’istrionico statunitense Lalas, Maniero, El Shaarawy. E un certo Del Piero. Un po’ diversa la storia sportiva del Carpi, nato nel 1909 come Società calcistica Jucunditas Carpi, e che ha visto gran parte della propria esistenza spesa sui campi della terza e quarta serie o dei Dilettanti. Anche per gli emiliani un fallimento, nel 2000 e la ripartenza dall’Eccellenza. La scalata è stata lunga e si è protratta per tutti i primi anni 2000, ma è sfociata nella prima storica promozione in B nel 2013 seguita dall’ancor più storica, quanto inaspettata, seppur giunta alla fine di un campionato dominato dall’inizio alla fine, e vinto, nel 2015. La permanenza in massima serie è durata una sola stagione, ma ha contribuito a far sì che i biancorossi fossero inseriti nelle griglie dei favoriti alla promozione nelle stagioni successive, la prima delle quali, infatti, chiusa con la sconfitta in finale play off pur partendo dal 7° posto in stagione regolare. Tra i giocatori celebri che hanno vestito la maglia del Carpi spicca, sicuramente, Salvatore Bagni, che qui è nato calcisticamente. Entrambe le squadre cominciavano la stagione con buone prospettive: il Carpi per il solito discorso di quell’alone di credibilità creato e consolidato in questi ultimissimi anni vissuti a livelli molto alti; il Padova per la spinta data dall’ottima e trionfale annata vissuta nello scorso campionato, oltre alle buone prestazioni offerte da quasi tutte le squadre neopromosse nelle ultime stagioni. E, invece, fin da subito per entrambe è stata una tribolazione, con risultati deficitari e una militanza quasi continua nelle zone più basse della classifica, con pochi (e limitati nel tempo) momenti di risveglio. Agli emiliani non è servito il richiamo alla base dello storico Mister Castori, l’allenatore della promozione e degli anni migliori, dopo la brevissima parentesi Chezzi delle prime tre giornate. I veneti hanno visto alternarsi quattro conduzioni tecniche, Bisoli, Foscarini, ancora Bisoli e Centurioni per queste ultime giornate, senza che nulla sia cambiato. Così, con una giornata d’anticipo, è arrivata la contemporanea retrocessione, triste epilogo annunciato. Ad entrambi i migliori auguri di un pronto ritorno in Serie B.

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B READY, PER ESSERE PRONTI PER LA 38^ GIORNATA – Siamo dunque alla resa dei conti: è arrivata l’ultima giornata della stagione regolare, quella in cui verranno emessi tutti gli ultimi verdetti ancora mancanti. Al termine del 38° turno, 19° del girone di ritorno, sapremo chi sarà l’altra squadra a salire direttamente in A, l’altra che retrocederà direttamente, chi saranno le 6 squadre che si contenderanno i play off e di queste chi salterà il preliminare e chi lo giocherà, invece, in casa e chi, infine, cercherà l’ultima speranza di permanenza attraverso i play out. Tutti in campo alle 15 di sabato, in contemporanea, con l’eccezione del Cosenza che il suo campionato l’ha già concluso con una giornata d’anticipo. Come detto c’è da decidere chi salirà direttamente in A e per questo aspetto due saranno le partite sotto i riflettori: il match del Via del Mare, dove il Lecce, attualmente secondo, attenderà uno Spezia che da una parte potrebbe aspirare al quinto posto, ma dall’altra deve evitare di scivolare fuori dalla zona play off, il cui baratro dista appena 2 punti (1-1 al Picco); il Palermo, staccato di una sola lunghezza dai pugliesi, ospita il Cittadella, che dallo Spezia dista un solo punto, ma altrettanti lo separano dall’uscita dalla zona spareggi (ospiti vittoriosi 1-0 al Tombolato). Quindi due impegni per nulla agevoli con squadre impegnate nella lotta ai posti per il post-season, le quali vedranno inequivocabilmente i propri destini legati ai risultati anche di altri incontri cruciali: il Pescara proverà a difendere il quinto posto, attendendo all’Adriatico una Salernitana in crisi sempre più nera, ma che non può sbagliare ulteriormente per non essere coinvolta in piena zona retrocessione e che vedrà l’esordio di Menichini sulla panchina (abruzzesi corsari con un 4-2 all’Arechi); Perugia e Cremonese si incontrano in un appassionante scontro diretto al Curi da dentro o fuori, col Perugia che può solo vincere se vuol sperare ancora di agguantare i play off e i grigiorossi che vogliono a tutti i costi difendere la posizione acquisita al termine di un’appassionante rimonta (4-0 allo Zini); il Verona prova a dare un colpo di coda alla crisi che l’ha portato fuori dalla zona spareggi, giocandosi l’ultima chance di rientrare nel non semplice match del Bentegodi contro un Foggia che non può sbagliare se non vuol finire in C direttamente (2-2 allo Zaccheria). E visto che si parla di salvezza, non mancheranno i match decisivi per la permanenza o l’addio: Venezia e Livorno, terzultima e quintultima, separate da 3 punti, si giocano tutto nelle medesime condizioni visto che i veneti proveranno a sfuggire dalla retrocessione diretta in casa del Carpi già retrocesso (1-1 al Penzo), mentre i labronici proveranno a restare in B senza dover passare dagli spareggi in casa di un Padova nelle stesse condizioni degli emiliani (1-1 al Picchi). L’orgoglio e la voglia di lasciare bene il campionato di queste due squadre potrebbero mettere più di un bastone tra le ruote delle pericolanti e fare il gioco, invece, del Crotone, che, dal canto suo, ospiterà in casa un Ascoli senza più nessun obiettivo (3-2 al Del Duca). Ultima partita del programma, del tutto priva di significati di classifica, quella del Rigamonti tra un Brescia già in A e che ha pure già vinto il campionato, e il Benevento, già sicuro del quarto posto (1-1 all’andata).

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