Campione D’Italia Per Un Solo Giorno. Storia Di Uno Scudetto Dimenticato. Quarta Puntata: riconoscimenti e tributi

scudetto 44

LE DANZE VENGONO RIAPERTE – Come detto, l’impresa dei Vigili del Fuoco viene presto sottodimensionata e non adeguatamente riconosciuta dalla stessa Federazione. Ma in quel tempo i pensieri sono altri, per cui la cosa viene, a malincuore, accettata dai giocatori e dalla città e tutto passa in secondo piano. E con esso arriva, ben presto, anche l’oblio. Il campionato 43/44 resta un buco nero negli albi d’oro del Campionato: in buona parte dei casi non viene neppure nominato; chi lo fa precisa subito che in quell’anno si è giocato un “Campionato di Guerra” o un “Campionato d’Alta Italia” e nulla più; i più precisi aggiungono che è stato vinto dai Vigili del Fuoco della Spezia, ma solo a titolo nozionistico. E così tutto cade nel dimenticatoio: diventa un bel vanto per la città (ma neppure per tutti) ma nulla più. Questo finché qualcuno non pensa che sia arrivato il momento di cambiare le cose. Ci vogliono 56 anni, ma, finalmente, qualcuno si muove. La Spezia rivuole il suo scudetto.

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Un esempio di albo d’oro recente. Tra ’43 e ’45 neppure una riga

DIARIO DI UNA BATTAGLIA – E’ l’anno 2000. Lo Spezia, che ha alle spalle una società forte, sta vivendo un felice periodo della sua storia, denso di soddisfazioni. Così qualcuno pensa che il modo migliore per celebrarlo sia quello di provare a restituire alla città ciò che le spetta. Uno di questi è il sindaco del tempo, Giorgio Pagano, che riesce ad organizzare un comitato (di cui fanno parte membri della società, i giornalisti Napoletano e Rabajoli e Alberto Pandullo, milanese d’adozione) e a raccogliere un’ampia documentazione per presentare la propria richiesta in Federazione. A marzo 2000 arriva la prima richiesta al Presidente della FIGC, Nizzola, per chiedere un incontro in merito al problema. Ma come prima risposta il Comitato trova un muro di gomma: si parla di prescrizione e tutto dovrebbe finire lì. Ma nessuno si arrende e fa bene, perché si apre uno spiraglio visto che, ad aprile dello stesso anno, il Consiglio Federale delibera l’istituzione di una Commissione che valuterà le richieste della società, di cui faranno parte il presidente del Settore Tecnico Mario Valitutti, il consigliere Umberto Goldoni, responsabile dell’Ufficio studi e legislazione della FIGC, il dottor Mario Pennacchia, consulente del settore tecnico, Cesare Persichelli, responsabile dell’Ufficio giuridico e il dottor Antonello Metitieri come coordinatore. C’è da inviare accurata documentazione, ma il 16 aprile la FIGC nega il permesso al giornalista Napoletano di accedere agli archivi federali. Ma, ancora una volta, come in un film di spionaggio, attraverso un aggancio, il giornalista Daniele Cacozza, a Bologna si trovano gli originali dei comunicati di quel campionato che vengono furtivamente fotocopiati. Il 15 maggio avviene un incontro tra il presidente della commissione Valitutti e i giornalisti Napoletano e Rabajoli, parte attiva del Comitato, per discutere la cosa, con il Presidente che, grande conoscitore della storia del Calcio e anche delle vicende spezzine, apre più di uno spiraglio alla buona riuscita della cosa. Nel mese di maggio continua la trasmissione dei documenti necessari, comprese le tessere di iscrizione dei giocatori al Corpo dei Vigili del Fuoco. Il 19 luglio 2000, viste le continue estenuanti pressioni del sindaco Pagano, viene convocata a Roma una delegazione per ascoltarne le richieste. Comincia la partita a scacchi tra le due fazioni. Come sottotraccia le richieste analoghe di altre squadre (Genoa, Lazio e Torino) e la volontà di non creare un precedente. Ma il Comitato ribatte colpo su colpo e, dopo 110 minuti di colloqui l’ottimismo dello Spezia cresce. A ottobre 2000 sembra tutto pronto per riconoscere un titolo onorifico. Ma sta per avvenire il cambio di Presidenza della FIGC, con Nizzola che sta per essere esautorato, e i problemi dello Spezia sono l’ultimo dei pensieri in Federazione. Petrucci, il commissario straordinario che sostituisce ad interim Nizzola, contattato a maggio 2001 da Pagano, pilatamente se ne lava le mani e stabilisce che a decidere sarà il Prossimo Consiglio Federale. Ma le elezioni vengono rimandate e si arriva al 2002. A gennaio 2002 Carraro diventa Presidente e, inizialmente, anche lui sembra intenzionato a posticipare le decisioni. Poi, invece, il 22 gennaio, alle 15.45 arriva la tanto sospirata decisione.

