A tutta B: il Veneto in finale, il punitore di ex, l’uomo della svolta, la farsa che continua e B Ready per la finale

diaw

ALTRO CHE CLASSIFICA: IL VENETO E’ IN FINALE – La serie B non si sottrae alle sorprese neppure nel suo post season, quando ci si aspetterebbe di veder confermate le gerarchie di una stagione. Si partiva con le semifinali, in cui due squadre meglio posizionate in classifica e che, per questo motivo avevano saltato il preliminare, reduci da un finale di stagione positivo, che ne aveva consolidato le posizioni (soprattutto dopo lo scandalo Palermo), affrontavano due compagini provenienti dal turno di qualificazione e che avevano disputato un finale di stagione altalenante, che a tratti ne aveva persino messo in dubbio la partecipazione ai play off. Quello che si pensava il più scontato dei pronostici, invece, si è ribaltato completamente a favore delle squadre messe peggio in classifica, che ora si affronteranno in una sorprendente finale giocata sotto la bandiera del Veneto. E dire che la prima delle due sfide, quella che vedeva di fronte il Cittadella, settimo, e il Benevento, terzo, sembrava fin da subito rispettare i pronostici. Nell’andata al Tombolato, infatti, i campani partivano subito forte e, nonostante lo svantaggio subito al 10′ per un gol di Proia, trovavano le forze per un sorpasso nel secondo tempo, anche favorito dall’espulsione dello stesso autore del gol, grazie ad uno show di Insigne che, subentrato, prima segnava il pareggio al 76′ e, poi, all’83’ metteva sulla testa di Coda il gol del vantaggio, portato fino alla fine nonostante l’espulsione di Armenteros. Insomma tutto sembrava rispettare le gerarchie di una classifica che aveva visto il Benevento sempre in lotta per le posizioni migliori della classifica, fino a sfiorare la promozione diretta, e il Cittadella alla ricerca di un posto play off, con lunghi tratti difficoltosi, al punto da far rischiare una non partecipazione agli spareggi, acquisiti solo all’ultima giornata, da ottavo, poi migliorato a settimo dopo l’esclusione del Palermo. E, invece, la gara di ritorno ha dimostrato che quanto ottenuto nel preliminare al Picco, al primo ribaltamento di pronostico, non era stato solo un episodio fortunato, ma i primi passi di un nuovo Cittadella, con una consapevolezza diversa dei propri mezzi. Al Vigorito, infatti, nonostante un’ottima partenza dei padroni di casa, pure in gol, ma annullato, i primi a segnare, in contropiede, sono stati proprio gli ospiti con Diaw. Il colpo è stato sentito dai padroni di casa che, complice anche un, ancora una volta, straordinario Paleari tra i pali veneti, non sono riusciti a reagire ma, anzi, dopo un palo di Siega, hanno subito pure il raddoppio ad opera di Panico (con deviazione di Viola) in finale di primo tempo. Mentre con l’1-0 i campani avrebbero potuto ancora passare, il 2-0 ha reso necessario il gol, almeno per pareggiare il risultato dell’andata e sfruttare la miglior classifica. E, invece, in apertura di ripresa, è arrivato addirittura il 3-0, ad opera del solito Moncini, addirittura di tacco per il 3-0 che ha cancellato i sogni dei giallorossi. Dopo l’annullamento del 4-0 con il VAR, ancora uno straordinario Paleari su Insigne, a vanificare ogni possibilità di ritorno a 10′ dalla fine, e 8′ di recupero, la partita si è chiusa e il Cittadella è volato per la prima volta in finale. Nell’altra semifinale, invece, si affrontavano il Pescara, che aveva chiuso la stagione quarto, dopo la promozione post-Palermo, e il Verona, che, invece, dopo il quinto posto finale, aveva rispettato il pronostico del suo preliminare, eliminando il Perugia. L’andata al Bentegodi era stata tanto spettacolo ed occasioni, ma nessuna realizzazione, visto che nei 90′ le due squadre si erano affrontate a viso aperto, sfiorando più volte il vantaggio con i soliti Mancuso e Di Carmine sugli scudi, fermati da difese e portieri in ottima serata. Lo 0-0, quindi, era stato il risultato finale, rimandando tutto ad una gara di ritorno in cui i padroni di casa avrebbero potuto sfruttare tutti i vantaggi che la posizione in classifica poteva dar loro. Anche la partita dell’Adriatico non ha tradito le attese, con un primo tempo, in cui, però, a farla da padrone sono stati gli ospiti, addirittura in gol, annullato dal VAR per fuorigioco. Nella ripresa, invece, c’è stata una girandola di occasioni da entrambe la parti, con Marras, due volte, Memushaj e Mancuso sugli scudi, fino all’atterramento di Di Carmine ad opera di Scognamiglio in area e la trasformazione da parte dello stesso attaccante per il gol che è valso l’accesso in Finale.

