Parma-Inter: le pagelle dei nerazzurri

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giovedì 11 febbraio 2010

PARMA – Botta e risposta nel secondo tempo e Parma ed Inter chiudono il recupero del “Tardini” sull’1-1. Dopo un primo tempo meno entusiasmante, nella ripresa la rete di Bojinov, i cambi di Mou, l’immediato pareggio di Balotelli e un Parma che, in 10, riesce ad impensierire la retroguardia nerazzurra. Risultato giusto, ma la vittoria di una delle due non sarebbe stata certo uno scandalo.

INTER (4-3-3): Julio Cesar 6,5 - Un’uscita spericolata e poco altro: il primo tempo lo vede (quasi) spettatore non pagante. Nella ripresa non può nulla su Bojinov da due passi, poi salva sullo scatenato Biabiany: il francesino forse gli tira addosso, ma lui come al solito è posizionato dove il manuale del calcio suggerisce e il punticino è pure merito suo.

Maicon 6,5 - In questa fase è uno dei più in forma, pur senza strafare o toccare i livelli della scorsa stagione: dalla sua parte non ha Biabiany e quindi ha maggiore libertà di proporsi in avanti. Rimane lucido sino al 94′, sfiorando il gol-beffa proprio sugli sviluppi dell’ultimo contropiede, ma il tiro è un po’ sbilenco: sarebbe stata troppa grazia…

Lucio 7,5 - Ennesima super-prestazione: perché dietro è praticamente perfetto (sulla rete parmense è un po’ tutta la retroguardia che lascia due giocatori crociati liberi davanti a Julio Cesar dopo un rimpallo). In alcuni momenti ricorda il Cannavaro-mondiale e, assente Sneijder, si concede il lusso di tirare due mine su calcio piazzato. Ciliegina sulla torta, una sua incursione sulla sinistra (?!) porta all’espulsione di Valiani.

Materazzi 7 - Preferito a Samuel, conferma quanto di buono fatto vedere nelle ultime uscite. Meno appariscente di Lucio, ma quanta grinta, nonostante la velocità degli esterni parmensi. Poi, col Parma in 10, si fa male (stiramento) ma non lascia il campo e Mou, come nel calcio d’antan, lo mette a fare la boa in attacco. E, con abnegazione, spizza palloni e torna pure a difendere un calcio d’angolo. Stoico, e il voto morale è 7,5 pure per lui.

Cordoba 6 - Gioca a sorpresa a sinistra al posto di Santon, forse per contrastare meglio la velocità di Biabiany: compito svolto con sufficienza e diligentemente, tanto è vero che, uscito lui, l’ala di Guidolin si esalta ancora di più e fa girare la testa a Materazzi e Zanetti (dal 11′ s.t. Santon 6 - Entra sull’1-0 e praticamente comincia a giocare sull’1-1: si propone molto in avanti e contribuisce ad aumentare la pressione dei nerazzurri alla ricerca della vittoria: soffre anche lui (indovinate chi?) Biabiany ma con mestiere e l’aiuto dei sodali se la cava. Stavolta non parte titolare ma continua nel suo apprendistato 2.0).

Cambiasso 6 - L’argentino, al solito, è il migliore nella mediana disegnata da Mourinho: buone notizie in vista del Chelsea. Niente effetti speciali, ma tanta presenza, laddove Zanetti pecca in un paio di occasioni e Motta è come le previsioni meteo delle isole: non pervenuto. Passa a fare il centrale a seguito dell’infortunio di Materazzi: è nelle sue corde (galeotto fu Mancini) e lo fa bene.

J.Zanetti 5,5 - Spiace dare una volta tanto un’insufficienza al Capitano. Perché non gioca male e per tutti i 90′ dovrebbe essere d’esempio per i compagni che non hanno i suoi polmoni o vanno col ‘piedino’: ma un paio di volte Biabiany se lo beve e in un’occasione sbaglia un rinvio che da il ‘la’ ad un pericoloso contropiede parmense. Mettiamola così: almeno ora abbiamo la prova che è umano e non un robot. In caso contrario avrebbero dovuto squalificarlo.

