A tutta B: sentenze e sentenze, una media gol altissima, l’anno dei lupi e B Ready per i preliminari

Di-Carmine-Verona-Foggia-2-1

CI SONO SENTENZE… – Ed alla fine anche la stagione regolare si è conclusa ed ha emesso i suoi ultimi verdetti, alcuni definitivi, alcuni che fanno da premessa al post season che dovrà dare le ultime sentenze della stagione cadetta. Intanto è stato espresso il verdetto più atteso, ovvero la seconda squadra ad accedere direttamente in Serie A che è stata il Lecce, al termine della partita con lo Spezia che, indirizzata già nel primo tempo con due gol, si è trasformata in una grande festa, solo parzialmente intaccata dal gol nel secondo tempo di una comunque buona squadra aquilotta, grazie ad una cornice di pubblico da grandi palcoscenici, con uno stadio strapieno e tifosi di ogni età a spingere la propria squadra verso la massima serie. A nulla sono serviti gli sforzi del Palermo che, comunque, non è riuscito ad andare oltre il pareggio interno col Cittadella, con una rimonta degli ospiti dal 2-0 del primo tempo, segnato nel giro di 2′, tra il 21′ e il 23′, che è servito solo a conservare il terzo posto dei siciliani, posizione di tutto riguardo nella griglia play off. Griglia play off che ha visto la conferma al quinto posto del Pescara, vittorioso in modo netto all’Adriatico su una Salernitana sempre più disperata, il balzo del Verona, che col 2-1 al Foggia, a meno di 10′ dalla fine, ha riscavalcato lo Spezia il quale, nonostante la sconfitta pugliese ha conservato il suo posto nei play off, venendo anche agganciato dal Cittadella (che, però, supera in classifica grazie al vantaggio negli scontri diretti, entrambi a favore dei liguri in corso di stagione). Il pareggio dei veneti è costato la beffa al Perugia, che, nonostante la vittoria nello scontro diretto con la Cremonese, che ha chiuso ogni sogno dei grigiorossi, si è visto chiudere in faccia la porta della zona spareggi per un solo punto. In griglia anche il Benevento, che, però, era già sicuro del quarto posto e che si è solamente preso la soddisfazione di rovinare la festa al Bresca al Rigamonti, portando via la posta piena in un match ricco di gol. In coda alla classifica è arrivato l’altro verdetto di fine stagione regolare, ovvero la retrocessione diretta del Foggia, che, con la sconfitta di Verona non è riuscito ad evitare il terzultimo posto. A giocarsi i play out, invece, la Salernitana quartultima, e il Venezia, rimasto quintultimo, nonostante il colpo di Carpi con l’exploit di Zigoni, dopo il pareggio del Livorno a Padova, che ha permesso la salvezza diretta dei toscani per un punto. In scioltezza il Crotone, cui bastava un solo punto e che, invece, ha chiuso alla grande con un 3-0 ad un Ascoli senza motivazioni di classifica. A riposare nell’ultima giornata era il Cosenza. Così la stagione regolare si è chiusa con le promozioni dirette di Brescia e Lecce, l’ingresso diretto in semifinale di Palermo e Benevento, i due preliminari Pescara-Cittadella e Verona-Spezia, la retrocessione diretta di Foggia, Carpi e Padova e il play out tra Venezia e Salernitana. O, almeno, questo è quello che ha detto il campo alla fine della 38^ giornata

…E SENTENZE – Sì, perché ci sono state le sentenze date dal campo, ben elencate prima, e, poi quelle che, invece, sono arrivate dalla giustizia sportiva ed hanno ribaltato completamente la situazione. Infatti, a causa dell’inchiesta sul falso in bilancio che avrebbe caratterizzato le ultime 3 annate del Palermo, i rosanero sono stati declassati all’ultimo posto in classifica, con conseguente retrocessione diretta in Serie C. Questo, ha, ovviamente mutato gli scenari della griglia play off, con il Benevento che è salito al terzo posto e il Pescara che l’ha raggiunto tra le squadre che salteranno il turno preliminare, il quale, ora, sarà caratterizzato da due partite del tutto diverse, con il Verona, quinto, che aspetta il Perugia, ottavo, e, quindi, riammesso nella griglia play off, e lo Spezia, sesto (che, avrebbe dovuto giocare, invece, in trasferta), che ospiterà il Cittadella settimo. La cosa più sconvolgente, però, arriva dalla zona bassa della classifica, dove il Palermo farà compagnia a Padova, Carpi… e Foggia, visto che si è deciso per la mancata disputa del play out, confermando la retrocessione che era arrivata dal campo. Sorvolando sul fatto che tutto questo sia accaduto a ridosso della disputa dei play out, col rischio di vederli slittare (sorprendente da questo punto di vista, il polso con cui è stato deciso di andare subito dritti al sodo, non lasciando spazio ai ricorsi), nonostante si stia parlando di un illecito che viene, a quanto pare, perpetrato da tre anni e di cui si è scoperto qualche tempo fa, cosa che suona un po’ come quello che va a comprare i regali di Natale alle 18.50 della Vigilia, ma quello che lascia davvero perplessi sono le decisioni prese, prima fra tutte quella della non disputa dei play out che, oltre a suonare strana, alla luce di quello che si è fatto dall’altra parte della classifica, lascerà, ovviamente, spazio per lungaggini burocratiche, ricorsi, appelli e contrappelli che non faranno altro che ingarbugliare di più una situazione già piuttosto ridicola così. E che, andandosi a sommare alle cervellotiche decisioni di inizio stagione, che hanno portato alla disputa di un campionato a 19 squadre, oltre a testimoniare, forse, un po’ troppo pressapochismo e superficialità, ha, di sicuro, dimostrato che questo campionato è nato sono una pessima stella…