Image and video hosting by TinyPic

IL PUNITORE DI EX – E proprio al bomber scaligero è dedicata la vetrina di questa settimana, visto il peso che sta avendo in questi play off, in cui, con gol chirurgicamente piazzati, e non solo, ha contribuito, finora, in modo determinante all’accesso in finale della sua squadra. Samuel Di Carmine è un attaccante classe ’88, nato a Firenze e cresciuto nelle giovanili viola, con cui esordisce in A (2 presenze), nel 2006/07. La Fiorentina lo manda in prestito per alcune stagioni, al QPR, in seconda divisione inglese (una stagione, 2 gol), Gallipoli (una stagione, primi 2 gol da professionista in Italia) e Frosinone (una stagione), entrambe in B. Nel 2011 passa al Cittadella, dove resta due stagioni, da 8 e 6 gol, una in comproprietà con i viola e una dopo riscatto dei veneti alle buste, quindi due stagioni alla Juve Stabia, una in B (6 gol) e una in Lega Pro (14 gol). Nel 2015, infine, l’approdo al Perugia, la squadra con cui sale agli onori delle cronache: dopo una stagione incerta, in cui, dopo 6 mesi e 3 gol segnati, va in prestito all’Entella, dove segna lo stesso numero di gol, l’esplosione, portando i grifoni per due volte ai play off, la prima stagione con 13 reti, la seconda addirittura con 22, che, non solo lo rende uno dei migliori marcatori del campionato di B 17/18, ma, addirittura, il migliore in assoluto in singola stagione degli umbri. Da quest’estate è in prestito con obbligo di riscatto al Verona, dove ha disputato una stagione in chiaroscuro, con appena 8 reti segnate, per scatenarsi nel post season: nel preliminare ha aperto le marcature con una bellissima azione, stop al limite-giro su se stesso di 180°-sinistro all’angolino, per di più proprio contro la sua storica e fresca ex squadra, il Perugia, impedendo che il gol degli umbri a pochi minuti dalla fine diventasse una beffa, consentendo ai suoi di dilagare nei supplementari; in semifinale è stato una spina nel fianco della difesa biancazzurra sia nella gara d’andata che in quella di ritorno, nella quale, dopo essersi visto annullare un gol su azione nel primo tempo per fuorigioco, si è procurato ed ha realizzato il rigore della vittoria qualificazione. Ora lo aspetta il match contro il Cittadella, ancora una sua ex. E se è stato così spietato contro una squadra con cui aveva un così forte legame, in casa granata faranno bene a fare qualche scongiuro in più…

