A tutta B: ex Milan in paradiso, lo squalo Forte, Volpi discordanti e B Ready per la 27^

EX MILAN (E CAMPIONI DEL MONDO) IN PARADISO – Non finiremo mai di dirlo, ma il bello della Serie B resta la sua grandissima imprevedibilità, con gli scenari destinati a cambiare a cadenza quasi settimanale. Al termine di questa giornata, di un campionato che ha sempre il solito padrone, il Benevento di Inzaghi, ad esempio, sul secondo gradino del podio, in solitario, siede il Frosinone di Nesta che, con l’importantissima vittoria di misura nello scontro diretto con la Salernitana, non solo conferma la sua posizione di prestigio nella griglia che porterà alla Serie A diretta, ma addirittura la consolida, portando a 3 i punti sulla più diretta inseguitrice, il Crotone, che, nell’anticipo di venerdì, espugna il campo dell’Entella, stabilizzandosi al terzo posto e assestando un’ulteriore spallata ai liguri fuori dalla zona spareggi. Questo anche grazie al fatto che la terza della scorsa settimana, lo Spezia, esce sconfitta dal big match d’alta classifica, uno dei più attesi della giornata, al termine di una partita pesantemente condizionata da scellerate decisioni arbitrali. Ora gli aquilotti, non solo scivolano al quarto posto, ma vedono avvicinarsi ad una sola lunghezza il Cittadella, che, però, fallisce l’occasione del sorpasso, uscendo con uno 0-0 dalla sfida casalinga con la Cremonese. Tra i risultati più interessanti e quasi sorprendenti della giornata, arriva quello del Pordenone che ferma quella che sembrava una delle squadre più in forma del momento, l’Empoli, la cui corsa pareva inarrestabile, espugnandone pure lo stadio, cosa non molto frequente nella stagione dei neroverdi, con un gol del solito Bocalon (foto di copertina). In questo modo il Pordenone mantiene la sua posizione nella griglia play off, respingendone proprio i toscani, spinti nuovamente fuori. In questo modo limita i danni anche il Chievo, la cui sconfitta casalinga, però, ad opera dell’ultima in classifica, il Livorno, costa la panchina a Marcolini. Si riprende dopo il passo falso anche il Pescara, che nel posticipo domenicale batte di misura un Ascoli che al 94′ colpisce un doppio palo. Ora gli abruzzesi agganciano l’Entella e rivedono la zona play off a 2 lunghezze mentre i marchigiani raggiungono per la prima volta i play out (peraltro ora occupati da due delle squadre più accreditate per la promozione ad inizio stagione). Prosegue, invece, la lenta discesa del Perugia, che perde anche a Pisa, vedendosi agganciato proprio dai nerazzurri in classifica. A parte la vittoria del Livorno, che rende un po’ meno ampio il distacco dalla penultima, e il suddetto arrivo dell’Ascoli, zona salvezza piuttosto stabile, visto che al pareggio della Cremonese se ne vanno ad aggiungere altri due: quello nello scontri diretto tra Venezia e Cosenza, per 1-1, e quello nella sfida tra Juve Stabia e Trapani, per 2-2, con le vespe che rimontano dallo 0-2.

