A tutta B: ultime grida prima del silenzio, l’importanza di una posizione, il verde del prato e B Ready per la 28^

ULTIME GRIDA PRIMA DEL SILENZIO – Benevento, ormai di un altro pianeta: con la vittoria di Perugia, che inguaia gli umbri, senza risultato da ormai diverse giornate e, ora, ad un solo unto dalla zona play out, porta a 19 le sue lunghezze sulla seconda in classifica e 20 sui play off, dando l’impressione, ormai, di disputare un campionato a parte. A rallentare, invece, è il Frosinone, che si salva a Livorno, con un dubbio rigore, e vede serrarsi nuovamente le fila delle inseguitrici, con il Crotone, che grazie alla vittoria di misura, all’ultimo respiro, col Pisa, si avvicina ad una sola lunghezza e lo Spezia che, con la vittoria netta, al Picco, nell’ultima partita giocata a porte aperte di questo periodo, contro il Pescara, si riporta a 3 punti dal secondo posto e dimentica, per un attimo, le polemiche del fine settimana. Reggono bene anche quasi tutte le altre squadre coinvolte nella zona play off: il Cittadella, che vince a Cosenza, la Salernitana, che regola tra le mura amiche il Venezia, il Pordenone, che ritrova la vittoria in casa dopo il periodo di appannamento, ai danni della sempre coriacea Juve Stabia, che aveva anche agguantato il pareggio. L’unico a frenare è il Chievo, che esce con un solo punto da Ascoli, vedendosi scavalcato dall’Empoli che riaggancia l’ultimo posto della zona spareggi proprio ai danni dei veneti, grazie al ritorno alla vittoria in rimonta in casa di una Cremonese sempre più inguaiata e che ricorre ad un nuovo esonero dell’allenatore, con la panchina di Rastelli che salta. Quasi invariata la situazione in zona retrocessione, con il solo Ascoli che mette la testa fuori dalla linea di galleggiamento con il punto che gli permette di riagganciare il Venezia, e il Trapani che, con la pesantissima vittoria ai danni di un’Entella che perde ulteriore contatto dalla zona spareggi, aggancia il Cosenza al terzultimo posto e vede la zona play out a 3 punti. Ora, per un mese, a farla da padrone negli stadi sarà il silenzio degli spalti vuoti e questo sarà un fattore da non sottovalutare.

L’IMPORTANZA DI UNA POSIZIONE – Altro piccolo, ma significativo cambio, in classifica marcatori. Dietro Iemmello, sempre fermo a 17, si avvicinano in due, salendo a 13 e snellendo il supergruppo al secondo posto: Simy, che realizza il gol vittoria sul filo di lana del Crotone col Pisa e Pettinari che mette a segno il secondo dei 4 gol del Trapani all’Entella. Restano fermi a 12, invece, Forte e Galano e a 11 Diaw. La vetrina della settimana, però, sarà dedicata ad un bomber ritrovato o, meglio, ad un bomber che per ritrovarsi ha dovuto essere messo nella posizione giusta così da diventare fondamentale per la sua squadra nel momento migliore della stagione, ovvero Gyasi dello Spezia. Emmanuel Gyasi è un attaccante italiano di origini ghanesi, classe ’94, nato a Palermo, ma con l’infanzia, tra i 4 e gli 11 anni, trascorsa nel suo paese d’origine, prima di tornare in Italia per stabilirsi con la sua famiglia a Torino. Nelle giovanili della squadra granata, e della Pro Vercelli per una stagione di prestito, cresce calcisticamente fino ad esordire tra i professionisti nel 2014, in Lega Pro, in prestito al Pisa, dove resta per 6 mesi. I prestiti proseguono, sempre nella medesima categoria, a Mantova, per altri 6 mesi, con cui segna anche il suo primo gol tra i professionisti, e alla Carrarese, dove di gol ne mette a segno 6, finora suo record realizzativo stagionale. Nell’estate 2016 viene acquistato dalla Pistoiese, che, però, nel giro di qualche settimana lo cede a sua volta allo Spezia che lo lascia, comunque, in Toscana in prestito per una stagione in Lega Pro da 5 gol. Quindi ancora una stagione in prestito in C per il campionato 17/18, al Sudtirol, da 4 gol, prima del ritorno alla base per rimanere. Lo scorso campionato è stato il primo giocato interamente in maglia bianca dove comincia a farsi conoscere. Brevilineo, velocissimo, inizialmente non una tecnica eccelsa (le prime partite è facile vederlo andar via velocissimo col pallone e poi sbagliare appoggi elementari), che, poi, però, affina col tempo, al punto da creare, presto, una coppia mortifera con Okereke, che porta ai fasti dell’attacco dello Spezia della scorsa stagione, cui lui contribuisce con 3 reti. Rimasto solo l’inizio di questa stagione, proprio grazie al fatto che gli ottimi risultati della precedente permettono allo Spezia di vendere Okereke a peso d’oro in Belgio, al Bruges (con cui disputerà anche la Champions), è vittima, però, di un equivoco tattico: lui è una perfetta seconda punta, in grado di spaziare velocissimo, con rapide sgroppate sulla fascia, risultando un ottimo appoggio per la punta centrale di turno, ma, visto che lo Spezia non si dota di un giocatore di peso per tale ruolo, in attesa che Galabinov guarisca dai suoi mali, a lui tocca il ruolo di prima punta per la prima parte della stagione. Ed è un disastro: lo Spezia fatica, non segna, la classifica langue con l’ultimo posto toccato e lui diventa inviso alla tifoseria per la sua (naturale) incapacità di sostenere quel ruolo. Le prese in giro sono all’ordine del giorno e lui, sicuramente, le accusa. Fortunatamente, prima di rovinare completamente il giocatore, allenatore e società fanno il debito mea culpa e corrono ai ripari: l’impiego di Gudjonsen, l’acquisto di Ragusa prima e Nzola poi permettono a Gyasi di tornare ad occupare i suoi spazi e per lui è un’autentica manna. E anche per lo Spezia: la nuova esplosione del giocatore, ora libero di trottare sulla fascia, aprendo spazi e fornendo assist ai compagni, corrisponde al fiorire dello stesso Spezia, che diventa una delle squadre dal gioco più bello della categoria, arrivando a toccare il secondo posto. E, per lui, questo significa anche gol, visto che il bottino ad ora è di 6 gol, suo record personale già eguagliato con ancora tante partite davanti, l’ultimo dei quali mercoledì sera: al 60′ della partita interna con il Pescara, col risultato già sull’1-0, chiude i conti finalizzando in rete con un piatto destro una bellissima azione partita proprio da lui al limite e culminata col cross rasoterra dalla destra di Maggiore che giunge a lui dopo il velo di Galabinov.

