Pensieri di un tifoso: la Serie A-testa in giù, niente di strano

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Tutto regolare – Non mi pare strano niente. Lo svecchiamento in casa juventina ha portato ad uno stravolgimento tattico e strutturale che ha cambiato totalmente faccia alla squadra del Conte Max, detentrice del titolo negli ultimi quattro anni. Questo ha naturalmente comportato un cambio di marcia, ad uno stop agli ingranaggi (che vanno ancora oliati e configurati) e un vantaggio implicito alle altre concorrenti: Roma in primis, che va a conquistarsi finalmente quello scontro diretto che ormai era quasi un tabù; segue l’Inter, che ha costruito e demolito, e ricostruito ancora, una squadra nell’arco di un anno sotto le direttive di un determinato Mancini (che ora ha finalmente la squadra che ha chiesto). Ci sarebbe anche il Napoli, nella lista di “quelli da aspettare”, ma anche lì il “work in progress” è evidente e bisognerà attendere ancora un po’. Per questo non mi pare strano niente. Questa Serie A “a testa in giù”, con i bianconeri alla coda della classifica e l’Inter sull’attenti, la Roma rinvigorita e Lazio, Milan e Napoli ad aspettare l’illuminazione; con le outsiders di turno (Chievo, Sassuolo&co.) brave a cogliere i gustosi momenti di gloria.

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Questo subbuglio causato dal crollo juventino ha scombussolato mediaticamente un po’ tutti. Sembra sia caduto l’Impero Romano, tanto che la critica calcistica da due settimane non parla d’altro. Ci si divide tra disfattisti e certi: i primi danno la Juve sconfitta e sepolta a soli 180′ giocati, i secondi sono sicuri (che dico, strasicuri) che vincerà nuovamente lo scudetto. Naturalmente la via di mezzo non è contemplata, dare “tempo al tempo” è chiedere troppo.
Rinuncio preventivamente alle previsioni alla Nostradamus (o alla Mosca per i nostalgici); la cosa certa è una sola: l’organico della squadra, sul lungo periodo, fa la differenza. E tirare le somme dopo due giornate di campionato è tanto assurdo quanto inutile. Per questo la Juve con molte probabilità si rialzerà dal baratro del fondo classifica (salvo suicidi tecnici), per questo per la Roma sarà l’anno della verità e sempre per questo l’Inter è tornata ad alzare la posta e a giocarsela per i primi posti, insieme alle grandi note (Lazio, Napoli e chissà forse anche il nuovo Milan).

Nuovi volti, nuovo anno – Senza formulare verdetti sul mercato singolo delle varie squadre, mi permetto di spendere due parole sui trasferimenti avvenuti nel complesso e quanto la Serie A abbia guadagnato in termini di qualità con giocatori provenienti da campionati esteri.
Partendo dalla sventurata Juve che ha perso “suamaestà” Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Tevez, ha rattoppato qua e là con gli arrivi di Mandzukic, Cuadrado, Alex Sandro e Kedhira, giocatori dell’indubbio calibro internazionale. La Roma dalla sua non è stata affatto inferiore, investendo su Dzeko, Salah (che comunque era tornato in Inghilterra), Digne e Szczesny, già in evidenza nell’ultima partita. Seguono indubbiamente Inter e Milan. Le due belle di Milano, forti della disponibilità economica concessa e di un ottimo coordinamento dirigenziale finalizzato al fair play finanziario (Inter soprattutto), hanno saputo spendere portando in Italia campioni del calibro di Jovetic, Kondogbia, Miranda, Perisic per i nerazzurri; Bacca e Luiz Adriano per i rossoneri, che si sono mossi prevalentemente sul mercato italiano (vedi Romagnoli e Bertolacci). Accanto alle milanesi non può mancare la lungimiranza laziale, che ha investito in giovani del calibro di Kishna ed ha resistito agli assalti finali per Keita. Insomma, nonostante in Italia non si spenda come in altri paesi e tralasciando le difficoltà evidenti di molte società in numerose trattative, molte delle quali miseramente fallite (come la Juve e la telenovela Draxler), il campionato italiano ha indubbiamente incamerato forze calcistiche nuove e apparentemente in grado di regalarci spettacolo.

La chiave di volta comunque è e rimarrà una sola: lasciare che il calcio ci sorprenda per l’ennesima volta; e smetterla di profetizzare su questa Juve “andata a male“. Il campionato è lungo e ci sono tutte le premesse per cui sia uno dei più belli e soprattutto equilibrati degli ultimi anni.

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