La Roma non si sveglia più, altro pareggio e fischi all’Olimpico: 0-0 con il Parma

ROMA – In condizioni di normalità, la sfida contro l’ultima in classifica sarebbe stata l’occasione per allungare sul Napoli, terzo, e mettere una leggera pressione sulla Juventus. Ma le speranze dei tifosi giallorossi si sono scontrate, ancora una volta, con la dura realtà. La squadra di Garcia è sembrata addormentata, spenta, disanimata. Il Parma di Donadoni, in piena crisi societaria, può cogliere così il secondo pareggio stagionale (a fronte di 3 vittorie e 18 sconfitte in campionato).

IDENTITA’ SMARRITA – Che sia un problema fisico o di testa, nel 2015 la Roma ha perso l’idea di gioco che Garcia aveva importato dalla Francia lo scorso anno. La partita dell’Olimpico è monotona, priva di emozioni, i giallorossi non hanno organizzazione di gioco, si limitano così al possesso palla sterile. L’azione migliore del primo tempo nasce da un tiro ribattuto di Gervinho, con il pallone che finisce sui piedi di Ljajic, ma anche il tentativo del serbo viene respinto da distanza ravvicinata. Tante le imprecisioni nei passaggi degli uomini di Garcia (a iniziare da Keita, di solito tra i più affidabili), segno che manca la giusta concentrazione e scarseggia il movimento senza palla. In attacco, Gervinho e Doumbia (all’esordio in giallorosso), appaiono decisamente fuori forma. Ma Garcia aveva preferito optare per la soluzione conservatrice, tenendo in panchina Paredes, Verde e Sanabria, che troveranno spazio solo nel secondo tempo. Sul finale della prima frazione, un tiro di Ljajic e un colpo di testa di Keita mettono solo in leggera apprensione Mirante.

GARA MONOTONA – Nella ripresa la sostanza non cambia, mentre cresce il malumore dei tifosi romanisti. Il Parma rinuncia totalmente alla fase offensiva, ma non soffre nemmeno troppo la pressione degli avversari. La transizione palla dei giallorossi avviene perlopiù tra i difensori (Manolas e Yanga-Mbiwa), che si rivelano però incapaci di impostare le manovre. Del resto, lo scarso movimento dei compagni non aiuta. A provare l’iniziativa sono in quattro: Cole (che fallirà però due buone occasioni per segnare: palo di testa e tiro alto), Florenzi, Nainggolan e Ljajic. Troppo poco. Così, spazio a Verde, Paredes e Sanabria. Il Parma si limita ad osservare, senza troppe preoccupazioni, e mantiene alta l’attenzione difensiva (soprattutto con Lucarelli). Con un tiro di Verde, fuori misura, si conclude una gara ben poco divertente e destinata ad alimentare le polemiche attorno alla squadra di Garcia. Al di là della posizione in classifica (+5 sul Napoli terzo), in prospettiva preoccupa l’assenza di vitalità, entusiasmo e determinazione dei giallorossi, che giovedì sfideranno il Feyenoord nei sedicesimi di Europa League. Il Parma, nonostante un periodo travagliato e un futuro incerto, per una domenica può sorridere per il punto conquistato.

ROMA-PARMA 0-0 (0-0)

ROMA (4-3-3): De Sanctis; Florenzi, Manolas, Yanga-Mbiwa, Cole; Keita, De Rossi (58′ Verde), Nainggolan; Gervinho, Doumbia (85′ Sanabria), Ljajic (77′ Paredes). A disp: Skorupski, Marchegiani, Astori, Torosidis, Spolli, Uçan, Pellegrini, Vestenicky. All. Garcia

PARMA (4-3-3): Mirante; Cassani (90’+1 Feddal), Mendes, Lucarelli, Costa; Mauri, Nocerino, Mariga (86′ Lodi); Rodriguez, Belfodil, Varela (78′ Palladino). A disp: Iacobucci, Bajza, Santacroce, Prestia, Esposito, Broh, Coda, Ghezzal. All. Donadoni

Ammoniti: Lucarelli (P), Cole (R), Costa (P), Mariga (P)

Arbitro: Giacomelli

Spettatori: 37.539

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