Genova – Il Genoa, reduce dal bel successo contro il Lilla nella decisiva gara di Europa League, schianta anche il Siena, non senza soffrire, si mantiene in sesta posizione e avvicina i cugini blucerchiati, oggi sconfitti. Se qualcuno temeva il calo fisico dei rossoblù, almeno nel primo tempo si è dovuto ricredere complice un Siena a tratti arrendevole. I toscani, però, hanno approfittato sul finire dell’incontro della stanchezza dei padroni di casa per avvicinarsi nel punteggio e far riaffiorare gli spettri della rimonta francese di giovedì, poi annichilita dal gol di Sculli. Il gol finale di Floccari ha reso il punteggio finale (4-2) più netto e maggiormente attinente a quanto visto sul campo nei 90′, ma certi cali di concentrazione andrebbero evitati in ogni caso. Da parte dei bianconeri, un primo tempo da incubo e una ripresa comunque in tono minore resi meno amari dall’uno-due della parziale rimonta: per Baroni c’è molto da lavorare, specie sulla consistenza mentale del gruppo, per far risollevare i toscani dall’ultima posizione.
Partenza lanciata – Gasperini rispolvera Palacio dal primo minuto, con Rossi e Mesto a destra e Crespo in avanti. In difesa, assente Biava, spazio ancora a Esposito. Il Siena presenta Maccarone e Ghezzal in attacco e di nuovo Ekdal in mezzo insieme a Vergassola. L’avvio del Genoa è fulminante, grazie alla verve di Mesto e Palacio e alla buona lena di Palladino, fresco di convocazione in nazionale. Al 2′, Mesto fa partire un cross dalla sinistra su cui si avventa Palacio, palo e tap in di Crespo. Il Siena è folgorato, ma Scarpi lo sveglia con alcune incertezze da principiante, una delle quali per poco non manda in gol Ghezzal. Per i toscani è un fuoco fatuo. Tempo cinque minuti e di nuovo Palacio, con un tiro potente, provoca il raddopppio del solito Crespo, sempre in tap in, stavolta per colpa di un approssimativo Curci che gli respinge sui piedi. Palladino prova a fare tris, ma l’ex portiere romanista stavolta è super, respingendogli il tiro in angolo con una parata grandiosa. L’ex juventino, però, si rifà al 35′ sfruttando l’ennesima azione inventata da Mesto e rifinita da Palacio, oggi in versione super.
Ripresa sonnolenta, ma... – Dopo un colpo di testa di Ficagna fuori di poco – altro paperone di Scarpi – e un velleitario tentativo di Jajalo da fuori area, si chiude un primo tempo da incubo per il Siena, graziato anche dall’arbitro che non vede un clamoroso fallo di mani di Rosi. Il dubbio riguarda solo la posizione – dentro o fuori area, ma la cecità di Baracani è preoccupante. La ripresa vede Baroni cambiare le carte, inserendo Reginaldo per Jajalo e poco dopo Fini per Ekdal. Gasperini risponde con Papastathopoulos per Palladino e Floccari per Palacio. I toscani ci provano con Vergassola e Ghezzal, senza successo. Baroni, allora, si gioca la carta Paolucci al posto di Codrea.
Brivido Siena – L’ex-neo bianconero (Juve, Ascoli, Udinese, ora Siena: forse un record) firma un numero d’altissima scuola mandando a spasso, sulla destra, i malcapitati Rossi e Papastathopoulos e fulmina Scarpi, ancora incerto, con un diagonale bellissimo. Il Geona, che aveva finora mascherato la fatica col possesso palla, accusa il colpo e va in bambola. Due minuti più tardi, dopo un tentativo a vuoto di Maccarone, lo stesso Big Mac fa 2-3 con un gran sinistro a giro. Il Siena a questo punto ci crede sul serio e sfiora l’incredibile pareggio all’85′, quando Rosi tira fuori un cross di Fini col Genoa completamente in panne.
Chiusura sul filo – La partita, che potrebbe riservare un’altra brutta sorpresa a Gasperini, la chiude invece Floccari che, sul filo – appena oltre – del fuorigioco, sfrutta un bell’assist profondo di Milanetto. E’ il 90′ e per il Siena non c’è più nulla da fare, se non recriminare per una molle prima frazione che ha condizionato tutta la gara. Il Genoa esce fra gli applausi per una gara condotta magistralmente fino all’80′. Quei dieci minuti finali, da brivido come quelli contro il Lille, saranno di insegnamento per i più impegnativi incontri che attendono i grifoni da qui a Natale. L’ottimo stato di forma di molti giocatori – Mesto, Palacio e Palladino su tutti – e le tante assenze, alcune recuperabili fino alla ripresa dopo le nazionali, sono comunque un ottimo auspicio.