Ultimi due giorni di partite prima della sosta per l’All Star Weekend, primo importante crocevia della stagione. Se i Cavaliers hanno scavato un solco forse decisivo per la conquista della Eastern Conference grazie alle 12 vittorie in serie, non sono da meno i Lakers capaci di superare Portland e San Antonio nonostante fossero orfani di Kobe Bryant. Dietro di loro però crescono Utah Jazz e soprattutto i sorprendenti Oklahoma Thunders, per i quali i playoff potrebbero rappresentare un obiettivo reale.
EASTERN CONFERENCE- Senza Mo Williams e Delonte West, infortunati, Cleveland non ha rallentato per niente anzi… In attesa dell’ultima sfida prima della pausa contro Orlando, i Cavs hanno un rassicurante margine di 7 partite da Dwight Howard e soci, a conferma della netta superiorità dimostrata finora. I Magic rimangono comunque a livelli eccellenti grazie al risveglio di Vince Carter, tornato determinante grazie all’idea di Van Gundy di assumere una sorta di “tutor” per Vincredible, ovvero il suo ex coach dei Nets Lawrence Frank. Fatica a mantenere il passo Boston, nonostante la rosa sia finalmente al completo dopo i rientri di Daniels, Davis, Garnett e Pierce. Il recente doppio ko con Orlando ha dimostrato quanto i Celtics fatichino a competere con le più forti ed il sorpasso in graduatoria degli Atlanta Hawks sembrerebbe definitivo. Joe Johnson e compagnia bella può contare su un rendimento più costante rispetto ai C’s ed il 4-0 in stagione proprio contro i rivali in maglia verde ne è la testimonianza. Dietro le fantastiche quattro spunta Toronto, che all’Air Canada Centre è una macchina da guerra, e ne sanno qualcosa i Lakers rimontati e battuti qualche settimana fa. Queste 5 salvo devastanti crisi hanno già prenotato un posto in prima classe destinazione postseason. Gli altri 3 spot rimarranno vacanti fino all’ultimo: Chicago e Charlotte vanno a braccetto (25-25) e per i Bulls si tratta di un buon periodo nonostante l’infortunio a Joakim Noah, mentre i Bobcats sono tornati a vincere ieri contro Washington dopo una settimana negativissima. Sembra essersi concluso il periodo nero dei Miami Heat, crollati dal quinto all’ottavo posto a causa di 6 sconfitte consecutive. E le altre? Nutrono ancora speranze fondate i Milwaukee Bucks, che sull’asse Jennings-Bogut stanno costruendo una stagione comunque dignitosa in barba all’assenza perenne di Michael Redd. Sarà un caso ma l’assenza di Iverson per motivi familiari (che però non gli impediranno di partecipare all’All Star Game) è coincisa con la rinascita dei Sixers che cavalcando una striscia di 5 vittorie è piombata in zona “speranza”. Zona nella quale sguazza ancora New York, ma i recenti deludentissimi risultati casalinghi contro Milwaukee e Sacramento non giovano di certo alla credibilità di una squadra troppo altalenante. Indiana, Detroit e Washington dovrebbero fare una seconda parte di annata da guinnes per tentare la fortuna, mentre New Jersey scenderà in campo solo per onor di firma e per far crescere qualche giovane, vedi Douglas Roberts e Terrence Williams…
WESTERN CONFERENCE – Lakers in pieno controllo, ma Denver ha prevalso nello scontro diretto di settimana scorsa. Morale della favola? Forse per la vittoria della Western i giochi sono già fatti ma nei playoffs i Nuggets, come del resto l’anno scorso, saranno un ostacolo davvero impervio da superare. Al Pepsi Center nessuno riesce ad impensierire il team di George Karl, eppure in questo periodo mancava Carmelo Anthony, tornato ieri nella passeggiata coi Dallas Mavericks. Attenzione agli Utah Jazz, giunti alla nona vittoria consecutiva trascinati da un Carlos Boozer finalmente tornato a grandissimi livelli. Coach Jerry Sloan ha visto i suoi volare dal nono al terzo posto nella competitivissima Western Conference ed ora a Salt Lake City si sogna grazie alla profondità di un roster che può permettersi di far partire dalla panchina giocatori come Korver e Millsap. Sembravano già cotti i Phoenix Suns, caduti in disgrazia dopo gli exploit di inizio stagione, invece Nash e Stoudemire hanno letteralmente trascinato su i Soli dell’Arizona mantenendoli nelle zone alte della classifica. Dietro di loro, davanti però ad autentiche corazzate come Portland e San Antonio e a ridosso dei Dallas Mavs ecco i fantastici Oklahoma Thunders. 30-21 l’inaspettato record finora, e Kevin Durant a 21 anni potrebbe vivere la sua prima importante esperienza in carriera, i playoff 2010. A conforto di questa possibilità il fatto che sono in netto calo i Memphis Grizzlies ed i New Orleans Hornets, pur avendo trovato nel rookie Darren Collison un degno sostituto, senza Chris Paul per almeno un mese rovineranno molto probabilmente il proprio record fin qui positivo. Nelle retrovie non ne vincono più una Clippers, Golden State e Sacramento…