UNA MEDIA GOL ALTISSIMA PER LA SALVEZZA – Nessuna rivoluzione in classifica marcatori all’ultima giornata: Capocannoniere del campionato cadetto, seppur restando a digiuno anche nell’ultimo turno, è Donnarumma del Brescia che chiude con 25 gol. Sul secondo gradino si siede Coda del Benevento che aveva approcciato una piccola rimonta in queste ultime giornate, non proseguita nell’ultima, che gli ha permesso, comunque, di chiudere la stagione con un ottimo bottino di 21 reti. Sul terzo gradino colui che a lungo ha rivaleggiato con il bomber bresciano per la prima parte del torneo, ovvero Mancuso, che chiude con 19 gol, anche lui senza ulteriori rimpinguamenti dell’ultimo momento. Così gli unici movimenti di giornata si assistono alla base del podio, con La Mantia che col gol del momentaneo 2-0 del Lecce sale a 17 e la coppia Simy-Nestorovski che, grazie, rispettivamente, alla rete dell’1-0 del Crotone ad Ascoli e dell’1-0 del Palermo con il Cittadella, sale a 14, abbandonando Mancosu a quota 13. Fatte le ultime doverose menzioni d’onore per Armenteros, autore di una doppietta nei 3 gol segnati dal Benevento a Brescia, Vido, che di reti ne segna due delle 3 del Perugia alla Cremonese, e Di Carmine, che da solo rimonta il Foggia al Bentegodi, la vetrina di questa ultima giornata spetta a chi ha saputo fare meglio di tutti loro, mettendo a segno addirittura una tripletta per portare 3 punti fondamentali alla sua squadra, rivelatisi addirittura d’oro dopo le sentenze di questi giorni, ovvero Zigoni del Venezia. Gianmarco Zigoni è un attaccante classe ’91, nato a Verona e figlio d’arte, essendo il rampollo di Gianfranco, genio e sregolatezza di Juve, Roma e Verona negli anni ’70. Cresciuto nei settori giovanili di Opitergina, Treviso, Milan e Genoa, esordisce tra i professionisti con la squadra veneta in B, con 18 presenze e 2 gol nel 2008/09 e ne colleziona anche una in massima serie con la maglia rossonera. Con la Primavera del Genoa (che ha il suo cartellino in comproprietà con il Milan), invece, vince la Supercoppa Italiana. Dopo 6 mesi in prestito al Frosinone in B, tra gennaio e giugno 2011 (1 gol), il Milan lo riscatta e comincia a mandarlo in giro in prestito: una stagione ad Avellino in Lega Pro, in cui comincia a mostrare il suo valore, chiudendo con 11 gol; 6 mesi alla Pro Vercelli in B (1 gol) ed altri 6 nuovamente con i lupi, dove contribuisce alla promozione in B con altri 6 gol; una stagione a Lecce (9 gol); 6 mesi a Monza (1 gol), quindi l’importante esperienza con la Spal, in cui si ferma 2 stagioni e mezza, tutte condite con 11 gol, diventando uno dei protagonisti della doppia promozione che tra il 2015 e il 2017 riporta i biancazzurri in A. Non segue, però, i ferraresi in massima serie, perché a luglio 2017 passa in prestito con obbligo di riscatto al Venezia, dove ha giocato tutta la scorsa stagione di B, come titolare quasi inamovibile (40 presenze, condite con 6 gol), mentre in quella attuale, anche a causa di una serie di infortuni non è sceso praticamente mai in campo. Solo 4, infatti, le presenze per lui in questo campionato, ma con un exploit alla fine, che è suonato come riscatto personale (conferendogli anche una media gol altissima), ed è risultato di fondamentale importanza per i lagunari: al 64′ della partita di Carpi, con i padroni di casa avanti già per 2-0, accorcia le distanze anticipando il portiere avversario in uscita all’altezza del dischetto del rigore, scavalcandolo con un pallonetto; all’89 pareggia con un colpo di testa sul secondo palo e al 92′ chiude la rimonta ancora di testa su un calcio d’angolo dalla destra che regala i tre punti agli arancioneroverdi che vorranno dire play out, prima di diventare vera a propria salvezza dopo la sentenza sul Palermo.