UNO SQUALO FORTE – Classifica marcatori senza grosse scosse, ma con un secondo gradino del podio che si infoltisce tremendamente. Infatti, se Iemmello resta a secco, ma guarda comunque sempre tutti dall’alto con i suoi 17 gol e sul terzo (che poi sarebbe sesto) resta il solo Diaw a 11 reti, sul secondo, dove già stazionavano Galano e Pettinari, a secco questa settimana, si affiancano Simy, autore del gol del momentaneo 2-0 del Crotone a Chiavari, e il protagonista della vetrina di questa settimana, l’unico tra quelli  là davanti a cui non è ancora stato dedicato un pezzo, ovvero Forte della Juve Stabia. Francesco Forte è un attaccante classe ’93, nato a Roma e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Nuova Tor Tre Teste, squadra dilettantistica della periferia della Capitale, Pisa e Inter, con la cui Primavera vince un Campionato di categoria. Col nerazzurro fa il suo esordio tra i professionisti: con quello del Pisa mette insieme una presenza in Lega Pro nel campionato 10/11; con quello dell’Inter una in serie A nel 12/13. Lì nasce il suo soprannome di Squalo, affibbiatogli dal telecronista di Inter Channel Scarpini per la somiglianza fisica e tecnica ad Alvaro Negredo, noto giocatore spagnolo che già portava quel soprannome. Dalla stagione successiva comincia la girandola dei prestiti, i primi tutti in Lega Pro: una stagione di nuovo al Pisa (in prestito con diritto di riscatto, 3 gol); 6 mesi a Forlì (2 gol), 6 mesi alla Lucchese (10 gol), 6 mesi alla Cremonese (dopo che l’Inter ne ha riscattato il cartellino, 3 gol), 6 mesi al Teramo (1 gol), 6 mesi alla Lucchese (15 gol, suo record di realizzazioni in una categoria, con una media altissima se si considera che ciò avviene in appena 21 partite), 6 mesi al Perugia, con cui esordisce in B, realizzando altri 3 gol che portano il bottino totale stagionale 16/17 a 18 gol, seppure realizzati in 2 diverse categorie, una stagione allo Spezia, ancora in B, piuttosto positiva, da 6 gol totali. Nel 2018 passa a titolo definitivo alla squadra belga del Waasland-Beveren con cui gioca un’intera stagione da 5 gol e comincia la successiva, quella attuale, tra luglio e agosto, realizzando un altro gol, prima di tornare in Italia, in prestito alla Juve Stabia. Stagione travolgente quella attuale, nonostante gli alti e bassi della sua squadra, in cui punta al record di realizzazioni stagionale (vicinissimo a quello di categoria, non troppo lontano quello totale) avendo già messo a segno, come detto, 12 reti, l’ultimo dei quali sabato, decisivo: all’81’ della partita interna col Trapani, col risultato sul 2-1 per gli ospiti, dopo il gol di Tonucci al 67′ a dimezzare lo svantaggio iniziale, realizza il rigore, suo quinto stagionale, del definitivo 2-2 che porta un punto d’oro alle vespe tenendole a 2 lunghezze dalla zona pericolosa.

UN VOLPI CREA UN VOLPI DISTRUGGE – Purtroppo ci ricadiamo sempre sopra: il campionato di Serie B è un torneo splendido, ma non supportato da una classe arbitrale all’altezza. Passano le stagioni e siamo sempre qui a ripetere, in qualche modo, lo stesso mantra per una classe arbitrale di una mediocrità allarmante, soprattutto se è vero che da questa generazione nasceranno direttori di gara della A e quelli internazionali. Tante proteste in stagione, risultati condizionati e persino il ritorno dei gol fantasma, ben due a distanza di appena una settimana, ma entrambi clamorosamente evitabili. Stavolta a restarne vittima è stata la partita di cartello del turno, lo scontro al vertice del Vigorito tra il Benevento, l’autentico schiacciasassi del torneo, con già più di un piede (forse addirittura un ginocchio se non due) in massima serie, a caccia ormai solo dei record della categoria, e lo Spezia, una delle squadre più in forma del momento, probabilmente quella che esprime, in questo frangente, il calcio più bello e divertente del campionato. Ad arbitrare la gara non il nome autorevole di un arbitro di comprovata esperienza, con il piglio adatto a dirigere una partita in cui non sarebbe mancato sicuramente lo spettacolo, ma quello di tal Volpi, omonimo, ironia della sorte, di colui che lo Spezia lo ha sollevato dalle macerie del fallimento riportandolo a livelli altissimi, giovane di scarsa esperienza. E non solo. La partita, come da copione, stava rispettando le attese: giocata a viso