Serie A, il Livorno beffa il Genoa (2-1) al 93′

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lunedì 23 novembre 2009

Livorno – Il Genoa cade a Livorno nei minuti di recupero e subisce una sconfitta inaspettata ed evitabile, complice un’ottima prestazione della squadra amaranto e una gestione di gara superficiale degli uomini di Gasperini, che concedono ai toscani una larga parte del match, per poi prendere in mano il gioco dopo il pareggio di Criscito e cedere nel finale a Pulzetti che approfitta di una difesa rossoblù assai incerta per tutto l’incontro. Contrariamente a quanto dichiarato da Gasperini nel dopo-partita, il Genoa non ha affatto dominato l’avversario se non, appunto, nei venti minuti successivi al gol di Criscito, quando nel Livorno è subentrata una inevitabile stanchezza. In generale, invece, i toscani avrebbero potuto raddoppiare ben prima del 93′ e la loro vittoria appare tutto sommato meritata.

LUNGO DOMINIO AMARANTO – Il Genoa aveva inizialmente fatto sperare i suoi tifosi nell’ennesima partita d’attacco, con un Crespo apparso ispirato, ma decisamente impreciso al tiro. Dopo che lo stesso attaccante argentino manca  un cross di Palacio, il Livorno prende in mano l’incontro, disposto bene in campo da Cosmi e combattivo come e più del Genoa. Gasperini capisce l’antifona e prova a coprirsi con un 4-4-2 inedito: Criscito terzino sinistro e Modesto ala, ma Candreva e Moro mandano in crisi il centrocampo rossoblù, costruendo al 20′ l’azione che porta Lucarelli al gol. Moro lancia Candreva che va sul fondo e crossa per l’attaccante che anticipa Moretti e insacca con una bella girata di destro. Il Genoa subisce il colpo e non reagisce, mentre il Livorno naviga sull’onda dell’entusiasmo e, trascinato da Candreva, costruisce un altro paio di occasioni da gol con Lucarelli e Pulzetti, ben rintuzzate da Amelia.

RISVEGLIO GENOA – Gasperini ha già sostituito Modesto con Sculli al 26′, quando sul finire del primo tempo Palacio prova a impensierire De Lucia che non si lascia sorprendere. Poi è ancora Palacio a calciare alto in avvio di ripresa, ma il Livorno ribatte e sfiora il raddoppio con Diniz che spara un cross di Candreva verso la porta di Amelia, il quale ribatte. Ancora Livorno, con Pulzetti che lancia Lucarelli, atterrato da Bocchetti. Ci sarebbe rigore, ma Rizzoli non è dello stesso avviso. Palladino, appena entrato, suona la carica per il Genoa e al 18′ crossa un pallone che giunge sui piedi di Criscito dopo la respinta di Diniz. Il difensore napoletano non si fa pregare e insacca.

COLPO DI CODA DEL LIVORNO – Dopo il pareggio, Pulzetti prova a ribadire la superiorità del Livorno con un sinistro al volo che termina in rete, ma Rizzoli annulla per fuorigioco dello stesso Pulzetti, che però pare in posizione regolare. Il Genoa, comunque, si è svegliato e da questo momento domina il campo. Un dominio sterile, però. L’attacco grifone è spuntato come poche altre occasioni, e la verve di Palladino serve solo a far tremare le gambe dei livornesi, già provate da un’ora di buon calcio e  lunghe corse a perdifiato. Il gol del Genoa sembra nell’aria, ma non arriva. Giunge, invece, in pieno recupero, quello della vittoria livornese che porta la firma di Pulzetti, liberissimo di sbattere  in rete il cross di Moro, con la difesa del Genoa preoccupata solo di Lucarelli. Errore fatale che costa la sconfitta. Il Livorno di Cosmi vince la terza gara su cinque, e con merito. Il Genoa  rimpiange le amnesie difensive e una lena assai carente, specie negli uomini chiave di centrocampo. Palladino, in questo momento, appare insostituibile perchè è capace di sopperire a un gioco che stenta a decollare, con la sua inventiva e con un’evidente voglia di conquistarsi definitivamente il posto ai mondiali di Sud Africa – Lippi era in tribuna al “Picchi”. Posto che anche Candreva sta guadagnando passo passo, benchè il saggio Cosmi, a fine gara, contribuisca a mantenerlo sulla terra sottolineandone anche la scarsa maturità. Un modo come un altro per stimolarlo, perchè quello visto in campo al Picchi sembra tutto, tranne che un mezzo giocatore.

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