ROMA – Il tempo delle conferme è finito. Al cospetto della Roma sono giunte occasioni ghiotte e squisite come pane fresco. Non sempre i giallorossi hanno capito che mangiare quel pane, sarebbe stato più interessante e vantaggioso del previsto. Claudio Ranieri sa che la squadra avrebbe potuto fare di meglio, oltre a quelle dodici vittorie e sei pareggi consecutivi. Un comunque amabile bottino.
L’UDINESE ALLA CARICA – La triade offensiva friuliana, da bocconi amari per tutti, fa paura. Di Natale-Floro Flores-Sanchez. Tre piccoli grandi nomi in procinto di salvare l’Udinese dallo spettro acre della retrocessione. A Roma i bianconeri cercano la rivalsa. In Coppa Italia non è andata molto bene, con un predominio totale dei giallorossi, sempre tra le proprie mura. Quello era un altro Udinese, molto più vicino a Siena & Co., molto più lontano dalla gloria della massima serie. Il gioco di Marino è sempre il solito: offendere. Non con le parole, ma con il bel gioco; palla a terra, azioni veloci, testa sempre alta, gol ininterrottamente nell’aria. Marchi di fabbrica di Luciano Spalletti, trasferiti nel tempo al suo collega di Marsala. L’unico gap che ha reso l’Udinese decisamente vulnerabile, è proprio quello in trasferta. Cinque miserrimi punti in quattordici match fuori dal Friuli. Tristezza infinita. E’ proprio questo “smacco” che ha lanciato l’Udinese in piena corsa salvezza, anzichè nei piani alti a cui è sempre stato abituato. La squadra c’è, la mentalità vincente pure. Ma quest’anno è andato tutto storto. Un Udinese che, però, con ogni probabilità si salverà. C’è una Roma stanca di fronte. Sempre propensa a sognare quel tricolore che molto probabilmente non arriverà. Sempre incatenata ed incollata a quel terzo posto che viene difeso sofferentemente con le unghia e con i denti. Ma aggiungerei, meritatamente.
ASSENZE TURBOLENTI – Mancano Pizarro, De Rossi, Taddei, Mexes, Totti ed anche un po’ di pazienza. Centrocampo romanista svalutato dopo squalifiche ed infortuni vari. La piacevole(?) notizia è che in panchina ci sarà Stefano Pettinari, neo diciottenne, esordiente a Sofia in Europa League lo scorso Dicembre. Per lui un occasione d’oro. In attacco pochi dubbi e problemi: Vucinic & Toni. Come detto, centrocampo sommerso di incertezze. Dagli allenamenti è emerso che quasi sicuramente figureranno tre uomini sulla linea mediana, ossia Perrotta, Faty e Brighi. Trequartista dietro le due punte, Jeremy Ménez. Ma sono tante le idee nella mente di Ranieri. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Le indisponibilità forzate hanno fatto sì che Ranieri attuasse controvoglia un insperato turn over. Che non toccherà John Arne Riise. La sua presenza domani sera è fondamentale, ed il tecnico non credo ne farà a meno. Oltre al norvegese, pochi dubbi in difesa: Juan e Burdisso centrali, Cassetti sulla destra, dopo le scadenti opere di Marco Motta a Livorno. Confermare un’intera stagione, stavolta non sarà l’obiettivo primario della Roma. Bisogna pensare solo a vincere, per dileguarsi sempre più verso la Champions, e pensare indirettamente al secondo posto. Milan-Napoli permettendo.