Nba: 5 delusioni

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martedì 2 marzo 2010

Mancano 25 partite alla fine della regular season e quindi qualche bilancio può già esser fatto. Partiamo dalle delusioni a livello individuale. Ovviamente è una graduatoria soggettiva e quindi opinabile e sarrano gradite critiche ed osservazioni: ognuno potrà fare i suoi ranking, ugualmente rispettabili.
5- TREVOR ARIZA-  Sia chiaro, non è una bocciatura tant’è che Trevor non sta giocando male. Certo è che il suo passaggio ai Rockets quest’estate, lasciando i Lakers campioni, lasciava presagire qualcosa di più e meglio. Sono cresciuti i punti ma sono calate tutte le percentuali di tiro: è la conferma che al suo sesto anno Ariza non è pronto per fare la prima opzione offensiva, come le defezioni di Yao e T-Mac invece richiedevano. L’esplosione di Brooks testimonia questa difficoltà e l’ultimo arrivo di Kevin Martin conferma che anche la dirigenza è voluta correre ai ripari. Rimane un grande difensore e un giocatore affidabile ma probabilmente lui stesso si aspettava qualcosa di più e certi episodi di nervosismo ne sono la prova più tangibile.
4- Ramon Sessions-  Sbandierato come colpo estivo da Minnesota basta guardare la classifica del team e il calo delle sue statistiche per capire che le cose non sono andate come sperato. Per fortuna a Minneapolis hanno tirato fuori Johnny Flinn che sarà la point guard del futuro. Orripilante il 19% da 3 punti.
3- RICHARD JEFFERSON-  Altro arrivo estivo che ha deluso le attese. Chiamato a sgravare le responsabilità offensive dei Big Three, non è ancora riuscito ad inserirsi negli schemi di Popovich, che piange vedendo i 14 milioni di dollari di contratto. L’ombra del giocatore completo ammirato a New Jersey: l’occasione per rifarsi può arrivare nei playoffs dove la sua esperienza può risultare molto utile ad una squadra che sente il passare degli anni e la perdita di freschezza.
2- AL HARRINGTON-  Che fosse uno dei giocatori più egoisti della Lega era cosa nota però in tanti credevano che con il sistema di coach D’Antoni sarebbe riuscito ad esplodere. Per ora sta limitando la crescita del nostro Gallinari senza però contribuire ad un miglioramento globale della squadra, che resta una delle peggiori franchigie della Nba. Pare proprio che in questo caso il Baffo abbia perso la sua scommessa.
1- HEDO TURKOGLU-  Dopo la firma del contratto da 9 milioni di dollari ci saremmo aspettati che avrebbe preso in mano la squadra. E’ successo invece che il turco, come molti altri in situazioni analoghe, si è seduto sulla sua pila di dollari e non è nemmeno vagamente il giocatore che l’anno scorso ha trascinato Orlando alle Finals. Al di là del calo dei punti, che ci può stare avendo Bosh e Bargnani accanto, dà proprio l’impressione di essere poco coinvolto e al di là di qualche fiammata non è ancora riuscito ad imporsi. Come per Jefferson, anche per lui l’occasione per riscattarsi sarà nei playoffs dove dovrà trascinare una squadra totalemnte vergine a livello di post season.

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