A tutta B: la nuova capolista, fenomenologia di un disastro annunciato e B Ready per la 7^

SOTTO A CHI TOCCA – La Serie B è diverse stagioni che, almeno nella sua prima parte, ci regala un’enorme imprevedibilità, con un alternarsi, talvolta frenetico, in testa alla graduatoria. La scorsa settimana, ad esempio, davanti a tutti veleggiava l’Ascoli, che, invece, nel posticipo dell’ultimo turno ha dovuto fare ì conti con la concretezza della Cremonese che, dopo gli sbandamenti iniziali, pare essersi ritrovata giusto in tempo per mietere una vittima illustre e rilanciarsi in classifica. Così, ora, là davanti c’è l’Empoli che comincia a fare sul serio travolgendo in modo netto il Perugia nello scontro diretto, con un 3-0 firmato dai “soliti” Mancuso e Frattali, già a segno nel turno precedente. Dietro riemerge la Salernitana che deve sudare le proverbiali sette camicie per portare via i 3 punti da Livorno, trovandosi a dover recuperare per due volte e realizzando il gol vittoria al 91′. Finisce in parità, invece, l’altro scontro diretto d’alta classifica fra il Benevento e l’Entella, con gli uomini di Inzaghi che non riescono a portare il vantaggio fino alla fine, facendosi raggiungere a 8′ dal 90′. Di questo ne approfitta il Crotone che, nell’anticipo, strapazza a domicilio un frastornato Pescara con 3 gol che permettono ai calabresi di rimettersi in gioco dopo gli sbandamenti delle ultime settimane. Tra le squadre che si ritrovano c’è anche il Cittadella, che prosegue il suo percorso senza mezze misure vincendo la terza partita stagionale, così da pareggiare le sconfitte e rifarsi sotto in classifica, in casa di una Juve Stabia sempre più disperata in fondo alla classifica, senza ancora una vittoria. La vittoria la trova, invece, in modo travolgente, il Trapani, che prosegue il suo ruolo di bestia nera dello Spezia, maltrattando in casa gli aquilotti, apparsi letteralmente allo sbando (dura la contestazione dei tifosi a fine gara) con 4 gol (quando nelle precedenti 5 partite ne aveva segnato appena uno…) di cui il primo rappresenta il paradigma dello stato tecnico e mentale attuale dei liguri. Tutte col medesimo risultato finale le ultime 3 gare in programma, tutte concluse con l’1-1: finisce in pareggio la trasferta a Venezia del Pisa, il cui vantaggio dura appena 7′; resta ancora poco convincente il campionato del Chievo, che si trova a dover rincorrere, in casa, il Pordenone che va in vantaggio dopo 10′; resta senza vittorie il Cosenza, che almeno, però, porta a casa il terzo pareggio stagionale dal campo di un deludente Frosinone che sembra ancora ben lontano da aver trovato una quadratura al proprio campionato.