IL VERDE DEL PRATO – I campionati sono in preda al caos, ma i gol giovani non si fermano. Stavolta è toccato ad un giovanissimo, già comunque da qualche anno nel giro delle Nazionali giovanili nostrane, mettere a segno un gol che per poco non portava 3 punti d’oro nelle casse della propria società, ovvero Del Prato del Livorno. Enrico del Prato è un giocatore duttile, che può essere impiegato tanto da difensore che da centrocampista, nato a Bergamo il 10 novembre 1999. Cresciuto in alcune società dilettantistiche bergamasche prima (Seriate e Grassobbio) e nel settore giovanile dell’Atalanta poi, dove ha vinto, da fuori quota, il Campionato Primavera proprio la scorsa stagione. Da quest’anno i nerazzurri lo hanno mandato in prestito, scegliendo il Livorno, dove, fin qui ha giocato in 26 occasioni, di cui ben 21 da titolare, segnando martedì il suo primo gol tra i professionisti: al 49′ del match casalingo contro il Frosinone, sul risultato di 1-1, riporta avanti gli amaranto trovandosi nel posto giusto per spingere in rete il pallone d’oro offertogli da Agazzi al termine di un’azione personale partita da un errore difensivo dei ciociari per il 2-1 che solo un fin troppo generoso rigore non permetterà di trasformare in 3 punti per il Livorno.

