Top e Flop 36^ Giornata: Ranocchia ed Alex distratti; il Gallo chiama Conte

Andrea Belotti, attaccante del Torino

La terzultima giornata di un campionato chiuso definitivamente la scorsa giornata con la vittoria della Juventus inizia con la goleada del Torino ad Udine ed il pareggio a reti inviolate tra Chievo e Fiorentina. Finisce a reti bianche anche Empoli – Bologna ed, oltre al pareggio 3 a 3 tra Milan e Frosinone, si registrano le vittorie interne di Juventus, Sassuolo, Palermo e Lazio a discapito di Carpi, Verona, Sampdoria ed Inter. I posticipi segnano le vittorie di Napoli e Roma, con i capitolini che rimangono a due lunghezze dagli azzurri in seconda posizione.

FLOP 36^ Giornata

3. Andrea Ranocchia

Pezzo pregiato del Bari di Ventura, presagiva un futuro più roseo del compagno di reparto Bonucci, ai tempi spesso insicuro e impacciato. Ora i ruoli sembrano essersi invertiti: Ranocchia, dopo un paio d’anni in cui l’Inter ha fatto di tutto per rinsavirlo, è tornato a Genova, sponda Sampdoria, ma la solfa non cambia. Tipiche ormai le spazzate in rimessa laterale, così come le “ranocchiate”: l’ultima contro il Palermo ha regalato il gol del vantaggio a Vazquez. Pressoché alla frutta a neanche trent’anni, necessita assolutamente di un motivatore, allenatore o specialista che sia (Bonucci insegna).

2. Alex

Capro espiatorio del Milan, incapace per l’ennesima volta di vincere in casa contro una squadra in piena lotta retrocessione. Il calendario pareva esser dalla parte dei rossoneri, che han guadagnato solo due punti contro Hellas Verona, Carpi e Frosinone. L’incontro con i Ciociari ha rischiato di prendere una brutta piega proprio a causa di un liscio clamoroso del centrale ex PSG e Chelsea, che regala di fatto l’1-3 a Dionisi. Solo un gol alla Ibrahimovic di Antonelli e un rigore di Menez evitano la sconfitta a Brocchi, sempre più lontano dalla conferma anche a causa della candidatura, indiretta, di Montella. Rossoneri scesi ora al settimo posto che, in caso di sconfitta nella finale di Coppa Italia, escluderebbe ancora il club più titolato al mondo persino dalla competizione europea di rango più basso.

1. La stagione dell’Udinese

Una delle stagioni più difficile dei friulani, ancora in piena lotta retrocessione. I bianconeri pagano la penuria del reparto offensivo, secondo peggiore del campionato dietro solo all’Hellas Verona. Il cambio in panchina è servito poco e niente, con il distacco dalla zona retrocessione che si affievolisce pian piano, fino ad arrivare a tre punti a due giornate dalla fine. Il calendario sta dalla loro, con Atalanta e Carpi come ultime possibilità di non peggiorare un campionato già pessimo per gli standard della società di patron Pozzo che, dopo aver investito sullo stadio nuovo, si aspetta ben altri risultati.

 

TOP 36^ Giornata

3. Simone Zaza

A settembre considerato l’ultima ruota del carro dell’attacco juventino, l’ex Ascoli e Sassuolo ha verve da vendere, e si è sempre fatto trovare pronto. Sembrerebbe un’affermazione di convenienza, ma la media minutaggio/gol realizzati ne dimostra l’inerenza in quanto la più alta dei bianconeri: un gol ogni 112 minuti. Dopo la rete al Carpi ha ribadito di non esser soddisfatto a pieno della sua prima stagione in bianconero: le sirene inglesi suonano sempre più forti, ora tocca a Marotta e Paratici decidere se spegnerle o seguirle.

2. Lorenzo Pellegrini

Il centrocampista classe 1996, acquistato a titolo definitivo dalla Roma (riservatasi comunque una clausola di recompra) in estate, rappresenta a pieno l’atipicità del progetto emiliano nel panorama italiano. I neroverdi combinano elementi di esperienza all’apice della propria carriera, come Consigli ed Acerbi, ad elementi come Berardi, Sansone, Duncan, Politano, Defrel ed appunto, Pellegrini. L’ex perno di centrocampo della Roma Primavera ha collezionato ben 17 presenze, condite da due gol: l’ultimo è valso la vittoria contro l’Hellas Verona ed il sorpasso al Milan che, per ora, garantisce la storica qualificazione in Europa League, ciliegina sulla torta di una stagione superlativa.

1. Andrea Belotti

Nel momento più difficile del campionato granata, l’ex Albinoleffe e Palermo si è caricato il Torino sulle spalle riportandolo a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione. La punta di Calcinate, dopo un inizio di stagione incerto, ha prima dimostrato di intendersi con Ciro Immobile, tornato a gennaio, poi ha saputo non far rimpiangere l’infortunio dell’ex Siviglia e Dortmund collezionando 12 reti. Con un finale di stagione del genere, il Gallo si candida prepotentemente per l’ultimo posto disponibile per Euro 2016.

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