L’ennesimo tiro della vittoria di Kobe Bryant ad 1″ dalla sirena regala ai campioni in carica una soffertissima vittoria contro i Raptors di Bargnani e Belinelli, utile per scacciare una crisi che durava da tre partite (non accadeva da gennaio 2008). Ad aiutare i padroni di casa, nei minuti decisivi, è stato Lapo Elkann che sul 104-102 per i Lakers ha impedito al play ospite Josè Calderon di avventarsi su una palla che stava per uscire dal campo, ma recuperabilissima, con un “tocco da maestro”. Ilarità generale allo Staples Center, con il vicino cantante dei Maroon 5 a segnalarlo subito alla folla che gli ha riservato un applauso ai limiti del surreale. Il giovane rampollo della famiglia Agnelli si è poi scusato affermando di non conoscere a fondo le regole della pallacanestro. Sarà, ma Jay Triano non l’ha presa così bene…
WESTERN CONFERENCE – Lakers (47-18) Dallas (44-21) Denver (42-21) Utah (41-22) Phoenix (40-25) Oklahoma (38-24) Portland (38-28) San Antonio (36-25) Memphis (33-31) Houston (32-31) New Orleans (32-32) Clippers (25-39) Sacramento (21-43) Golden State (17-46) Minnesota (14-50)
Lakers che dovranno tenere gli occhi ben aperti fino all’ultimo per difendere coi denti un primo posto che Dallas vede a sole 3 partite di distanza. Solco che probabilmente verrà ridotto già stasera con il facile impegno dei Mavericks fra le mura amiche contro i derelitti New Jersey Nets. Perso Jason Terry almeno fino ai playoff i texani hanno lanciato il francese Rodrigue Beaubois in quintetto ed il transalpino sta rispondendo oltre le più rosee aspettative. Anche Denver con due partite in meno rispetto al tandem in vetta non disdegna un pensierino al top della Western Conference, anche se i Nuggets hanno fuori un’arma importantissima come Kenyon Martin (miglior rimbalzista della squadra) che difficilmente tornerà entro la fine della stagione in corso. Utah è attualmente in trasferta ad Est e grazie al momento positivo sta consolidando sempre più il quarto posto, mentre i lanciatissimi Phoenix Suns (8-2 nelle ultime 10) devono comunque guardarsi le spalle dai fenomenali Oklahoma City Thunders che, salvo catastrofi epocali, disputeranno incredibilmente i playoff a scapito di squadre sulla carta ben più blasonate come Houston e New Orleans. Anche Portland e San Antonio sembrano sicure dello spot per la post-season ma la sconfitta a Cleveland (senza Lebron James), la perdita di Tony Parker per almeno un mese e dei Memphis Grizzlies tenaci e battaglieri non lasciano certo sereno e rilassato Gregg Popovich e i suoi Spurs.
EASTERN CONFERENCE – Cleveland (50-15) Orlando (45-20) Boston (40-22) Atlanta (40-23) Milwaukee (34-29) Toronto (32-20) Miami (32-32) Charlotte (31-31) Chicago (31-32) Philadelphia (23-40) New York (22-41) Detroit (22-41) Washington (21-40) Indiana (21-43) New Jersey (7-56)
Nella Eastern Conference la prima pagina spetta ai mirabolanti Milwaukee Bucks, 10 vinte su 11 dal 19 febbraio, battuti soltanto ad Atlanta ed in maniera assolutamente rocambolesca. Negli ultimi giorni i Bucks sono stati capaci di battere due top team come Cleveland e Boston fra le mura amiche, trascinati dal centrone australiano Andrew Bogut (ieri coi Celtics 25 punti e 17 rimbalzi, prova monstre). Brandon Jennings come tutti i rookie sta accusando un pò la fatica di una stagione interminabile, ma tale calo è reso praticamente ininfluente dal neo acquisto John Salmons e Carlos Delfino, autore di una stagione solidissima. Con i Toronto Raptors in crollo totale e dei Miami Heat troppo alterni il quinto posto conquistato a suon di vittorie dalla squadra di Scott Skiles rimarrà probabilmente inattaccabile. Importante vittoria ieri per gli Charlotte Bobcats di Larry Brown e Michael Jordan che recuperano uno svantaggio di 15 punti e battono i Miami Heat in una sorta di spareggio playoff. A circa 18-20 partite dal termine la squadra che rischia di più è Chicago, incappata in un periodo davvero nero ed incapace di reagire. Ed ora che Luol Deng si è rotto la situazione per Vinny Del Negro si fa ancora più preoccupante.
TOP SCORERS – Lebron James (30,0) Kevin Durant (29,6) Carmelo Anthony (28,7) Kobe Bryant (27,8) Wade (26,4)
TOP REBOUNDERS – Dwight Howard (13,3) Zach Randolph (11,8) David Lee (11,6) Marcus Camby (11,5) Chris Bosh (11,3)
TOP ASSISTMAN – Steve Nash (11,2) Chris Paul (11,2) Deron Williams (10,2) Rajon Rondo (9,8) Jason Kidd (9,4)