[Kronika Sportowa #6] Romano Mattè: l’allenatore dei Due Mondi

[Cronache pallonare semiserie di un ragazzo che, intanto, insegue un sogno a Wroclaw, Polonia ovest] 

C’è un filo conduttore che unisce tutti i grandi uomini di sport. Nella scorsa puntata vi abbiamo raccontato l’incredibile storia di Lamberto Boranga, che a 70 anni suonati ci dimostra come sia possibile abbattere le barriere della carta d’identità mantenendosi in allenamento e praticando una vita sana. La Kronika Sportowa di oggi vi racconta le vicende di Romano Mattè, che attraverso la sua esperienza di allenatore ha esportato in mezzo mondo un modo di vivere il calcio genuino e allo stesso tempo passionale, sempre nel segno della lealtà e della correttezza.

LA PRIMA VITA DA ALLENATORE – La carriera di Romano Mattè inizia negli anni ’60 quando prende la guida delle giovanili della Folgore Verona, con la quale conquista due titoli nazionali. A partire dagli anni ’70 guida una miriade di squadre, cambiando panchina quasi ogni anno. Tra le più importanti ricordiamo il Padova e l’Alessandria in serie C. Nel 1981 allena la Salernitana, nella sua annata migliore, sfiorando la promozione tra i cadetti, mentre l’anno successivo è alla Ternana. La sua permanenza più lunga sulla stessa panchina risale alla sua esperienza a Livorno, tra il il 1986 e il 1988, durante i quali conquista la Coppa Italia di serie C. Chiude la prima parte della sua carriera a Riccione, nel 1990.

Image and video hosting by TinyPic

PRIMA DI THORIR – La seconda vita di Romano Mattè inizia subito dopo, in un modo a dir poco bizzarro. A quell’epoca il presidente della Sampdoria Paolo Mantovani sigla un accordo con uno dei maggiori petrolieri indonesiani, nonché Presidente della Federcalcio locale, Nirwan Barie. Il contatto nasce in funzione dell’importazione dell’olio combustibile in Italia in sostituzione dell’energia nucleare, venuta a mancare in seguito al referendum del 1987. L’accordo coinvolge anche Mattè che viene scelto per allenare una selezione dei migliori giovani dell’Indonesia, momentaneamente dislocati in Liguria. Il suo lavoro viene particolarmente apprezzato e nel 1992 viene “promosso” alla guida della Nazionale Maggiore. All’aeroporto viene salutato dal display con la scritta “Benvenuto uomo di Verona” ed è subito amore. In Indonesia ci resterà per quasi quattro anni guidando la Selezione ai Giochi d’Asia nel 1995, al termine dei quali viene premiato come miglior allenatore della manifestazione. Viene contattato dal Giappone che vorrebbe affidargli la panchina, e sembra quasi tutto fatto, quando delle circostanze familiari lo costringono a rientrare in Italia. Dell’esperienza indonesiana ricorderà: “Lì il calcio è visto come una religione. Ho conosciuto un popolo splendido, a cui io mi sono approcciato con grande umiltà e da cui ho ricevuto grande rispetto”. L’ammirazione e la riconoscenza dell’Indonesia per Mattè sono tali che il saluto sul display dell’aeroporto all’uomo di Verona si ripeterà anche al momento dell’addio. Dopo un breve periodo di pausa viene chiamato dalla Juventus per svolgere il ruolo di osservatore. Nel 2000 però è pronto a rifare le valigie.

DALL’INDONESIA AL MALI – La Federcalcio del Mali è infatti alla ricerca di un allenatore a cui affidare la conduzione tecnica di uno stage per la nazionale cadetti da svolgersi in Italia e la scelta cade su di lui. In pochi giorni di ritiro a Norcia, Mattè riesce a entrare nel cuore dei calciatori e a formare un’amalgama che, nemmeno un mese più tardi, farà un’ ottima figura ai mondiali di categoria in Nuova Zelanda. Il passaggio alla nazionale maggiore è quasi automatico (con la supervisione teorica su tutte le nazionali), ma il lavoro che gli si presenta è improbo. C’è la Coppa d’Africa in vista, la cui organizzazione è proprio in mano al Mali, con le annesse pressioni da sostenere, ma soprattutto c’è una selezione di giocatori da creare, considerando che le maggiori stelle giocano quasi tutte in Europa. Mattè organizza dunque un piano per i giocatori impegnati nel campionato nazionale, e un altro, attraverso dei collegiali, per gli espatriati impegnati all’estero. Il lavoro è sfiancante ma viene premiato dai risultati e dall’affetto di un popolo per cui, dopo l’Islam, il calcio è tutto: “Nel Mali c’è una passione incredibile per il calcio, a tutti i livelli. Mi è capitato di vedere uomini di affari togliersi la giacca e mollare la ‘ventiquattrore’ ore per mettersi a giocare con dei ragazzini in un campo polveroso”. Il feeling tra Romano e i maliani è epidermico: si riconosce in quel popolo di grandi combattenti, il cui amore per il calcio è assolutamente viscerale. Purtroppo la sua esperienza sulla panchina africana finisce anzitempo, pare a causa di pressioni da Parigi – la Francia esercita ancora forti ingerenze sul Mali – a cui non piaceva quell’italiano che vinceva troppo. Anche qui la riconoscenza massima gli viene tributata al momento dei saluti, quando viene organizzato un picchetto militare dedicato a lui.

PER LO SPORT, IN PRIMA LINEA – Terminata l’ esperienza africana Mattè si tuffa anima e cuore in altri progetti. Il più importante, probabilmente, è quello che lo vede coinvolto ogni estate nella preparazione dei calciatori disoccupati. Parallelamente porta avanti il suo impegno di diffusione del messaggio dei valori dello sport nelle scuole e nelle università. Schierato in prima linea nella lotta al doping, sottolinea spesso come nelle sue squadre gli infortuni muscolari fossero ridotti al minimo, e l’elevata incidenza di questo tipo di infortuni che invece si riscontra oggi dovrebbe far riflettere. Soprattutto i più giovani. Perchè, a dirla insieme a lui, “chi ricorre ai mezzucci o agli stratagemmi non sarà mai un vincente”.

Le cronache precedenti:

[Kronika Sportowa #1] Stefano Napoleoni, il viaggio dell’eroe

[Kronika Sportowa #2] Tu mi Iturbe

[Kronika Sportowa #3] Da “San Siro” al Macchu Picchu: agiografia di Gianni Comandini

[Kronika Sportowa #4] Fior de scudetto / la Roma de Garcia se gonfia er petto

[Kronika Sportowa #5] L’eterno tuffo del dottor Boranga

3 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *