March Madness: primo turno, prime sorprese

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sabato 20 marzo 2010

La lunga ed impervia strada che porterà alle Final Four di Indianapolis (3-5 aprile) è appena iniziata e già qualche protagonista annunciata è costretta a rifare le valigie leccandosi le ferite. Qualche nome? Georgetown, fresca finalista della Big East Conference, Marquette, Notre Dame e Vanderbilt, battuta dal piccolissimo college di Murray State sulla sirena. Rick Pitino e Louisville vengono demoliti da California, mentre si risveglia in tempo dall’incubo di un’uscita al primo turno Villanova, ma che paura!

MIDWEST REGION – Inizio morbido e senza insidie per la prima testa di serie,  Kansas Jayhawks, che passeggia sopra Lehigh ed ora è attesa da un altro impegno soft contro Northern Iowa (9). Benissimo l’ala Marcus Morris, 26 punti per il sophomore, in sordina Cole Aldrich con 11 punti. Nello stesso tabellone soffre inaspettatamente Michigan State (5), che domina il primo tempo chiudendolo avanti di 15 salvo poi subire il furioso ritorno in gara di New Mexico. Ci vogliono Kalin Lucas e una buona dose di fortuna per approdare al secondo turno, nel quale sfideranno Maryland (4) in un match sulla carta impronosticabile ed equilibratissimo. Nella parte bassa del tabellone Tennessee(6), unica squadra capace di battere durante la stagione Kansas (oltre ad Oklahoma State) ha la meglio soffrendo su San Diego State ed ora attende al varco Ohio (14), che compie l’impresa più grande asfaltando i Georgetown Hoyas per 97-83. Il college di New York saluta così prematuramente il torneo dopo aver fatto sognare, Spike Lee su tutti, i tifosi al recente torneo di Big East perso in una finale ad alto tasso adrenalinico con West Virginia. Gli Ohio Bobcats invece devono ringraziare le prove fenomenali delle guardie Bassett (32) e Cooper (23), mortiferi soprattutto da 3 punti (5 bombe a testa). Tabellone di quarti di finale completato dall’affascinante duello che vedrà i freschi campioni di Big Ten Conference, Ohio State (2), opposti ad una delle squadre del momento, Georgia Tech (10), battuti domenica nella finale del torneo ACC dai Duke Blue Devils e giustizieri al primo turno dei più quotati Oklahoma State. I Buckeyes hanno passeggiato invece su Santa Barbara nonostante i soli 4 punti della stella Evan Turner, ben surrogati dalle 7 triple del compagno Diebler.

WEST REGION – Tutto facile per i favoriti Syracuse, arrivati al gran ballo col dente avvelenato dopo l’uscita di scena prematura al recente torneo di Big East. Vermont era la sparring partner ideale per ritrovare fiducia e ritmo ed il risultato, 79-56 per gli Orange, non lascia spazio a nessun commento. Tabellone subito ostico però per Rautins e compagni, visto che ora si trovano di fronte Gonzaga (8), che ha avuto la meglio su Florida State non senza difficoltà. Butler (5), che con un secondo tempo perfetto (50-26) spazza via Utep, si appresta ad affrontare Murray State (13). I Racers, che disputano la poco rinomata Ovc League, estromettono la ben più quotata Vanderbilt grazie al buzzer beater di Danero Thomas. Sarà una sfida molto equilibrata quella fra Pittsburgh (3) e Xavier (6) mentre sembra dal pronostico scontato l’ultimo quarto di finale che opporrà Kansas State (2) a Byu (7), usciti indenni da due overtime disputati contro gli indomabili Florida Gators grazie ai 36 punti del junior Jimmer Fredette, fenomenale bomber. Sembra però già scritto che la finale della West Region sarà fra Syracuse e Kansas State, sempre che gli Orange saltino già domenica un ostacolo non indifferente, ovvero i velenosi Zags.

EAST REGION – Kentucky quest’anno sembra davvero la squadra da battere, e non solo per la presenza del nuovo baby fenomeno John Wall (ieri esordio con 17 punti e 11 assist). La squadra di Tony Calipari sembra davvero non avere nessuna falla, in nessun reparto e sotto nessun punto di vista. Giocatori come DeMarcus Cousins, Patrick Patterson e Eric Bledsoe (ieri 9/10 da 3 e 29 punti) costituiscono davvero un armata ai limiti dell’imbattibilità, come conferma il percorso stagionale di UK, quasi immacolato se si eccettuano le sconfitte con South Carolina e con l’ammazzagrandi per eccellenza, Tennessee. 100-71 ad East Tennessee e pensiero rivolto a Wake Forest (9) usciti trionfanti da un overtime contro i Texas Longhorns. Wisconsin (4) supera Wofford in una sfida con attacchi sterili ed imbavagliati da difese granitiche, 53-49, ed aspetta ora Cornell (12), sorprendentemente vittoriosa su Temple più per la facilità con la quale ha portato a casa il match che per la vittoria stessa. New Mexico (3) e Washington (11) vincitori su Marquette (delusione per il college che fu di Dwayne Wade) e Montana si affronteranno per l’approdo in semifinale.  L’unica squadra che potrebbe mettere il bastone fra le ruote a Kentucky per l’accesso alle final four sembra essere soltanto West Virginia (2), che con un De’Sean Butler tranquillo (9punti nella sgambata con Morgan State) ed in attesa delle grandi sfide si appresta a dare l’assalto a Missouri (10).

SOUTH REGION – Tabellone dove i Duke Blue Devils sembrano avere la strada spianata verso Indianapolis, specie se Villanova (2) è quella vista contro Robert Morris, ovvero impacciata, timida e dipendente dalle lune di Scott Reynolds e dal suo estro. I Blue Devils, trascinati da Scheyer, si apprestano ad affrontare California (8) capaci di battere senza mai soffrire gli inconsistenti Louisville Cardinals di Rick Pitino. Villanova aprirà invece  il programma di domani (8 partite) cercando di soffrire un po meno dello scorso turno contro St Mary’s (10). Manca Hummel e cosi Purdue (4) si affida a Jajuan Johnson per fare strada nel torneo, prossimo ostacolo non da poco Texas Am (5). Old Dominion (11) ha compiuto l’impresona estromettendo i Notre Dame di Harangody, grazie ad una strenua difesa ed a ritmi blandi, ed ora userà le medesime armi per avere la meglio di Baylor (3). L’entusiasmo provocato dal passaggio del turno e la poca pressione che sente questo piccolo college potrebbero essere fattori decisivi per arrampicarsi addirittura ad una semifinale che avrebbe dell’incredibile. Difficile, ma non impossibile. Notre Dame era sulla carta sicuramente più attrezzata di Baylor e sappiamo com’e’ andata a finire…

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