Sei Nazioni: l’Italia chiude con una sconfitta, vince il Galles 33-10

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sabato 20 marzo 2010

CARDIFF - L’Italia esce dal Millennium Stadium a testa bassa e chiude male il suo Sei Nazioni: dopo quello di Parigi arriva un altro brutto ko, stavolta a Cardiff. Contro il Galles la squadra di Mallett dura solo un tempo, poi crolla e chiude sconfitta per 33-10. Dà l’impressione di essere stanca, oltre che condizionata dagli infortuni (ai tre della vigilia si aggiungono quelli di Canale e Canavosio, costretti ad uscire già nel primo tempo), per questo fa ciò che può e dopo aver mostrato un’ottima difesa nei primi 40′, cede di schianto alla velocità e alle offensive dei Dragoni gallesi che era riuscita a contenere nel primo tempo, con 4 palloni rubati nei 22 metri avversari. Nella ripresa arrivano le due mete di Hook e quella dello specialista Shane Williams, dopo che nel primo tempo il Galles aveva colpito solo grazie al piede di Stephen Jones (alla fine premiato come ‘man of the match’). Il guizzo d’orgoglio di McLean, che nel finale realizza anche lui una meta, serve solo come dimostrazione di carattere e a rendere il passivo meno pesante. Un risultato più severo è stato evitato anche grazie ad un miracoloso salvataggio di Gower, che al 7′ st con un bel placcaggio ha evitato un’altra meta di Hook.

MALLETT - Dai microfoni di Sky il ct degli azzurri si dice comunque soddisfatto: “Sono orgoglioso dei miei – spiega a fine partita – perché dopo gli infortuni dei giorni scorso, ho perso Canale dopo due minuti e poi anche Canavosio. In più avevo Zanni e Bortolami in campo ma alle prese con problemi muscolari, e faccio anche notare che il cartellino giallo a Mauro Bergamasco per me non c’era. Aver preso solo tre mete in queste condizioni è stata un’impresa, un’altra Italia ne avrebbe incassate almeno 8″. In realtà il Galles ha dominato, dando vita ad un match a senso unico, in cui l’Italia ha retto finché fatica ed acciacchi non si sono fatti sentire. Il vero problema degli azzurri è che una partita non può essere fatta soltanto dalla fase difensiva: qui è mancato, per tutto il torneo, un gioco d’attacco, qualcosa che fosse volto anche ad offendere e non solo a contenere, e continuando così non si farà molta strada: è stato già tanto aver battuto la Scozia. Ora si chiude fino ai test-match in Sudafrica di giugno, quando l’Italia della palla ovale andrà a giocare nella nazione arcobaleno nel periodo in cui ospiterà i Mondiali di calcio.

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