DI BENALI ‘N MEGLIO – Classifica marcatori praticamente immobile nelle sue posizioni più alte, con Mancuso e Iemmello che, stavolta, si ritrovano con le polveri bagnate e restano fermi rispettivamente a 7 e 6 reti. Si affolla, invece, il terzo gradino del podio, dove a Da Cruz, a secco, si aggiungono Diaw, autore del gol vittoria del Cittadella a Castellammare, Djordevic, che regala il pareggio interno del Chievo col Pordenone, e Mancuso, il protagonista della vetrina dell’ultimo numero, che segna 2 dei 3 gol con cui l’Empoli spazza via il Perugia. Fatta la debita menzione d’onore per Pettinari (foto di copertina), che con la sua doppietta chiude ogni velleità di rimonta dello Spezia nel match del Picco contro il suo Trapani e regala i primi 3 punti agli isolani, la vetrina di questa settimana tocca al terzo marcatore multiplo di giornata (anche se tempisticamente è stato il primo), che con i suoi 2 gol ha contribuito alla seconda vittoria consecutiva dopo un periodo altalenante, che ha portato alla risalita in classifica, ovvero Benali del Crotone. Ahmad Benali è un centrocampista libico classe ’92, di cittadinanza inglese in quanto nato a Manchester, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del City. L’esordio tra i professionisti arriva nel 2011, in prestito al Rochdale, in terza serie inglese, dove mette insieme 2 presenze, tra agosto e novembre, prima di tornare a Manchester. Tornato alla base, non gioca praticamente mai con i Citizens e, a fine stagione, resta anche svincolato. Ecco, perciò, che arriva il Brescia, che, nell’estate del 2012, lo porta in Italia, dove diventa un volto conosciuto della serie cadetta e non solo. Gioca 3 stagioni con le rondinelle, tutte in B, segnando il primo gol tra i professionisti la seconda stagione, per un totale di 13 (4 la seconda, 9 la terza, suo record personale), quindi 2 e mezza al Pescara, conquistando la promozione in A alla prima stagione con un contributo di 5 reti, realizzandone altri 6 in massima serie, e chiudendo con altri 4 al ritorno in B, fino all’approdo al Crotone a gennaio 2018, quando ritorna in A, dove mette a segno un altro gol. La scorsa stagione ha chiuso il campionato con 5 gol in maglia rossoblù e anche quest’anno sembra partito col piede giusto, avendo già messo a segno 3 reti, di cui 2 nell’anticipo di venerdì: al 17’ della partita di Pescara sblocca il risultato ricevendo palla tra la folla, al centro dell’area e scaricandola rasoterra in gol, dopo aver saltato due difensori; al 56’ lui che altissimo non è, raddoppia di testa su angolo battuto dalla sinistra.

FENOMENOLOGIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO – La Spezia e lo Spezia devono essere sicuramente grati ad un Presidente come Volpi: prese la società quando languiva in D dopo il fallimento e nel giro di pochissimi anni l’ha riportata nel calcio che conta, in una B di cui è stata protagonista in questi anni, anche con ambizioni molto alte. Non solo: ha creato una società stabile economicamente, un vanto in periodi in cui tante squadre non riescono a pagare gli stipendi dei propri giocatori e vanno avanti a colpi di penalizzazioni fino, talvolta, a sparire; ha creato o migliorato gli impianti sportivi correlati alla squadra, rendendoli di prim’ordine, con un ritorno sul settore giovanile, tornato ad essere competitivo e a sfornare giovani interessanti (basti ricordarsi che Zaniolo arriva da lì…), ma anche sull’affidabilità e la visibilità, al punto che lo stadio Ferdeghini è stato uno dei più utilizzati durante il Torneo di Viareggio e al Picco si è addirittura giocata la Finale di quest’anno. Questa presidenza così munifica e virtuosa, però, ha da sempre avuto una pecca: una sostanziale distanza dal mondo societario (Patron Volpi è spesso lontano dall’Italia per impegni di lavoro in ambito petrolifero) con delega a dirigenti, purtroppo, non sempre all’altezza. Così negli anni si è assistito a rivoluzioni dell’organico, a volte all’interno della stessa stagione, scelte sbagliate o avventate, qualche volta un po’ di pressapochismo