L’ANNO DEI LUPI – E così, alla fine, è arrivato anche il secondo verdetto di alto livello di questo campionato, con il Lecce che (anche senza le beghe giuridiche del Palermo) ha conquistato la promozione diretta in Serie A. Così dopo 7 stagioni i giallorossi tornano ad una categoria che tanta parte ha avuto nella storia di questa società, soprattutto nella seconda metà, con ben 15 partecipazioni. Nata nel 1908 come Sporting Club Lecce, ha visto la sua prima promozione in B nel 1929. Gli anni ’30 sono anni bui, con la retrocessione in C, la radiazione, la nascita di due società militanti nelle serie minori, la ricomparsa dopo la riaffiliazione alla FIGC del 1934, senza che però i problemi societari si plachino, fino alla fusione del 1939 con l’A.C. Salento, a formare l’Unione Sportiva Pro Lecce, che diventa Unione Sportiva Lecce nel 1940. Tra il ’40 e il ’76 tantissima C, con anche alcune puntate in quarta serie. Riconquistata la B, la mantiene fino al 1985, quando arriva la prima promozione in A. Da allora, fino al 2012, è stato un alternarsi, con durate variabili, tra le prime due categorie. Poi, al termine della stagione 11/12, chiusa al 18° posto, arriva la retrocessione in Lega Pro per illecito sportivo, nell’ambito del Calcioscommesse, l’inizio di un lungo calvario in terza serie che si è concluso solo in queste due ultime stagioni, in cui i salentini sono stati in grado di compiere un meritato doppio salto. Stagione cominciata con le giuste ambizioni che una società di questo blasone poteva avere in B, sotto la guida dell’esperto Liverani, ci ha messo un po’ a calibrarsi con la categoria e a capirla in modo da farla propria e cominciare una lenta risalita che è culminata con la conquista del secondo posto nelle ultime giornate, protetto fino alla fine, coronando una cavalcata storica nel tripudio giallorosso di un Via del Mare pieno all’inverosimile.

B READY, PER ESSERE PRONTI AI PRELIMINARI PLAY OFF – Alla fine delle vicissitudini giudiziarie si parte e lo si fa con la disputa dei preliminari dei play off, da giocarsi tra stasera e domani sera, alle 21, rispettivamente tra la sesta e la settima della stagione regolare e tra la quinta e l’ottava, con il vantaggio per le squadre in casa di avere due risultati a disposizione, potendosi accontentare anche del pareggio, nel qual caso farebbe fede la posizione in classifica finale. Si comincia stasera al Picco tra lo Spezia e il Cittadella. Gli aquilotti sono reduci da una buona stagione, vissuta sempre nella parte medio alta della classifica praticamente sempre il lotta per un posto play off, con puntate anche di buon calcio, come dimostrato nella fase centrale della stagione in cui i liguri erano tra le squadre che esprimevano il gioco migliore della categoria. Ha raccolto, comunque, meno di quanto avrebbe potuto, complicandosi la vita a diverse riprese, al punto da dover soffrire fino all’ultima giornata per avere la sicurezza di un posto, conquistato, comunque, nonostante la sconfitta di Lecce. Destinato a giocare il preliminare in trasferta a Verona, dopo il caso Palermo si è ritrovato a giocare in casa. Il Cittadella ha disputato un altro buon campionato d’alta classifica come gli ultimi, anche lui sempre in lotta per i play off, con un andamento ad ondate, tra momenti in cui i risultati gli arridevano e riusciva a consolidare il proprio posto ed altri in cui il susseguirsi di altri deludenti rischiava di estrometterlo dalla griglia. Anche grazie alla convincente vittoria nel derby veneto col Verona alla penultima, si è conquistato il suo posto all’ultima giornata. Destinato comunque alla trasferta, è passato da quella di Pescara quando era ottavo a quella della Spezia da settimo. Due vittorie per gli aquilotti in stagione regolare, entrambe per 1-0. Domani saranno di scena, al Bentegodi, Verona e Perugia. Stagione tra luci (poche) e ombre (fin troppe) quella degli scaligeri che erano dati tra i favoriti per la promozione diretta e, invece, si sono trovati, soprattutto nella seconda parte, a disputare un campionato travagliato. Dopo la buona partenza, infatti, culminata anche con un tentativo di fuga al primo posto, i risultati hanno cominciato a farsi deficitari, tanto da mettere persino a rischio la partecipazione ai play off in queste ultime giornate, che, difatti, hanno visto anche l’alternanza tra Grosso e Aglietti sulla panchina veneta. Con un colpo di coda nell’ultima giornata, dopo la sconfitta nel derby, è riuscita a conquistarsi l’ingresso, ottenendo anche un buon sesto posto, diventato quinto in questi giorni. Il Perugia è la squadra che più deve ringraziare le vicissitudini del Palermo, essendo rientrata in corsa da ottava solo grazie alla retrocessione dei siciliani. Una stagione strana quella degli umbri, partiti molto bene, tra le squadre che esprimevano il calcio migliore, e poi persasi per strada nella seconda parte del campionato, fino alle tribolazioni di queste ultime settimane che erano culminate con l’esclusione dalla post season per un solo punto. Fino al rientro dalla porta di servizio. Anche qui duplice affermazione, e sempre per 2-1, per i veneti in stagione regolare.

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *