Napoli, rialzati e cammina! Inutile piangersi addosso, azzurri più forti di prima

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lunedì 8 febbraio 2010

Napoli – Torti arbitrali, decisioni sfavorevoli, punti tolti. Tutto vero purtroppo, i dubbi continuano ad aumentare, ma il vittimismo non deve appartenerci. La super serie targata Mazzarri si è interrotta nella “fatal” Udine, ma il campionato mica è finito! Domenica vetrina migliore per tentare l’immediato riscatto non poteva capitare, l’Inter di Mourinho al San Paolo è battibile. E poi, se non c’è due senza tre…

STOP AL VITTIMISMO – Da troppe settimane ormai episodi ai limiti della comicità penalizzano la già strepitosa classifica degli azzurri, ma i capricci lasciamoli agli altri. Non c’è migliore risposta che non sia quella da fornire sul terreno di gioco, una squadra forte in tutti i suoi aspetti deve essere in grado anche di superare ostacoli inattesi e avere come unico obiettivo quello di dare il massimo all’interno del rettangolo verde. Le assurde decisioni arbitrali ormai sono state prese e non si può tornare indietro, in tanti vorrebbero riavvolgere il nastro di Udinese-Napoli, ma ciò non è possibile. E allora sprecare energie mentali per lamentarsi dei torti subiti non porta a nulla di produttivo, piuttosto l’obiettivo dev’essere quello di riabbassare la testa e proseguire sulla strepitosa scia intrapresa da quando al timone è salito Mazzarri.

SOTTO A CHI TOCCA – Mancano ancora quindici partite al termine del campionato, la serie d’oro di altrettanti risultati utili si è interrotta ma la stagione è ancora lunga e non bisogna vedere il ko di ieri come il risveglio da un incantesimo, anche in Friuli la squadra ha dimostrato di vivere un grande momento dominando in inferiorità numerica. Il quarto posto recita ancora Napoli e domenica arriva la capolista: palcoscenico il catino del San Paolo, quello dove i nerazzurri hanno perso punti scudetto per due anni consecutivi. Organico più forte rispetto al passato, pubblico come sempre pronto a vestire i panni di dodicesimo uomo, le condizioni per risalire sul treno dei sogni ci sono tutte. Il quindici senza sedici c’è, ma il due senza tre no…

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