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Valitutti, presidente della Commissione che deciderà per lo scudetto d’onore, recentemente deceduto

CAMPIONI PER SEMPRE… – Finalmente la decisione viene presa: non uno scudetto, ma una medaglia al valore sportivo ai Vigili del Fuoco della Spezia, un titolo sportivo onorifico, di cui lo Spezia potrà fregiarsi anche sulle maglie. La Federazione riconosce l’innegabile valore etico di quel campionato, che dimostra come il calcio italiano non si sia lasciato piegare dall’orrore della Guerra e le gesta di quegli uomini abbiano rappresentato un ponte di speranza e fiducia nella rinascita del paese. Lo Spezia, quindi, riceve uno “scudetto d’onore” che ha validità duratura, al punto che la squadra può fregiarsi di un simbolo a ricordo di quest’impresa da apporre sulle magliette per sempre. Viene creato un simbolo ovale riportante i colori della bandiera italiana e, al centro, l’immagine, in nero, della Coppa Federale assegnata, seppur frettolosamente, alla società, che, ancora oggi, campeggia sulla divisa ufficiale della squadra. Insomma, non si arriva allo scudetto, ma ad un riconoscimento forte sì.

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…O QUASI – Il riconoscimento arriva, il simbolo viene apposto sulle maglie, la vicenda entra nella sua interezza negli annali della storia del calcio. Ma, alla fine, cambia ben poco da un punto di vista numerico e statistico. L’onore di quelle gesta è tutto della società, dei suoi tifosi… e basta. Già il giorno dopo ripassa nel dimenticatoio. Basta consultare un albo d’oro del Campionato di calcio per rendersene conto: se va bene si continua a fare precisa distinzione che si tratta un titolo onorifico di un “campionato a parte”; se va male resta un buco. E’ il caso, ad esempio, dell’album della Panini, la “bibbia del calcio” che ogni anno milioni di persone sfogliano tra le proprie mani: non un accenno nell’albo d’oro (fintanto che veniva riportato), tra i trofei solo le Coppe e le Supercoppe di serie C e come miglior piazzamento dello Spezia si annovera un 3° posto in Serie B (46/47)…

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LA TARGA ALL’ARENA – La Spezia, però, non dimentica la sua storia. Ecco, così, che arriva il 2013, più precisamente il 16 luglio, ovvero la stessa data in cui, nel 1944, i Vigili battevano il Torino e, quindi, mettevano il mattone più grosso alla conquista del titolo. L’assiduo lavoro nel capoluogo lombardo di Pandullo, porta ad un secondo riconoscimento imperituro: nella Tribuna Appiani dell’Arena Civica di Milano, laddove si giocarono gli atti conclusivi di quello storico campionato, viene scoperta una lapide a ricordo della partita. Alla presenza delle autorità delle due città, alle 19, l’ora della partita, due vigili del fuoco scoprono la targa riportante i nomi di tutti i giocatori e del tecnico Barbieri, mentre sul terreno di gioco riecheggia la sirena di un mezzo dei pompieri.

