La stagione Nba ha preso una piega particolare: quando mancano ancora almeno una dozzina di partite da giocare per ogni team, la lotta per entrare nei playoff è pressoché già conclusa e l’interesse è ormai quasi esclusivamente riposto sulle varie posizioni che si andranno ad occupare nel tabellone.
EASTERN CONFERENCE - L’unico testa a testa che probabilmente ci potrà ancora tenere occupati nelle prossime settimane riguarda l’ultimo posto disponibile ad est, che si stanno attualmente contendendeo Toronto Raptors e Chicago Bulls. I canadesi hanno un record di 33-34 mentre i Tori si trovano a 31-37, ma c’è la possibilità che il discorso si allarghi e vada a comprendere anche Miami (35-34) e Charlotte (35-33). Certo il momento è nerissimo per i Bulls che, pur essendo ad un passo dalle prime otto posizioni ad est, non possono assolutamente sperare nel recupero se continuano a sfornare prestazioni come quelle delle ultime settimane, che li hanno portati a perdere le ultime 10 partite disputate. Vero è che i Raptors non se la passano molto meglio, con le loro 8 sconfitte nelle ultime 10, mentre viaggano con un passo migliore le altre due contendenti, soprattutto i sorprendenti Bobcats di questa seconda parte di regular season. Interessante sarà poi capire chi andrà ad occupare le piazze numero 3 e 4 della Eastern Conference, che al momento vedono appaiate Boston e Atlanta, ognuna sicuramente vogliosa di spingere l’altra in quarta posizione, dalla quale si avranno alte probabilità di incrociare i Cavs in semifinale di conference.
WESTERN CONFERENCE - Ad ovest invece sembrano davvero poche le speranze che si possa riaccendere una lotta per accedere ai playoff, con l’ottava piazza attualmente occupata dai lanciatissimi Portland Tail Blazers, che per ora tengono a distanza di sicurezza i Rockets noni. L’attenzione è quindi tutta rivolta verso zone più alte di classifica, dove dietro la capolista incontrastata Los Angeles troviamo nell’ordine Denver, Dallas, Utah, la lanciatissima Oklahoma City, Phoenix e San Antonio, tutti team che da qui all’inizio della post season hanno possibilità reali e motivi validi per credere di poter occupare una posizione migliore delle concorrenti sulla griglia di partenza. Sarà quindi un finale di regular season comunque interessante, nonostante siano già abbastanza definiti i nomi delle partecipanti al gran ballo dei playoff.
FRATELLI D’ITALIA - Nell’ultima settimana finalmente sono arrivati segnali di vita dai New York Knicks di Danilo Gallinari: vero e proprio colpo di scena domenica a Dallas, dove i Knicks sono riusciti ad imporsi 94-128 mettendo fine alla striscia vincente di 13 partite dei Mavs. Sono arrivate poi due vittorie sui Sixers, con ben 21 e 25 punti dell’ala lodigiana, che evedentemente vede in Philadelphia l’avversario preferito, avendo una media di 22 punti contro Iguodala e compagni nei quattro match stagionali disputati. In mezzo a questi due successi è arrivata anche la prevedibile e accettabile sconfitta con i Celtics dell’ex Robinson, ma ovviamente questo non condiziona il giudizio positivo sul momento dei ragazzi di Mike D’Antoni.
Come detto è invece sempre più preoccupante la stagione dei Raptors del duo azzurro B&B: Toronto non riesce ad uscire dal momento no e sono arrivati anche i fischi del Canada Centre nell’ultima sconfitta 89-115 subita dai Thunders. Per il Mago 15 punti, 12 per Belinelli (anche se in buona parte nel garbage time), ma è tutta la squadra a rendere veramente al di sotto delle aspettative iniziali. Ora si cercherà di arrivare almeno ai playoff, dopodiché ci sarà da lavorare per Colangelo e Gherardini, anche considerato il mercato rovente che dovrebbe scatenarsi la prossima estate, inclusa la probabile partenza di Chris Bosh.