Ecco Marzo, il mese della verità. Lakers e Cavaliers una spanna sopra le altre

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lunedì 1 marzo 2010

Marzo negli States è storicamente il mese del basket, per due motivi: inizia il lungo countdown in proiezione playoff nella Nba e, soprattutto, è tempo di March Madness. La follia del college basketball aprirà i battenti del tabellone finale, ad eliminazione diretta, verso metà mese con principali favoriti Kansas, Kentucky e Syracuse. Al piano di sopra invece continua la cavalcata in testa alle rispettive conferences per i Lakers, ieri vittoriosi con Denver, e i Cavaliers di Lebron James che saranno costretti per circa 6 settimane a fare a meno di Shaquille O’Neal, operatosi ieri.

EASTERN CONFERENCE – Cleveland (46-14) Orlando (40-20) Atlanta (37-21) Boston (36-21) Toronto (31-27) Chicago (31-28) Milwaukee (30-29) Miami (29-31) Charlotte (28-29) Philadelphia (22-36) Washington (21-36) Detroit (21-38) New York (20-38) Indiana (20-39) New Jersey (6-53)

Periodo grigio post All Star Game alle spalle per Cleveland che ha reagito con tre successi consecutivi compresa l’umiliazione rifilata ai Celtics al Banknorth Garden. Cavs che come detto perdono Shaq ma ad ore ritroveranno “Z” Ilgauskas, parcheggiato per qualche settimana a Washington dopo l’affaire Jamison… Orlando rincorre a sei partite di distanza grazie alla vittoria di ieri con Miami nel derby targato Florida, ma a 22 partite dal termine è arduo pensare che i Magic possano ancora ambire alla prima piazza ad Est… Meglio invece che difendano l’attuale posizione dagli Atlanta Hawks, ieri protagonisti di un emozionante vittoria all’overtime contro dei Milwaukee Bucks in formissima e reduci da sei partite senza ko. Quando la palla inizia a scottare è sempre Joe Johnson a fare pentole e coperchi per le aquile che superano Boston… I Celtics? Sabato è arrivata addirittura la sconfitta casalinga con i derelitti New Jersey Nets, l’ambiente è preoccupato e depresso. 5-5 nelle ultime 10, non certo il cammino tipico di una squadra che tuttora ritiene di poter puntare al titolo…Dietro le solite quattro regna come sempre l’equilibrio. Il gruppo è guidato dai Toronto Raptors che stanno soffrendo e non poco l’assenza dell’infortunato Chris Bosh ed in trasferta non fanno mai male, nonostante un Andrea Bargnani sempre più continuo (17.5 ppg). Notevole accelerazione per i “nuovi” Chicago Bulls, che grazie anche ad un sesto uomo storicamente “underrated” come Flip Murray sono volati al quinto posto scavalcando Miami, sempre più in caduta libera anche a causa dello stop al quale è stato costretto Wade in settimana, tornato ieri in campo senza però incidere più di tanto. Ma la squadra del momento è d’istanza nel Wisconsin e gioca al Bradley Center, la tana di Marquette (ex college proprio di D-Wade). I Milwaukee Bucks hanno raggiunto le 30 vittorie grazie alle 7 vittorie nelle ultime 10 partite: grandissimo Andrew Bogut, in calo Jennings, ma Scott Skiles si sta dimostrando allenatore vincente e determinato. Per ora restano fuori dai playoff gli Charlotte Bobcats del futuro proprietario Michael Jordan, ma Miami è ad una sola partita ed i Cats possono continuare a sperare… Tutte le altre possono già proiettarsi alla prossima stagione, compresa New York, la peggior squadra ad Est nell’ultimo mese (1-9). Il restyling non ha dato i frutti sperati…

WESTERN CONFERENCE – Lakers (45-15) Denver (39-20) Dallas (39-21) Utah (38-21) Phoenix (37-24) Oklahoma (35-23) Portland (35-27) San Antonio (33-24) New Orleans (31-29) Memphis (30-29) Houston (29-29) Clippers (24-35) Sacramento (20-39) Golden State (17-41) Minnesota (14-47)

Prima vittoria stagionale per i Lakers sulla bestia nera e più diretta inseguitrice, Denver, che nonostante un vantaggio che nel terzo quarto ha raggiunto anche gli 11 punti non riesce a fare tris (2/2 fin qui quest’anno). Californiani che per una volta vengono traditi da Kobe Bryant che spara a salve (3/17 dal campo e “solo” 14 punti ma 12 assists, season high) ma con un Lamar Odom trascinatore ed in gran condizione. Denver deve quindi forse abdicare per la rincorsa al primo posto di conference e deve anzi guardarsi le spalle dal veemente ritorno di Dallas e Utah, che grazie a Dirk Nowitzki e Carlos Boozer continuano a cavalcare il loro trend positivo. Phoenix ieri ha perso a San Antonio nonostante sia rimasta in vantaggio per quasi tutto il match fallendo un occasione d’oro per agganciare il trio appena dietro i Lakers. Oklahoma non accenna a rallentare così come Portland senza mai fare sfaceli riesce comunque a rimanere ampiamente in zona playoff. L’ottava piazza rimane un rebus; è plausibile la risalita di San Antonio e ciò andrebbe a spegnere le residue speranze degli stoici New Orleans che senza Chris Paul riescono comunque a giocarsi le loro carte fino in fondo. Ancor più difficile sarà il cammino di Memphis e Utah, che non riescono a tenere il passo ed il rendimento delle migliori. Se per i Grizzlies rimarrebbe comunque una stagione positivissima, per i Rockets da qualche anno presenza fissa della postseason sarebbe un colpo duro da digerire. Quanto manca Yao Ming!


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