AGLIETTI SUL PANDORO – Non si fermano i giovani, ma non si ferma neppure la girandola degli allenatori, che pare aver trovato nuovo vigore in questa seconda metà di campionato dopo gli “indugi” iniziali. Stavolta il protagonista è illustre, visto che è il Chievo, una delle principali favorite per la risalita in A, a cambiare la propria giuda sacrificando sull’altare del rendimento Marcolini, reo di non aver, fin qui, espresso quella costanza di rendimento che era nelle attese e che sta tenendo i clivensi sul ciglio della zona play off, in un continuo dentro e fuori. Al suo posto un tecnico di comprovata esperienza nella categoria, che conosce bene la città anche perché questa maglia l’ha indossata pure da giocatore, ovvero Aglietti. Alfredo Aglietti è un ex calciatore classe ’70, attaccante con una carriera dipanatasi tra fine anni ’80 e primi del 2000, con il picco al Napoli nel 96/97 e, come detto, una parte di carriera spesa nella città di Verona, dove ha giocato per 3 stagioni, 2 e mezza al Verona (18 gol) ed una mezza, appunto, al Chievo (2 gol), tra il 1997 e il 2000. La sua carriera d’allenatore comincia nel 2004, un anno dopo aver appeso le scarpette al chiodo con la maglietta della Villacidrese in D, laddove era cominciata anche quella da giocatore, ovvero al Rondinella, sempre in D. Ancora dilettanti nelle stagioni successive, con Sestese e Viareggio, il quale, però, conduce fino alla promozione in Lega Pro Prima Divisione in 3 stagioni. Dal 2010 comincia la seconda parte della sua carriera che lo vedrà sempre costantemente impegnato in B: 2 stagioni ad Empoli, con la seconda piuttosto travagliata; due al Novara, dove subentra a novembre nella prima stagione, portando i piemontesi dalla zona retrocessione alla semifinale play off, mentre nella seconda viene prima esonerato e poi richiamato; ad aprile 2015 arriva all’Entella che non riesce a salvare, ma che, ripescata, conduce ad un’ottima stagione successiva in cui si ferma ad un punto dai play off; una stagione ad Ascoli chiusa con la salvezza; un altro, stavolta, brutto scorcio all’Entella, subentrato a novembre ed esonerato a maggio. La scorsa stagione torna protagonista a Verona: chiamato a maggio dagli scaligeri al posto di Grosso a 2 giornate dalla fine, non solo porta la squadra ai play off, ma li vince pure, conquistando la promozione in B, senza però guadagnarsi la conferma per questa stagione che, invece, lo vede fermo ai blocchi si partenza. In questa non deve cambiare città, visto che arriva la chiamata del Chievo per risollevare un campionato che la dirigenza si aspettava di gestire meglio. Subito esordio per lui contro una sua ex squadra, l’Ascoli, chiuso con un pareggio in rimonta che determina, per ora, l’uscita dai play off a favore dell’Empoli, ma che lascia aperte per lui le possibilità di partecipare anche in questa stagione agli spareggi promozione.

B READY, PER ESSERE PRONTO ALLA 28^ GIORNATA – Si comincia con il periodo a porte chiuse, come da decreto, che vedrà disputare le partite della serie cadetta a spalti vuoti fino al 3 aprile. La prima giornata sarà la prossima, la 28^, 9^ del girone di ritorno, che si giocherà, come conseguenza del turno infrasettimanale, senza anticipi del venerdì: 6 partite sabato, di cui 5 alle 15 e una alle 18; 3 match domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21; un posticipo lunedì alle 21. Benevento capolista ancora, in qualche modo, arbitro della promozione, anche se, in questo caso, domenica sera, sarà più un test delle reali possibilità di rientro di una delle deluse del turno, il Pescara, sconfitto ed ora a 4 punti dai play off, che, però, finora è stata l’unica squadra ad imporre la sconfitta, addirittura per 4-0, all’andata, ai giallorossi. La sfida per il secondo posto, invece, entrerà nell’insidioso terreno della lotta per la salvezza: il Frosinone testerà le reazioni della nuova Cremonese di Bisoli, quartultima a 5 punti dalla salvezza, ma con una partita in meno (1-1 allo Zini); il Crotone andrà a far visita al Venezia, quintultimo, ad un passo dalla zona tranquilla (3-2 allo Scida); lo Spezia, domenica pomeriggio, sarà ospite della Juve Stabia che permane appena un punto sopra la zona pericolosa (2-0 al Picco). Partite insidiose anche per le squadre dietro che cercheranno di approfittare di qualsiasi passo falso: due si sfidano addirittura tra loro, in un interessantissimo scontro diretto, il Cittadella e il Pordenone, divise da un punto appena (0-0 alla Dacia Arena); la Salernitana va in trasferta al Curi ad una delle ultime prove d’appello per il Perugia di Cosmi, fin troppo vicino alla zona pericolosa e bisognoso di una scossa (1-1 all’Arechi). La sfida diretta per l’ultimo posto play off sarà arbitra anche del confronto diretto per la salvezza tra due squadre appaiate e poste a 3 punti dai play out: l’Empoli sabato pomeriggio ospita un Trapani di ottimo umore dopo la vittoria con l’Entella (2-2 al Provinciale); nel posticipo di lunedì il Chievo, appena un punto sotto i toscani, attende il Cosenza (1-1 al San Vito-Marulla). Sabato sera, invece, sarà l’occasione per assistere ad uno dei derby per antonomasia, quello toscano tra Pisa e Livorno (quasi un’eresia pensarlo a porte chiuse, sicuramente una manna per chi deve gestire l’ordine pubblico) vera e propria lotta per la sopravvivenza, con i nerazzurri ad appena un punto dalla zona pericolosa e i labronici ultimi con un abisso dalla salvezza (1-0 al Picchi). Domenica pomeriggio, infine, “derby”, invece, tra deluse con, da una parte, l’Entella, travolta a Trapani e, dall’altra, l’Ascoli fermato sul pareggio ed ancora in posizione molto pericolosa (2-1 al del Duca).

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