Image and video hosting by TinyPic

L’UOMO DELLA SVOLTA – E’ innegabile che il Verona abbia disputato una stagione al di sotto delle aspettative. Grandi erano le speranze nutrite in terra veneta di un repentino ritorno in massima serie, possibilmente senza doversi perdere in lungaggini poststagionali. La rosa era importante, con un mix di giocatori di esperienza e di giovani dalle interessanti prospettive, affidata nella mani di un tecnico emergente che, comunque, conosceva già bene la categoria, come Fabio Grosso. E, invece, proprio il tecnico ex Campione del Mondo è stato individuato come l’anello debole di un ingranaggio che, a più riprese in corso di stagione, ha stentato, al punto da mettere a repentaglio persino la stessa partecipazione ai play off. Con una panchina traballante dalla seconda parte del campionato in poi, cioè da quando si è capito che i primi due posti cominciavano ad essere troppo lontani, Grosso si è più volte salvato con colpi di coda e risultati ad effetto. Ma nulla ha potuto alla terzultima giornata quando, con la sconfitta interna ad opera del Livorno, squadra in lotta per la salvezza, persino il posto nella griglia spareggi ha cominciato a farsi pericolante. Quello è stato il canto del cigno dell’ex difensore ed al suo posto è stato chiamato Alfredo Aglietti. Anche Aglietti è un ex giocatore, attaccante classe ’70 che ha giocato anche in A con le maglie di Napoli e proprio Verona (e che verrà ricordato anche per aver segnato il secondo gol del Pontedera nell’amichevole vinta dalla squadra di C2 contro l’Italia di Sacchi nel ’94), e che dal 2004, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, è diventato un allenatore, con una buona esperienza proprio nella serie cadetta. Infatti, dopo gli inizi in squadre di Serie D, Rondinella (la stessa squadra in cui cominciò da giocatore), Sestese e Viareggio (portato in C2) ed una parentesi alla Primavera della Samp, dal 2010 ha allenato esclusivamente in Serie B: 2 stagioni ad Empoli; una e mezza al Novara (nella prima subentra con la squadra in zona retrocessione e la porta a disputare la semifinale play off); dopo più di un anno di pausa, una stagione e mezza all’Entella (subentra la prima stagione, non riuscendo a salvare la squadra ai play out, ma venendo comunque ripescata per la successiva dove i liguri diventano una squadra rivelazione, che sfiora l’accesso ai play off); una stagione ad Ascoli e, infine, un poco esaltante ritorno all’Entella tra novembre e maggio della scorsa stagione. Fermo all’inizio di questa, è stato chiamato alla penultima giornata per cercare di salvare il salvabile sulla panchina scaligera. Inizio da brividi, con la clamorosa sconfitta al Tombolato nel derby col Cittadella, ma vittoria all’ultima giornata che, non solo qualifica i veneti ai play off, ma lo fa con il quinto posto, dando il vantaggio del match casalingo nei preliminari. Il sogno è quello di far meglio di un illustre predecessore, Oddo, che prese il Pescara all’ultima giornata, quando sembrava essere un miraggio la partecipazione ai play off, e non solo la portò agli spareggi, ma la condusse in Finale, ad una traversa dalla Serie A. La strada buona sembra averla imboccata, visto che, dopo aver fatto suo il preliminare col Perugia, ha ribaltato il pronostico nella semifinale col Pescara ed ora si gioca la Finale col Cittadella col vantaggio della posizione in classifica.

Image and video hosting by TinyPic

LA FARSA CONTINUA – Non c’è pace per questo malnato campionato di Serie B. Quando tutto sembrava essersi (grottescamente) risolto con le sentenze di fine campionato, che sancivano la retrocessione in C del Palermo per lo scandalo del falso in bilancio protratto negli ultimi 3 anni, oltre a quella diretta del Foggia senza la disputa dei play out, situazione che già di per sé aveva sollevato un polverone e apriva le porte ad una ridda di ricorsi, è arrivata la notizia di una nuova sentenza che sconvolge nuovamente tutto. La Corte d’Appello della FIGC ha, infatti, deciso di penalizzare di soli 20 punti il Palermo, cosa che consente ai siciliani di mantenere la B, e di riammettere la disputa dei play out, che, così, si dovranno disputare tra Salernitana e Venezia, mentre il Foggia vede confermata, così, la sua retrocessione diretta in C. Una decisione farsesca che, non solo crea ulteriore confusione, con il richiamo sul campo di società che già consideravano chiusa la stagione e programmavano la B per il prossimo anno, ma crea anche un brutto precedente che dà un messaggio distorto, quello che si può infrangere le leggi anche per più anni consecutivi, arrivando perfino ad avere dei vantaggi economici (il paracadute della retrocessione dalla A) quando non si avrebbero avute neppure le credenziali per iscriversi al torneo, e nonostante questo farla franca. Oltre al fatto che, visti i  gravi problemi economici in cui, comunque, il Palermo si trovava nell’ultima parte del campionato, se questi non venissero risolti e i rosanero dovessero pure fallire, cosa accadrà durante l’estate? Come ci si porrà di fronte alla marea di ricorsi che, probabilmente, verranno presentati? Ci dovremo aspettare un’altra stagione monca giusto appena riportata alla parità? Insomma la farsa sembra destinata a non finire ancora…

