Forever Aquile: Federico Giampaolo

Giampaolo

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Dedicata la scorsa puntata ad un nome di fama internazionale, torniamo all’interno dei patri confini, nuovamente con un giocatore conosciuto bene da chi segue il calcio, un po’ meno da chi lo fa in modo superficiale, insomma non un nome di caratura assoluta, ma un giocatore che si è comunque ritagliato un suo spazio, indossando anche la maglia della Juventus, ma soprattutto buttando sudore sui campi di provincia, un po’ in tutte le serie, soprattutto a Pescara, grazie anche ad una discreta classe che lo accompagnava: Federico Giampaolo.

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GLI INIZI E L’APPRODO ALLA VECCHIA SIGNORA – Federico Giampaolo nasce a Teramo il 3 marzo 1970 e inizia la carriera calcistica nelle giovanili del Giulianova. E’ un attaccante, più precisamente un trequartista, ruolo che gli calza a pennello anche per l’ottima visione di gioco di cui è dotato e i piedi buoni che lo accompagnano. Nel 1987 approda alla prima squadra, in C2, con cui disputa 27 partite, segnando 4 gol. E’ su questi campi che lo nota la Juventus, che lo porta a Torino. Le attenzioni su di lui sono alte, ma, nonostante questo in maglia bianconera, nelle due stagioni che resta alla Vecchia Signora, non trova mai spazio in partite ufficiali. Anche per questo motivo, per tornare a giocare, sceglie di scendere di categoria, accettando la corte dello Spezia.

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Un giovanissimo Giampaolo in maglia bianconera

DA UN BIANCONERO AD UN ALTRO – Cambiano città, serie, qualità dei campi da calcare, non cambiano i colori ufficiali delle maglie, seppur con una disposizione diversa. Soprattutto, quello che cambia, da un punto di vista sportivo, è che Giampaolo torna a giocare. Arriva, quindi, allo Spezia all’inizio della stagione 1990/91, quando lui ha vent’anni e la squadra milita in C1. Gli aquilotti hanno un nuovo allenatore, Ferruccio Mazzola, e il direttore sportivo, Oreste Cinquini, gli allestisce una rosa di categoria, con tanti nomi nuovi, ma adatti a fare una bella figura. Giampaolo è una delle punte di diamante di questa squadra, vista la velocità e la tecnica che lo contraddistinguono. Esordisce subito alla prima di campionato, in trasferta a Venezia, con gli uomini di Zaccheroni che si imporranno 2-1. Da allora il giovanissimo attaccante verrà utilizzato altre 30 volte nelle 34 giornate che costituiscono il campionato regolare. Il primo gol arriva alla settima giornata, in casa, contro il Varese, dove mette a segno il momentaneo 2-0 nel 3-1 finale. Segna altri due gol al Chievo alla 12^ giornata, fissando il 2-0 finale e uno al Monza, il secondo nel 2-0 finale, sempre tutti al Picco. La squadra è davvero ben assemblata e disputa un bel campionato, giocando un calcio divertente, togliendosi anche qualche soddisfazione e dando molto filo da torcere alle squadre che lottano per la promozione (come ci sarà modo di vedere nello specifico nel pezzo dedicato all’allenatore). Alla fine sarà quinto posto, a 36 punti, frutto di 11 vittorie, 14 pareggi e 9 sconfitte, con 23 gol fatti e altrettanti subiti, a parimerito con il Fano allenato da un tal Guidolin. In B saliranno il Piacenza di Cagni, con 45 punti, e il Venezia, dopo uno spareggio con il Como di Bersellini, giunti entrambi a 44 punti. Lo Spezia in stagione disputa anche la Coppa Italia di serie C, ma l’esperienza si interromperà al primo girone eliminatorio a 7 squadre, in cui arriverà terza, dietro le due qualificate Carrarese e Viareggio. In questa competizione Giampaolo giocherà tutte le partite, segnando anche due gol, il vantaggio a Viareggio, prima del pareggio in pieno recupero, e il terzo gol nel 3-0 alla Massese. Le doti del giocatore non restano nascoste e richiamano sempre più osservatori, pronti a fargli i ponti d’oro per riportarlo nelle serie superiori. Così dopo appena un anno, con un totale di 37 presenze e 6 gol, si conclude la positiva avventura di Giampaolo sul Golfo.

IL RESTO DI UNA LUNGA CARRIERA IN GIRO PER L’ITALIA – Il saluto allo Spezia significa il ritorno in Serie A, non ai livelli da cui era partito, ma con una differenza fondamentale: stavolta gioca. Nella stagione 91/92, infatti, mette insieme 20 presenze e 1 gol con il Bari. Quindi scende in B per due stagioni, una a Verona (29 presenze e 5 gol, più la soddisfazione della sua unica convocazione per la Nazionale U21) ed una a Palermo (21 e 1 gol), prima di approdare, per la prima volta, al Pescara. Qui riesce ad esprimersi a buoni livelli, diventando una pedina fondamentale del gioco degli abruzzesi e, infatti, per la prima volta nella sua carriera riesce a fermarsi in una squadra per più di una stagione, rimanendo in biancoazzurro fino al 1997, 3 stagioni tutte di B, segnando 31 gol in 101 presenze. Lascia la squadra del Delfinato per altre due battute da una stagione, al Genoa nel 97/98, in B (37 presenze 10 gol), e la Salernitana nel 98/99, in A, (26/3), prima di ritornarvi nel 99, per restare per altre due stagioni, in B, aggiungendo altre 64 presenze e 15 gol. Lascia con la retrocessione del Pescara in C1, ma riesce a star lontano solo un anno (Cosenza, in B, 5 gol in 22 presenze), perché nel 2002 va a riprendersi la sua squadra in terza serie e, già alla prima stagione, la riporta in B. Si ferma fino al 2005, quando , dopo altre 92 presenze e 19 gol, che portano il suo totale con gli abruzzesi a 65, divenendo il secondo marcatore della storia del club, abbandona per sempre questi colori. Dopo un passaggio di 2 mesi all’Ascoli allenato dal fratello, inizia la fase conclusiva della sua lunga e soddisfacente carriera, inanellando ancora qualche squadra nel suo parterre personale: Modena (in B, 28 presenze e 1 gol), Crotone (in B, ma termina la stagione con la retrocessione, 24/5), Cavese (in C1, 25/5), Sorrento (Lega Pro Prima Divisione, con cui vince l’unico trofeo del suo palmares personale, la Coppa Italia Lega Pro, 26/4). Nel 2009 accetta l’offerta del Noicattaro per andare a giocare in seconda divisione e lì, dopo 8 presenze e altri 4 gol segnati, nel 2010, appende le scarpette al chiodo, di una carriera durata 23 anni, esaltando con le sue giocate tifosi in giro per tutta Italia e in ogni categoria.

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LA CARRIERA DI ALLENATORE – Appena lasciato il calcio giocato, comincia subito la nuova carriera di allenatore, partendo dal ruolo di vice di mister Trillini al Noicattaro. Nel 2011 viene chiamato ad allenare la Primavera del Bari, alla cui guida resta fino al 2013, quando torna al suo grande amore, andando ad allenare la Primavera del Pescara. Ad agosto 2014 accetta l’offerta di allenare il Vallèè d’Aoste in Serie D, ma, a fine settembre, dopo sei sconfitte consecutive, viene esonerato.

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La breve e sfortunata esperienza in Val d’Aosta

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