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UN CANZONE – Ma i tributi non finiscono. E, soprattutto, cominciano ad arrivare da dove meno te lo aspetti. Nel 2015 esce una canzone dal titolo Addio Domeniche Tranquille, cantata da Martino Corti e che parla proprio dell’impresa dei Vigili del Fuoco. Corti è un bravissimo artista milanese classe ’83, cantante ma non solo, autore a tutto tondo con produzioni che vanno dalle canzoni, ai monologhi, ai racconti e alle poesie. Alcuni suoi dischi sono diventati spettacoli teatrali di successo portati in giro per l’Italia. Soprattutto è persona sensibile e appassionata di storie e quella dei Vigili del Fuoco del ’44 lo appassiona a tal punto da ispirargli una canzone: lui scrive il testo, Luca Nobis e Dj Kustrell lo musicano e arrangiano. Nasce così, appunto, Addio Domeniche Tranquille la storia di un nonno che decide di raccontare le imprese dei Vigili ai suoi nipotini, tra gli sbuffi della moglie che lo deve accudire mentre lui si fa prendere dal fervore del racconto. Il singolo fa parte del disco C’era una svolta, uscito nel 2014 ed appartenente ad una categoria artistica definita dallo stesso autore Monologhi Pop, data dall’alternarsi tra, appunto, monologhi e canzoni. C’è anche un avvicinamento alla società Spezia Calcio, per vedere se si può organizzare qualcosa, ma, come riportano le cronache locali dell’epoca, la proposta viene rimandata al mittente, destando, evidentemente, poco interesse. E invece, soprattutto dopo l’intervista concessa da Corti ad Andrea Bonatti di cittadellaspezia.it, comincia un tam tam mediatico che porta un grande interesse nei confronti della cosa da parte di tifosi, e non solo. Presto il cantante viene contattato dalla UNVS, l’Unione Nazionale Veterani dello Sport (nelle figure di Francesca Bassi, presidentessa, Pietro Lorenzelli, delegato, e Pierangelo Devoto, vice Presidente), oltre che dai Vigili del Fuoco (il comandante, ing. Daidone, il vice, ing. Zironi e Fabrizio Santangelo, direttore dell’ufficio attività sportive del dipartimento dei Vigili del Fuoco), che gli consentono anche di visitare la caserma e vedere il famoso Trofeo di Guerra lì conservato. Infine incontra i giornalisti Napoletano e Rabajoli, gli autori dei due principali testi sulla vicenda, e Pandullo. Da questa serie di incontri avvenuti nella città della Spezia ne nasce anche un video, che, con la partecipazione anche di Federico Buffa di Sky, un altro che questa storia potrebbe raccontarla e diffonderla a suo modo, diventa il videoclip di accompagnamento alla canzone. Al video dovrebbero, infine, partecipare i tifosi della curva, ma da un’assurda incomprensione tra la parti nasce un altrettanto incomprensibile comunicato della tifoseria organizzata, che invita a boicottare l’iniziativa di chi, testuali parole, “vuol lucrare sulla storia dello Spezia”. Così il gruppo di tifosi che partecipa al video (e di cui l’autore di questo articolo fa parte…) è esiguo, ma non meno caloroso…

UNO SPETTACOLO TEATRALE – Ultima iniziativa, in ordine di tempo, è uno spettacolo teatrale scritto, diretto ed interpretato da un certo Gianfelice Facchetti, il figlio del grande Capitano dell’Inter, artista a tutto tondo, scrittore, regista, attore, già autore di opere teatrali a tema sportivo e attore di film con medesimo argomento, come quello dedicato al Grande Torino o quello a Pantani. Lo spettacolo si chiama Eravamo quasi in cielo, spettacolo patrocinato dal CONI, dalla Città della Spezia e dall’UNVS, un monologo con l’accompagnamento, attivo, dell'”Ottavio Richter Trio”, eccellente gruppo di fiati, che ripercorre tutta l’epopea dei Vigili, vista attraverso gli occhi del suo allenatore, Ottavio Barbieri. E’ stato in scena allo Spazio Avirex Tertulliano, a Milano, tra il 10 e il 21 di maggio, per poi cominciare un tour che lo dovrebbe portare in giro per l’Italia, toccando, doverosamente,  probabilmente in ottobre, anche la città della Spezia.

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BIBLIOGRAFIA – Il riferimento bibliografico di queste prime quattro puntate sono stati i due principali testi usciti su questo argomento, ovvero Un giorno di allarmi aerei di Armando Napoletano, uscito in prima edizione nel 2002 e poi in una seconda, aggiornata, nel 2014, e Lo scudetto per sempre di Fabrizio Calzia e Paolo Rabajoli, finito di stampare a marzo 2002.

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Continua…

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