Image and video hosting by TinyPic

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA FINALE PLAY OFF – E così si è giunti al capitolo finale della stagione 18/19 del campionato cadetto (o almeno per quello che riguarda l’obiettivo principale, visti gli strascichi che la finale play out potrebbe ancora avere…): la Finale dei play off da disputarsi in gare di andata e ritorno tra giovedì 30 maggio e domenica 2 giugno. Ad affrontarsi, come detto, il Verona e il Cittadella in uno dei derby veneti più importanti della storia, tra due squadre che hanno sovvertito quasi ogni pronostico. Da una parte gli scaligeri, coloro che erano imputati per una risalita diretta in A da dove erano appena retrocessi, e che, invece, hanno disputato una stagione altalenante e, a dire il vero, piuttosto deludente, che, dopo il tentativo di fuga al primo posto fallito nella prima parte del campionato, ha vissuto di tribolazioni ad ondate che non hanno fatto altro che creare una classifica deficitaria ed indispettire tifosi e società, al punto che, a poche giornate dalla fine, la testa di Grosso è saltata a favore di Aglietti. Un, tribolato, sesto posto finale, poi diventato quinto, che ha regalato, almeno, il vantaggio del campo nel preliminare col Perugia (sostituto dello Spezia dopo il declassamento del Palermo). In realtà quello che si è presentato ai nastri di partenza degli spareggi è stato un Verona diverso, maggiormente sicuro dei propri mezzi, come dimostrato sia nel preliminare, superato in modo autoritario, nonostante lo strascico dei supplementari, che nella semifinale, dove partiva con lo svantaggio della classifica rispetto al Benevento. Dall’altra il Cittadella, quello che partiva con i peggiori favori del pronostico alla griglia di partenza play off. Stagione d’alta classifica,  ma con fin troppe incertezze nella seconda parte che, a tratti, ne avevano messo a rischio perfino la partecipazione ai play off ed un ottavo posto finale, poi diventato settimo, che la poneva in serio svantaggio già a partire dal preliminare, giocato al Picco di La Spezia. E, invece, dopo aver espugnato il Golfo, gli uomini di Vivarini si sono permessi di superare il Benevento, la squadra meglio posizionata nella classifica finale, grande favorita perfino per la promozione diretta e che i veneti li aveva battuti 2 volte in stagione (esattamente come aveva fatto lo Spezia…), e nonostante che avessero perso l’andata al Tombolato. Ora le due squadre si ritrovano per la Finale dopo 14 precedenti. Nei 12 giocati prima di questa stagione, 7 le affermazioni del Cittadella (di cui 5 al Tombolato e 2 al Bentegodi), 1 pareggio (a Verona) e 4 del Verona (3 in casa e 1 in trasferta). In stagione regolare l’incontro è avvenuto alla 18^ giornata con le due squadre che si sono divise i punti in palio: all’andata, al Bentegodi, netta affermazione del Verona per 4-0, al ritorno, al Tombolato, partita d’esordio di Aglietti sulla panchina scaligera, il Cittadella ha quasi restituito il favore, con un 3-0 netto che ha fatto suonare più di un campanello d’allarme in casa gialloblu, innervosendo i tifosi e mettendo a rischio i play off fino all’ultima giornata. Si comincia giovedì 30 maggio alle 21 al Tombolato, si chiude il 2 giugno, alle 21.15, al Bentegodi, con il Verona che godrà dei vantaggi dati dalla miglior posizione in classifica.

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *