Zitti tutti! Perché: “Se saltelli…segna Balotelli!”

Condividi su FriendFeed

lunedì 23 novembre 2009

BOLOGNA – Adesso zitti tutti! Riprendiamo il titolo de “La Gazzetta Sportiva”, edizione domenicale del 22 novembre 2009 (ieri) post anticipo del sabato. Un sabato di campionato che vede l’Inter disputare a Bologna una delle migliori partite della stagione, trascinata ancora una volta dal Principe Milito e da SUPER MARIO BALOTELLI autore del gol decisivo, quello del temporaneo 2-1 (Cambiasso firmerà nella ripresa il terzo gol nerazzurro). Gol che la giovane stella interista festeggia con l’ormai solita rabbia: dito indice portato davanti alla bocca a zittire migliai di imbecilli che sottolineano ogni suo tocco di palla con “buu” e insulti razzisti.

COLOGNO MONZESE (MI) – Lo stesso dito lo mette davanti alla bocca Filippo Galli, ex giocatore del Milan ed oggi direttore del settore giovanile della società rossonera. Ieri sera, ospite della trasmissione “Controcampo” in onda su Rete4, ha messo la museruola a ospiti e milioni di telespettatori che commentavano quanto di becero era accaduto all’Olimpico di Torino nel posticipo della 13° giornata di campionato. Tra “bastardaggine e imbecillità” (Mughini dixit), razzismo e non razzismo, richieste di squalifiche del campo o di giustizia sportiva, alla fine Filippo Galli interviene e dice: “Ma perché dobbiamo fare il gioco di queste persone? Loro vogliono solo questo, parlandone facciamo il loro gioco”. Applausi. A questo punto, Alberto Brandi prende la parola e dice: “Hai ragione Filippo, chiudiamola qui!”.

TORINO – Ed ecco che l’imbecillità, la bastardaggine percorre circa 340km, la distanza che separa Bologna da Torino, lo stadio Dall’Ara dall’Olimpico: “Se saltelli muore Balotelli!” è il coro di una parte dei tifosi della Juventus, aggiungiamo buona parte. E qui mi permetto di dissentire con chi dice che è solo una parte, quella che occupa generalmente le curve, gli ultras. Chiunque sia stato in uno stadio sa benissimo come certi cori partano sempre dalla curva, i distinti stanno zitti. E’ vero, quando si tratta di fare il tifo per la propria squadra, ma quando si manifesta l’imbecillità ecco che questa si manifesta anche in altri settori dello stadio. Quegli stessi settori dello stadio in cui la minoranza “coraggiosa” prova a far sentire il proprio dissenso. Ma il dissenso, in questo caso, è manifestato ancora dalla maggioranza imbecille che fischia l’appello dello speaker dello stadio “Olimpico” e prosegue con la dimostrazione della propria ignoranza e paura.

BALOTELLI&OWENS – Insultato in tutti gli stadi. Insultato allo stadio Olimpico di Torino. Insultato nello stadio che in origine fu intitolato a Benito Mussolini che ne ordinò la costruzione per i “Giochi Littoriali” del 1933 e che nel 1934 ospitò alcune partire dei primi Mondiali disputatisi in Italia. Dalla caduta del Fascismo venne comunemente chiamato Stadio Comunale, dalla torre “Littoria” che ancora oggi sorge al suo fianco fu cancellata la scritta che portava il nome del Duce. Nel 1980 cambiò nome per la terza volta: “Vittorio Pozzo” (anche se i torinesi hanno sempre continuatoa chiamarlo Comunale), il ct della Nazionale campione del Mondo nel 1934 e nel 1938, ma soprattutto unica a conquistare la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Berlino ’36. Nello stesso stadio in cui nacque la leggenda di Jesse Owens, atleta statunitense di colore che vinse ben 4 medaglie d’oro davanti ad Adolf Hitler ed alla Germania nazista di cui qualche anno più tardi l’Italia di Mussolini sarebbe stata alleata. Il Fuhrer, indispettito per aver visto Owens battere in finale l’atleta del Reich,Luz Long si alzò e se ne andò rifiutandosi di premiare quell’atleta di colore. Quell’atleta così diverso che con la sua prestanza atletica mise in discussione la supremazia della razza ariana.

ITALIA – Certo, non è razzismo. O meglio, non è solo razzismo. La verità che in minima parte il colore della pelle di Balotelli incide su certe manifestazioni di odio nei suoi confronti. Ricordiamo solo qualche mese fa he su wikipedia, l’enciclopedia multimediale di internet, qualche buontempone era riscito a scrivere vicino al nome dell’attaccante dell’Inter “negro di merda”. Ricordiamo che durante Juventus-Inter dello scorso anno, partita in cui Balotelli segnò anche il gol del temporaneo 1-0 nerazzurro, i tifosi bianconeri inneggiavano con il coro: “Non ci sono negri italiani”. Per questo motivo lo stadio “Olimpico” fu squalificato per una giornata e la Juve dovette giocare a porte chiuse contro il Lecce. In tutti gli stadi d’Italia è ormai di costume insultare Balotelli, è anche vero che il giovanotto non fa molto per farsi apprezzare. Aggiungiamo che in tutti gli stadi vengono insultati anche Materazzi e Gattuso, e il coro che i tifosi della Juventus oggi dedicano a Super Mario, un paio d’anni orsono recitava così: “Se saltelli muore Lucarelli”. Dunque ha ragione Chiellini a dire che i cori contro Balotelli non sono da catalogare come episodi di razzismo, anche perché in campo durante Juventus-Udinese ci sono altri giocatori di colore quali Sissoko e Felipe Melo (che difficilmente un tifoso della Juventus potrebbe insultare), ma ci sono anche Asamoah e Zapata che giocano nell’Udinese che non vengono fischiati, né sono vittime di “buu” razzisti. Aggiungiamo però noi che questo suona in parte come una difesa dell’imbecillità, che andrebbe invece condannata. Continuare a parlarne dà voce grossa a questi imbecilli. Aggiungo un’ultima cosa: il diverso da sempre fa paura. Balotelli è diverso, è un italiano che ha la pelle nera. Balotelli è il primo grande giocatore italiano di colore. Balotelli fa paura. E se saltelli segna Balotelli! Zitti tutti!

VN:F [1.9.3_1094]
Vota l'articolo
Media voto: 0.0/5 (0 Voti)

Scrivi un commento