Thiago Motta 5 - Ennesima prova incolore. Peccato perché le prime prove stagionali suggerivano ottimismo. Ma ancora una volta il brasiliano è impalpabile, molle nei contrasti e da lui ci si aspetterebbe ben altro. Il compitino lo fa (e ricordiamo un bellissimo lancio col contagiri per Milito), ma forse il problema è stare accanto a due mostri sacri come i colleghi di reparto argentini: come dice quella pubblicità, la differenza la senti, la tocchi (dall’11′s.t. Balotelli 7 – Possiamo dirlo: è maturato. E non parliamo degli atteggiamenti, ma del fatto che ora riesce anche ad essere decisivo e ad avere una mentalità positiva – e non indolente – anche entrando in corso d’opera. Buttato nella mischia trova subito la rete del pari girandosi bene in area crociata: la rasoiata a fil di palo è meno banali di quanto non sembri. Poi sulla destra crea scompiglio in un paio di occasioni e permette ai suoi di guadagnare delle preziose punizioni. Il 7 è forse un po’ largo, ma vale pur sempre un punto e poi, dopo tanto bastone, la carota gliela vogliamo dare noi).

Pandev 6,5 - Come col Cagliari, parte a mille e per tre volte impegna Mirante. Stavolta prima la bravura del portiere gialloblu e poi la mira troppo centrale gli negano la gioia dell’ennesima marcatura nerazzurra. Sempre pericoloso, salta spesso il diretto avversario e crea superiorità numerica. Nella ripresa si spegne un po’ e alla fine è spompato: ma ha ancora forza di partecipare all’ultima ripartenza dei suoi, servendo a Maicon la palla per l’ultimo tentativo. Ottimo, ben al di là di quanto possa dire il voto.

Eto’o 5 - Qui forse pecchiamo di severità, ma il camerunense continua a non piacerci. L’avevamo lasciato a Natale non ancora ben entrato nei meccanismi della macchina nerazzurra ma almeno puntuale in zona-gol. A distanza di due mesi pare sempre il meno lucido e meno ispirato degli ‘avanti’ interisti. Poche volte al tiro, è pur vero che si impegna in fase di impostazione e spesso gioca largo. A suo merito, il fatto che mandi giù la sostituzione senza mugugnare come altri. Professionista: a quando il ritorno a Re Leone? (dal 23′ s.t. Mariga 6 – Comincia timido e sbaglia un appoggio ed un passaggio elementare: poi cresce alla distanza e prima impegna con un tiro da fuori l’ex compagno di squadra e poi dà una mano dietro con la difesa in emergenza, facendo valere muscoli e freschezza. Sotto col prossimo esame.)

D.Milito 6 - Anche nella gara col Cagliari era rimasto a lungo in ombra, ma lì aveva trovato lo spunto per timbrare il cartellino. Questa sera ha una sola vera occasione ma Mirante gliela annulla. Lotta e si sbatte ma senza esito questa volta: azzardiamo forse che la presenza di Pandev possa in alcuni casi togliergli spazio e limitarne la vena realizzativa. La sufficienza è un premio per l’impegno e per il fatto che rimane un cecchino: per poco non capitalizzava l’unica vera palla avuta in tutto il match… Voto di stima.

All. J.Mourinho 6,5 - Parte con le tre punte e insiste su Eto’o, anziché Balotelli: ci poteva stare. Poi, come solito quando l’Inter è sotto, mette appunto il giovane attaccante dell’Under 21 e, come al solito, il pareggio immediato gli dà ragione. Peccato che si giochi subito due cambi e così, accortosi che quattro punte sono troppe, mette dentro Mariga per riequilibrare la squadra e tentare l’assalto finale. Il mezzo forfeit di Materazzi scombina i suoi piani ma almeno lui fa la cosa più intelligente: lo piazza in attacco (in difesa Paloschi e Biabiany lo avrebbero mangiato) e finisce per mettere pressione sul Parma. Fortunato (il pari immediato), ricompensato (l’abnegazione dell’ex-azzurro) ma anche bravo.

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