da parte di dirigenti che sono spariti nell’arco di pochi mesi e, soprattutto, a tanti obiettivi sbandierati e falliti, basti pensare alla prima stagione in B, quando la squadra si presentò ai blocchi di partenza come una corazzata superfavorita e si ritrovò a salvarsi alla penultima giornata dopo un cambio di 3 allenatori. Ovviamente la partecipazione quasi costante ai play off è stato un grande traguardo raggiunto in questi anni e, come detto, lo Spezia è quasi sempre stato uno dei protagonisti delle stagioni sportive, ma, forse fin dall’inizio, è sempre sembrato mancare qualcosa affinchè la squadra avesse la maturità e le caratteristiche per compiere davvero il grande salto, fosse un errore compiuto con un giocatore, un allenatore, un reparto o solo a titolo motivazionale. Poi da qualche anno le corde del portafoglio sembrano essersi strette e gli obiettivi sembrano essersi ridimensionati, al punto che due stagioni fa all’inizio campionato si parlò per la prima volta di obiettivo salvezza (anche se poi la squadra la raggiunse in tranquillità e, anzi, per lunghi tratti si trovò a lottare per posizioni più interessanti). Con il ritorno in società di Angelozzi sembrava che l’asticella degli obiettivi fosse stata riportata in alto, con la comparsa di un progetto triennale per l’approdo in A. E l’affidamento della squadra a Marino sembrava confermare questo impegno. La squadra la scorsa stagione si è segnalata per un ritorno al bel calcio che ha portato ad un rinnovato entusiasmo da parte della tifoseria. Però il famoso qualcosa è mancato anche lì: discutibile la gestione del parco offensivo, con la mancanza di una vera prima punta, di quelle da doppia cifra assicurata, affidandosi a (e facendosi condizionare dal contratto fatto firmare a) Galabinov, giocatore che non ha sicuramente mai avuto le caratteristiche del bomber da parte alta della classifica cannonieri e che, per di più, si è mostrato anche fragile fisicamente, con diversi infortuni che lo hanno sottratto al campo da gioco. Stagione comunque conclusa con i play off, il mondo aquilotto si aspettava la crescita nel secondo anno della famosa triade, con una serie di inserimenti azzeccati su un organico dimostratosi affidabile e competitivo, per di più potendo sfruttare i soldi della fruttuosa cessione di pezzi da novanta come Okereke ed Augello, scoperti e cresciuti proprio dallo Spezia. E, invece, qualcosa è cominciato a scricchiolare già all’inizio, con la partenza di Marino e la scelta di un allenatore emergente come Italiano, alla prima esperienza in B, per proseguire con un mercato che ha sì portato pezzi importanti, come Ricci, Capradossi o Ragusa, ma che ha finito per non risolvere, ancora, il grande problema dell’attacco aquilotto, puntando tutto, di nuovo, su (e sul contratto di) Galabinov. Se la scorsa stagione la crescita di Okereke e Gyasi e la buona vena di alcuni centrocampisti avevano posto un argine all’errore tattico originale, stavolta il vaso è traboccato. Dopo un inizio spumeggiante a Cittadella, che ha illuso più di un tifoso, anche sullo stato di forma di un “ritrovato” Galabinov (inizio poi ridimensionato dal prosieguo della stessa squadra veneta nelle prime giornate…), la situazione è degenerata, con un solo punto raccolto nelle successive 5 partite e addirittura già 2 sconfitte su 3 arrivate al Picco, con la squadra che non ha dato solo l’impressione di avere un enorme limite offensivo, ma si è ritrovata ad avere anche una difesa che balla paurosamente (7 gol in 2 partite) vittima di un errore tattico di fondo che la obbliga a giocare alta pur non avendo gli interpreti adatti a fare questo tipo di gioco (Terzi è un grandissimo interdittore con un’enorme esperienza, ma veloce non lo è stato mai e se deve mettersi a rincorrere un giocatore da centrocampo in giù il più delle volte parte battuto in partenza). Già dopo Ascoli Angelozzi si era sentito in dovere di parlare ad una tifoseria in subbuglio: in realtà l’ammissione di colpa sul mancato acquisto di una punta e, invece, la boutade su elementi in