aperto dalle due squadre, con ribaltamenti di fronte e, soprattutto, uno Spezia padrone del campo per nulla intimorito dal giocare in casa della corazzata del torneo, al punto da portarsi meritatamente in vantaggio con Gyasi, dopo che Mora aveva sfiorato il vantaggio poco prima da due passi; bella la risposta del Benevento, vicino al pareggio in almeno due occasioni nel giro di breve, con un palo colto. Poi alla mezz’ora il fattaccio che condiziona l’incontro: Mora, già ammonito, viene urtato da Insigne che cade a terra; molto da discutere se si trattasse di fallo, men che meno se fosse da ammonizione, vista l’impossibilità di smaterializzarsi essendo lui stesso travolto da Insigne. Al valente arbitro Volpi non passa neppure per la testa il buonsenso se valga la pena ammonire subito per un episodio di quel tipo un giocatore ammonito da poco ed estrae il secondo giallo togliendo alla partita uno dei protagonisti fino a quel momento e costringendo lo Spezia a giocare in 10 per un’ora. Che poi gli aquilotti per un po’ reggono pure il colpo e non disdegnano neppure di impegnare la difesa giallorossa. Ma il Benevento è una signora squadra con giocatori forti e, ovviamente, alla lunga ha il sopravvento (seppure sull’1-1 ci sia il sospetto di un fallo di mano di Coda) e di gol ne fa 3, portando a casa i 3 punti. Tre punti che non sarebbero stati così fondamentali per la capolista, d’oro invece per lo Spezia, motivo per il quale non viene neppure da cercare la malafede in un arbitraggio di questo tipo, ce ne vediamo bene, ma solo la mediocrità di un direttore di gara che, evidentemente, ha subito il classico “fascino da capolista” e dell’allenatore famoso in panchina e non se l’è sentita di vedere il suo nome inserito tra quelli che avrebbero potuto negare qualche record. Stavolta, però, lo Spezia non è stato a subire passivamente e, nella figura del DS Angelozzi, ha rilasciato un durissimo comunicato per chiedere un rispetto un po’ troppe volte negato a favore della “sensazione” di turno. Intanto, però, ormai, quella che poteva essere una supersfida spettacolare di calcio di alto livello, vetrina della B, era bell’e rovinata e declassata ad ennesima, inutile, passerella per una squadra che sta (meritatamente) passeggiando verso la A. Ed ennesima pessima figura della classe arbitrale della B.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 27^ GIORNATA – Neppure il tempo di ragionare su quanto accaduto nell’ultimo turno che bisogna già concentrarsi sul prossimo, il 27°, 8° del girone di ritorno, che sarà infrasettimanale: 8 partite martedì alle 21 e 2 mercoledì, una alle 18.50, l’altra alle 21. Prosegue il tour del Benevento tra le pretendenti alla zona play off, diventando arbitro della promozione: stavolta tocca al Perugia che attende la capolista al Curi, cercando nel risultato di prestigio la scintilla per uscire da un periodo buio. Seconda e terza, invece, incroceranno la propria strada con la lotta per la salvezza e, soprattutto, con la medesima regione: il Frosinone secondo va a far visita ad un Livorno ultimo, ma di ottimo umore dopo la vittoria di Chievo; il Crotone terzo attende in casa un Pisa euforico per la vittoria, ma che vede la zona pericolosa ancora appena 2 punti sotto. Lo Spezia, invece, chiuderà i giochi nel posticipo del mercoledì alle 21, provando a sbollire la rabbia nel non semplice impegno casalingo contro un Pescara vicino al ritorno in zona spareggi. Ancora incroci con la salvezza per le altre squadre in zona play off: il Cittadella va a far visita al Cosenza; la Salernitana ospita il Venezia; il Pordenone prova a dimenticare gli ultimi passi falsi casalinghi ospitando una Juve Stabia a 2 punti dalla zona pericolosa. E stesso mood avranno le altre sfide che vedono impegnate le deluse dell’ultimo turno, a caccia del rientro nella zona che conta: l’Empoli prova a dimenticare il primo passo falso dell’era Marino e a riprendere la corsa in casa della Cremonese quartultima, unica partita che si dovrebbe giocare a porte chiuse; anche l’Entella prova ad andare oltre la sconfitta in casa facendo visita al Trapani penultimo; il Chievo, nel tardo pomeriggio di mercoledì, gioca la prima senza Marcolini in casa di un Ascoli che vuol abbandonare al più presto il pantano della zona play out.

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