società che remerebbero contro, è sembrata a molti più inutile e dannosa (da una parte è sembrata voler spostare l’attenzione, dall’altra non ha fatto altro che aumentare malumori e sospetti) che chiarificatrice e utile in prospettiva. Così è arrivato il Trapani, una partita che non puoi sbagliare per questioni ambientali, vista l’acerrima rivalità che divide, da anni, le due tifoserie, e perché è ultimo in classifica, con gravi difficoltà ed appena 1 gol segnato. Una partita che poteva servire a mettere morale in cascina e che invece si è trasformata in un incubo, con l’attacco peggiore del campionato capace di segnare addirittura 4 gol (ridicolo il primo, con il portiere che sbaglia lo stop e rinvia addosso a Nzola in pressione, che ribatte la palla in gol) anche grazie ad una difesa aquilotta messa sotto scacco praticamente sempre nel solito modo, presa d’infilata nella sua permanenza a ridosso del centrocampo, ed una fase offensiva spezzina costantemente menomata dalla mancanza di un efficace finalizzatore e diversi altri errori legati a scelte di formazione che saranno solo tardivamente risolti dai cambi. E così è esplosa la rabbia dei tifosi, che, ora, tra l’altro, non vedono grossi spiragli in prospettiva, con un allenatore confermato che non ha intenzione di recedere dai suoi convincimenti tattici ed un attacco che resta quello che è, o forse anche peggio, visto che il suddetto Galabinov, colui attorno a cui sono ruotate tutte le scelte offensive nel recente mercato, già fuori per infortunio, forse si dovrà operare e star lontano per un lungo periodo. Ora arriva il Benevento al Picco, che diventa una partita cruciale, della svolta sotto diversi punti di vista e che non si può più sbagliare se ancora si vuol lasciare un minimo di credito a questa stagione.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 7^ GIORNATA – In vista della nuova pausa dedicata alle Nazionali, che ne condizionerà anche il format, tutto è pronto per il 7° turno del campionato cadetto, che si svolgerà, quindi, così: un anticipo stasera alle 21 ,6 partite sabato, di cui 5 alle 15 e una alle 18, 3 match domenica, dei quali 2 alle 15 e uno alle 21 e nessun posticipo al lunedì. La sfida a 4 tra le battistrada del torneo, raccolte nello spazio di 2 punti, vede un’equa distribuzione tra sabato e domenica, con 2 squadre in campo in ciascun giorno: sabato pomeriggio sono impegnate le squadre in trasferta, ovvero la capolista Empoli che va a far visita all’imprevedibile Pordenone ancora imbattuto tra le mura amiche, e il Benevento, 2 punti sotto, che testerà i desideri di riscatto di uno Spezia nervoso e arrabbiato che, forse, concede l’ultima chance al tecnico Italiano; domenica tocca invece a quelle che giocheranno in casa, cioè la Salernitana, prima inseguitrice, ad un solo punto, che attende il frastornato Frosinone al pomeriggio, e l’Ascoli, a 2 punti, che ospita un Pescara che vuol dimenticare in fretta la batosta interna col Crotone. Squadra calabrese che sarà impegnata sabato pomeriggio nell’interessante scontro direttissimo tra due squadre che sono subito a ridosso delle precedenti, a 11, con l’Entella, mentre la loro compagna di viaggio, il Perugia sarà protagonista dell’anticipo, dove proverà a dimenticare la batosta di Empoli ospitando il Pisa in un interessante match tra squadre alla ricerca di un nuovo rilancio, separate da appena 2 punti. Rilancio che pare essere cominciato per la Cremonese che sarà attesa, domenica pomeriggio, dallo scontro casalingo con un’altra squadra che sembra essersi ritrovata dopo gli sbandamenti iniziali, ovvero il Cittadella. Prosegue anche la caccia alla prima vittoria, con il Cosenza che sabato pomeriggio ospita il Venezia e la JuveStabia che si confronta, in trasferta, di sera, con chi era nella stessa situazione fino alla scorsa settimana, ovvero il Trapani. Infine, sempre sabato pomeriggio, il Livorno prova a dimenticare la beffa della sconfitta all’ultimo minuto, ospitando un Chievo divenuto re dei pareggi.

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